27/12/2007

Dieci libri di dieci case editrici sotto l’albero

1.     Carlo Mazzoni I Postromantici (Salani): libertà oggi vuol dire essere ricchi, belli e disposti a tutto come i personaggi di un interessante esordio ambientato nella Milano altolocata tra vestiti firmati, ville, droghe e eccessi di ogni tipo. Sullo sfondo un matrimonio all’Isola Bella (vi ricorda qualcosa?), le donne dei bar di Forte dei Marmi e un grande amore forse sbagliato.
2.     Gary Shteyngart Absurdistan (Guanda): ecco un ottimo esempio di scrittura surreale. Le disavventure di un giovane russo figlio di un dubbio magnate che non riesce ad avere il visto per tornare negli Stati Uniti dalla fidanzata. Tra i migliori libri del 2006 secondo il New York Times.
3.     Toby Young Un alieno a Vanity Fair (Piemme): questo memoir un po’ datato, da noi esce con qualche anno di ritardo, narra il tentativo dell’autore, brillante laureato in una delle migliori università del mondo, di realizzare il suo unico desiderio. Occuparsi di cultura bassa. Per farlo si trasferirà in America nella redazione di Graydon Carter, guru del giornalismo pop, allora direttore oggi editore di Vanity Fair. Carter, a proposito dell’abilità dell’autore di fare pasticci: “ha il pollice marrone.”
4.     Beppe Fenoglio Il partigiano Johnny (Einaudi): in valigia o sul comodino ci deve essere almeno un classico. La Resistenza dal punto di vista di Johnny, intellettuale appassionato di letteratura in lingua inglese, eroe per caso in fuga sulle colline di Alba. Riuscirà a salvarsi dall’orrore della guerra? Leggendolo scoprirete che molti autori italiani anche famosi hanno un debito verso Fenoglio.
5.    
Gianrico Carofiglio I casi dell’avvocato Guerrieri (Sellerio): in valigia o sul comodino è probabile che ci sia almeno un giallo. Confesso che ero un po’ prevenuta sull’autore. Ascoltato in due occasioni pubbliche aveva raccontato a distanza di mesi gli stessi aneddoti (non si fa!). Un giorno prenatalizio ho visto in libreria la raccolta dei libri di Carofiglio con protagonista l’avvocato alter ego. Ho iniziato a sfogliarla e non volevo smettere nonostante fossi in piedi tra la folla.

6.     Stieg Larsson Uomini che odiano le donne (Marsilio): un thriller ambientato nella fredda Svezia, primo volume di una trilogia che esce postuma per la prematura scomparsa dell’autore. In patria è un caso editoriale, ne trarranno una serie televisiva e un film. La piccola Harriet, nipote prediletta di un ricco industriale, scompare nel nulla durante una riunione di famiglia. Il corpo non è mai stato trovato. A distanza di decenni l’industriale assolda un giornalista moralizzatore al quale le donne non resistono e una giovane hacker ispirata a Pippicalzelunghe per scoprire cosa accadde ad Harriet. Il titolo vale il prezzo di copertina. Dimenticavo, la hacker fa la dura ma in fondo il giornalista le piace.
7.     Doris Lessing tutti i libri (Feltrinelli): nella penuria di autrici di successo fa eccezione questa donna schiva e controversa che ha saputo di aver vinto il Nobel con le buste della spesa in mano. Il suo libro più famoso, Il taccuino d’oro, è considerato una specie di manuale di femminismo. Sarebbe interessante capire cosa pensi la Lessing del femminismo moderno alla luce dei fallimenti di questi anni, del cortocircuito tra imitare gli uomini e tenerci gli uomini rimanendo donne.
8.     Roberto Saviano Gomorra (Mondadori): lo so, l’avete letto. Per i pochi che debbano ancora scoprire i mali di Napoli (da dove scrivo, ndr), confermo tutto. La città è sull’orlo del baratro, speriamo nel colpo di coda. Saviano, diventato famoso per le minacce dei camorristi che non hanno gradito la sua inchiesta, è soprattutto un bravo scrittore e non merita di essere trasformato nel cliché di paladino della giustizia.
9.     Stephen King On writing (Sperling & Kupfer): molti libri sulla scrittura sono inutili, alcuni addirittura dannosi per la loro illusorietà. Il volume di King utilizza l’autobiografia per dare consigli agli aspiranti autori (tutti validi!). Dopo un po’ le sue avventure, a partire da un’infanzia vagabonda,  vi faranno dimenticare che volete pubblicare un best seller, sembrerà di leggere un romanzo.
10.    Lucrezia Lerro Il rimedio perfetto (Bompiani): esiste il rimedio perfetto per sopravvivere nella Campania terremotata del 1980? La giovane protagonista è alle prese con un padre considerato lo scemo del paese, una madre ‘espansiva’ con gli altri uomini, una nonna strega, le sorelle cattive e la maestra che la umilia. Restano i dolci a consolarla. Un insolito romanzo di formazione, un’autrice da tenere d’occhio.

Li trovate anche qui http://grazia.blog.it 

 

di annarita | 27/12/2007
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