23/04/2007

Buon 25 aprile

Per il 25 aprile si dovrebbe leggere, nel mio caso, o rileggere “Il partigiano Johnny” di Beppe Fenoglio recentemente accusato da Giorgio Bocca di dare una rappresentazione distorta della Resistenza. Bocca è un grande intellettuale, siamo abituati alle sue polemiche e, forse, ci piacciono anche quando dissentiamo.
La trama. Johnny, la Resistenza e le Langhe sono i tre protagonisti di questo romanzo, trovato tra le carte di Fenoglio dopo la morte. Cronaca della guerra partigiana, epopea antieroica in cui l'autore proietta la propria esperienza in una visione drammatica, “Il partigiano Johnny” rivela un significato umano oltre quello storico-politico. Dalla formazione delle prime bande fino all'estate del '44 e alla presa di Alba seguiamo l'odissea di Johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli (fonte www.ibs.it). E gli sforzi di un soldato per ritrovare la sua ragazza sfidando i pericoli della guerra perché l’amore è il migliore antidoto alla paura. Sullo sfondo una lingua farcita d’inglese come un tramezzino condito secondo una ricetta che sembrò rivoluzionaria. Nasceva allora il mito degli Americani, a suon di tavolette di cioccolata regalate ai bambini, soprattutto meridionali, scalzi e malnutriti, di libri meravigliosi, tradotti da Fenoglio e Pavese,  e molto altro.
Abito e lavoro a pochi metri da Piazza C.L.N. e anche se non voglio né ho le conoscenze per entrare nel merito, ci pensano già autorevoli esponenti della Cultura, è questo il 25 aprile che mi piace ricordare. La Storia moderna andrebbe studiata adesso, non frettolosamente l’ultimo anno di liceo, quando non era la materia che avresti portato all’esame e contava solo il voto di maturità.

di annarita | 23/04/2007
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