Marianna Martino ha fondato nel maggio 2005, con pochi ma volenterosi collaboratori, la Zandegù, casa editrice indipendente ma di qualità, come si definiscono loro stessi con questo curioso accostamento ossimorico tra indipendenza editoriale e bontà dei prodotti.
La Zandegù pubblica narrativa surreale di autori italiani: per surreale noi intendiamo storie che abbiano molti elementi ripresi dalle fiabe che ci raccontavano da bambini ma anche storie ridicole e assurde di chi sa esagerare gli aspetti più buffi del nostro vivere quotidiano. In redazione Marianna, tuttofare felice, Marco Alfieri, che si occupa dei diritti degli autori, e Antonio Stissi, grafico.
Quella che segue è una chiacchierata sullo stato dell’editoria, avevo una passione e mi sono buttata ci ha detto Marianna. L’Italia non è l’America, dove ogni sogno è lecito, non è il Paese che trasforma una bella ragazza che serve hamburger ai tavoli in una star della musica (e viceversa), ma ‘buttandosi’ anche da noi si può fare qualcosa di buono, alla faccia dei cliché e senza andare al Grande Fratello.
Iniziamo dalla parte meno interessante del tuo lavoro: i numeri. Quanti libri avete pubblicato fino ad ora e da quando? Scegline alcuni dei quali parlarci, se vuoi (come vedi si inizia subito con una domanda difficilissima!). Quali le prossime uscite? Che riscontri hai dai dati di vendita?
I primi libri di Zandegù sono usciti a marzo 2006 e finora siamo a quota otto, l’ultimo è in libreria proprio in questi giorni. (Nda: gennaio 2007). Abbiamo pubblicato quattro romanzi: I sassi vanno matti per le sasse di Roberto Tossani, Il discorso è che una volta ero un genio di Giovanni Previdi, La genìa di Roberta Scotto Galletta e Primi riti del dolce sonno di Misia Donati. Sono uscite anche quattro raccolte: Hollywood party e Il Bestiario di autori vari, Cosa faccio quando vengo scaricato di Simone Marcuzzi e Posa ’sto libro e baciami, un’antologia anti San Valentino, curata da Ivano Bariani. Si tratta di 39 remake di scene d’amore famose tratte da romanzi, film, canzoni e fumetti scritte da altrettanti autori e disegnatori. Tra gli autori Morozzi, Bregola, Mercatanti e Meacci. Le prossime uscite, in primavera, saranno due guide un po’ particolari. (Nda: non aggiunge altro…). Ovviamente un solo anno di attività è poco per fare un bilancio, non faccio ancora grandi cifre ma è normale perché devo farmi conoscere e far capire che anche se sono un editore indipendente propongo un prodotto di alta qualità. Comunque le vendite sono costanti e in aumento.
Hai scritto che per aprire una casa editrice occorre essere: “dannatamente disperato, magari sei hai maturato molti mesi di disoccupazione e i tuoi ancora ti mantengono a pieno regime è meglio. Inoltre, sono molto efficaci anche i sensi di colpa notturni derivati da questa particolare situazione; totalmente ignorante in materia. E’ consigliabile dunque sapere appena (magari con sporadici ma insidiosi dubbi) che il lavoro in questione consiste nel pubblicare libri; sufficientemente interessato all’arte della scrittura”. Tu però non sembri per niente ignorante in materia. Diplomata alla mitica Scuola Holden di Torino, un faro per tutti noi, hai poi seguito un corso sull’Editoria a Roma. Vuoi raccontarci queste esperienze? Collabori o collaborerai con quelli della Holden?
La Holden tratta l’editoria in modo molto marginale perché, come tutti sanno, prepara più all’arte della scrittura che a quella del dietro le quinte. Sicuramente frequentarla mi ha aiutato a capire che preferivo editare i testi piuttosto che scrivere lavori miei. Dopo il diploma ho frequentato un paio di corsi brevi della durata di un weekend, con lo scopo di chiarirmi ulteriormente le idee. In realtà non ho fatto studi specifici di nessun genere, avevo una passione e mi sono buttata. La mia fortuna in questo caso specifico è quella di avere sempre letto molto. Come dicevo, ci ho provato, e in questo ho fatto sempre di testa mia. Sono fiera di dire che, nel bene e nel male, tutto quello che è Zandegù è frutto soltanto del mio lavoro. Zandegù è una creazione indipendente e completamente autonoma che non si appoggia al supporto di nessuno tranne quello dei miei genitori, che non finirò mai di ringraziare per questo.
