Melissa
100 colpi di spazzola prima di andare a dormire. Meglio lo sperma e la cioccolata liquida. Le figlie adolescenti iniziano percorsi alla ricerca di: se stesse, amore, apprezzamento, successo. L’abbiamo fatto tutte, con errori e casini, ma non siamo cresciute male, tutto sommato. Per le adolescenti il gruppo è importante, le relazioni sociali ne determinano il carattere, come ci insegnerebbero psicologi stile portaaporta. Immaginiamo una ragazza di quindici anni, un metro e sessanta, lunghi capelli e occhi scuri, un seno che accenna rotondità, un bel corpicino, molto sveglia, sveglissima. Daniele è il suo primo ragazzo, le fa scoprire le gioie del sesso con un bel pompino, una mattina al mare da lui, lei si trova in bocca un liquido denso e acido, non sa bene cos’è, lo scoprirà in fretta, intanto lo lava via con un bicchiere d’acqua, tutto è bene quel che inizia bene. Questo Daniele non è esattamente il principe azzurro, almeno non il principe azzurro dei miei sogni, cazzo è l’unica parola che Daniele sembra conoscere, in teoria e pratica. Come ogni primo amore che si rispetti, la quindicenne carina soffre, quello che dice solo cazzo se ne frega, la tratta male, la scopa con violenza e quando gli pare, non le rivolge la parola, a lei conviene, considerando il repertorio di lui. Lei lo cerca ogni tanto, ogni tanto gli manda un messaggio cui lui non risponde, è convinta di amarlo per sempre. E’ il periodo delle occupazioni, il periodo infinito e inconcludente iniziato da noi vecchie zie con il movimento della Pantera e approdato al No Global ora New Global. Roberto, studente universitario, tiene una conferenza nella scuola della quindicenne, lei verbalizza e al contempo desidera far capire a Roberto che lo trova carino, quindi inizia a sbottonarsi la camicetta, tutti d’accordo che il linguaggio del corpo è quello più efficace. Roberto è fidanzato, ma chi se ne frega, carpe diem. Roberto e lei iniziano una relazione, che si affolla fino a diventare orgia, nella elegante cella dei desideri, stanza di periferia tappezzata di foto porno, dove cinque uomini giocano con la ragazzina, lei bendata e spesso piena di roba alcolica, ma niente canne, per carità. Immaginiamo che questa ragazza di quindici anni abbia un migliore amico, che presumibilmente la riporta sulla buona strada. Il suo migliore amico, Ernesto, conosciuto in chat, come hobby si traveste da donna. Lei gli chiede di farlo per lei, lo fa, e di mostrarle due uomini che fanno l’amore, la accontentano due amici del suo amico, uno dei quali la accontenta anche troppo. Però in chat non si incontra solo brutta gente, no. Infatti Fabrizio, dotato di moglie prole soldi, è una bravissima persona, il fidanzatino ideale per una quindicenne. Un po’ scopano ma a lei fa schifo, proprio lui le fa schifo, nonostante la casa in centro che compra per i loro incontri e le scatole di abbigliamento intimo che lei trova per lei in quella casa. Infatti Letizia, lesbica praticante, può essere una grande amica per la ragazza di quindici anni così timida e insicura. Sono amiche soprattutto un giorno, dopo pranzo, in giardino. Al di fuori del virtuosismo da chat si registrano Valerio, insegnante privato che la prima lezione le si presenta quasi nudo, camicia e boxer con cui lei agisce come ogni ragazza giovane di fronte a un insegnante carino e disponibile, e la famiglia della ragazza di quindici anni, assente con la complicità della figlia strafottente e assente. L’Autrice, Melissa, ora diciassettenne, scrive di un viaggio autobiografico, e sottolinea autobiografico, alla ricerca di sé, darsi via per riuscire ad amarsi e ad amare. L’Autrice cerca di essere convincente, ce la mette tutta, orge, lesbismo, conflitti in tutte le varianti, ci risparmia i disturbi alimentari, magari riservati ad una prossima pubblicazione. Siamo convinti che veramente a quindici anni sia così facile fare orge? che sia così normale in ogni luogo del mondo che uno che si propone come insegnate privato si presenti ad una allieva in boxer? che uno sposato abbia soldi e voglia di comprare una casa in centro per scopate occasionali con una minorenne conosciuta in chat? che la famiglia riesca a non accorgersi di notti fuori e macchie di sperma su vestiti da ragazza di quindici anni? che non esistano nel tessuto sociale di Melissa coetanei che abbiano come scopo il cellulare bello, il motorino, le scarpe con la zeppa delle veline, distraendola dal sesso, meraviglioso se non bulimico? Sull’autobiografismo di Melissa si punta spudoratamente, nelle foto di copertina lei di spalle e di profilo un po’ nell’ombra un po’ sbottonata, con successo, diecimila copie in pochi giorni e capannelli in libreria davanti al libro, di cui posso dare testimonianza diretta. Da quindicenne di sedici anni fa, senza Internet, senza orge, imbottita di pane e cioccolata liquida, preferirei che questa Melissa avesse fantasia, assumesse droghe acide, sognasse ad occhi aperti, fosse un po’ mitomane invece di saperla nella cella dei desideri, consapevolmente toccata e leccata da uomini sconosciuti, esposta al peggiore sesso. Il ragazzo che appare nel finale è studente di lettere e le porta i cornetti a letto. La cioccolata è dolce, lo sperma talvolta.
di annarita | 24/07/2003