Ricordi tutte le ultime notti passate in un luogo? E se in quel luogo hai vissuto quasi tre anni?
Quella volta nella città più a sud d’Italia. Chiusa nella camera che per qualche mese fu un surrogato di casa mentre fuori le coinquiline conosciute allora e mai più viste facevano chissà cosa.
Nei residence di alcune città italiane, con il sollievo di tornare a dormire in letti veri e abitare spazi che sanno di casa.
Nel monolocale di Napoli. Gli oggetti già portati altrove. Una bottiglia d’olio ad arredare la cucina. Lo spazio che sembrava tanto (in realtà era un buco!). Gli echi ormai distanti delle cose successe lì.
Nella casa degli ultimi anni. Le amiche servono a portarti fuori quando la stanchezza ti avrebbe sistemato sul divano a mangiare biscotti. L’ultima notte appena trascorsa (che poi forse non è proprio l’ultima) è una vernice in una galleria. Serigrafie con ritratti di bambine. Indiane, tunisine, italiane, orientali, nord europee. Bambine dappertutto. E insalata di fagioli e cipolle. E la tua amica che fa il ‘famoso critico d’arte’ con grande classe. Poi a casa mangi ancora e ti addormenti con l’allegato del Corriere tra le lenzuola prima ancora di sfogliarlo.