Come ti ho accennato, in questa intervista non diremo quanti anni hai però è indubbio che l’elemento anagrafico abbia contribuito ad attirare un po’ di meritata attenzione sul vostro lavoro. Hanno parlato di te: Il Giornale, il TG 2, e alcuni blog (Grazia, Lipperatura). Un po’ meno dei vostri autori. Hai avuto la stessa sensazione e se sì cosa ne pensi? Non è che nel mondo della Cultura si ecceda nella ricerca del ‘personaggio’ con il rischio che i lettori non notino qualche buon libro che, zitto zitto, esce e vorrebbe essere letto?
Sono pienamente d’accordo! Farsi conoscere in questo ambiente senza avere particolari agganci è molto molto complicato. Pur considerando i libri che pubblico di gran lunga più interessanti di me e del fatto che sono giovane e lavoro in proprio sono contenta ugualmente perché, comunque, queste interviste hanno garantito una grande visibilità alla casa editrice e di conseguenza alle sue uscite librarie. Non dimentichiamo inoltre che sono uscite recensioni dei libri (dove non si parla di me!) anche su altri prestigiosi giornali. Insomma, i miei libri sanno farsi valere e ricordiamo che invecchierò e non farò più notizia per la mia età.
Dicevamo dei blog: nel sito di Zandegù racconti i successi e le speriamo poche sconfitte della tua carriera da editore, avete da poco lanciato la Trasposizione Live Multimediale (di seguito TLM), sembrate veramente interessati al marketing, a scovare nuove forme di promozione ammesso che invece tutto non sia già stato fatto e non restino che le variazioni sul tema. Cos’è questa misteriosa TLM? Quali iniziative state progettando? Vogliamo qualche anticipazione.
Bisogna ammettere che le presentazioni canoniche di libri sono nella maggior parte dei casi noiosissime. Per questo, nel nostro piccolo, con tante difficoltà e senza la pretesa di essere chissà quali innovatori, Zandegù cerca di proporre eventi diversi dal solito, più fruibili e divertenti, che veicolino in modo più efficace il messaggio dei libri presentati. Il TLM o meglio The Narcolepsy Preject è uno di questi tentativi. Parte dall’idea dell’autore di Primi riti del dolce sonno, Misia Donati. Si tratta di presentare il libro come fonte di ispirazioni per altre arti: così le presentazioni del tour promozionale del romanzo saranno composte da proiezioni di art-video, performance teatrali con l’attrice Debora Mancini, esposizione di quadri. Questo in parallelo con chiacchierate informali con scrittori e critici del calibro di Romolo Bugaro e Luca Scarlini. Il tour toccherà molte città italiane (tra le altre Padova, Ascoli, Torino e Milano). Un altro tentativo interessante è la presentazione multipla che faremo il 14 febbraio di Posa ’sto libro e baciami, la nostra nuova antologia. Organizzeremo almeno sette presentazioni in giro per l’Italia in contemporanea: un’occasione per passare un San Valentino cattivo e diverso dal solito, tra reading e chiacchierate con gli autori.
Ogni intervista deve avere una domanda meno profonda delle altre. A te tocca questa: scegli un autore, uno solo, da portare alla Zandegù. Non hai limiti, edito o inedito, puoi anche dire Saramago, spara un nome, non si sa mai.
Scommetto che Saramago non sia un caso visto che è uno dei miei autori culto! (Nda: è un caso, sono andata su un nome che piace). L’autrice che scelgo si chiama Kelly Link, scrive racconti surreali e ha persino una sua casa editrice di narrativa surreale in America! Praticamente la mia gemella d’oltre oceano! L’ho conosciuta a Torino, brevemente purtroppo, e mi è sembrata dolcissima, simpatica e determinata. Peccato sia già tradotta in Italia! (Nda: consigli di lettura dalla Zandegù: Kelly Link, Ne succedono anche di più strane, Donzelli, 2006).
Per maggiori informazioni sulle multimediali e poliedriche iniziative Zandegù potete farvi un giro su www.zandegu.it e www.zandegu.splinder.com (il blog di Marianna Martino).