Nel film “Ricordati di me” di Gabriele Muccino, che sto rivedendo con piacere, un giovanissimo Silvio Muccino non fa che chiedere questo.
Come ti sembro?
Te l’ho detto. Anonimo e inespressivo. Quando parli sembra che hai uno strofinaccio in bocca. Puzzi perché non ti lavi. Ti vesti da sfigato di sinistra quando il mondo va tutto da un’altra parte.
Sinceramente, ma tu come donna che pensi di me?
Me l’hai già fatta questa domanda.
Lo so.
Poi si guarda allo specchio e ripete: “devi credere in te stesso. Ecchecazzo ce vo”.
E voi, quanto credete in voi stessi?