Più o meno è andata così.
Tempo fa gli editori di riviste molto famose che leggo gratuitamente online erano in difficoltà economiche per una storia di bancarotta del distributore. Quel gruppo di pazzi, in senso buono, idealisti chiese un aiuto ai lettori in nome dell’editoria indipendente invitandoli ad acquistare i loro prodotti (giornali, libri, magliette ecc.) a prezzi scontati. Ho comprato due magliette, non proprio un investimento da rovinarmi, il minimo che potessi fare per ringraziare quei pazzi, in senso buono, idealisti che mantengono il mio inglese in perfetta forma. Un piccolo contributo alla causa, non persa ma neanche vinta, dell’editoria indipendente.
Una sera già bella di per sé ho ricevuto un’email da un nome che mi ricordava qualcuno. Era uno degli editori della rivista che mi ringraziava per quanto avevo scritto loro comprando le due magliette a pochi euro tra il prezzo scontato e la debolezza del dollaro. Lui è un trentenne dal talento vario, scrittura editoria arte. Ha iniziato a San Francisco come carpentiere volontario nei lavori di ristrutturazione della sede di questa casa editrice fondata qualche anno fa da un nome molto noto della scena letteraria internazionale. Con questo scrittore famoso tra un lavoro manuale e l’altro ha passato un sacco di tempo a parlare, non sappiamo di cosa immaginiamo di libri, donne, come va il mondo, cose così. Quando lo scrittore famoso ha avuto bisogno di un collaboratore ha pensato a lui, talentuoso carpentiere volontario. E’ l’America bellezza, il luogo dove ogni sogno si può realizzare e una cameriera di un bar per camionisti può trasformarsi in una cantante pop.
Ieri ero un po’ delusa per questioni lavorative non divulgabili. Poi nell’altra casa ho trovato un regalo e un invito dove c’è anche il mio nome. Questo basta per sentirmi meglio. Certo qui a volte non sembra, nel bene e nel male, l’America.