03/12/2004

Altruismo

Via C. è una via stretta e lunga con una numerazione che arriva oltre 500.

In Via C. c’è una biblioteca omonima dove si organizzano cose letterarie.

Alle 18,30 di ieri ho cercato di tornare a casa da lì affrontando le seguenti difficoltà.

Cellulare senza soldi, radiotaxi che si sono rifiutati di mandare una macchina in quella zona della città, città che sarebbe la Capitale, barista che inizialmente non voleva farmi usare il telefono del bar, anche a pagamento, per chiamare un taxi, un tassista rifiutatosi di accompagnarmi, anche a pagamento, alla fermata della metro più vicina, che ho scoperto essere a cinque minuti, perché aspettava moglie e figlia di diciotto mesi e dovevano andare a casa, ragazzo di un’autoscuola cui ho implorato un passaggio, anche a pagamento, alla suddetta fermata della metro e che ha risposto, come il tassista, prenditi l’autobus.

Intanto si faceva sera, con autobus e metro sono arrivata in zone a me note.

Ringrazio le persone che ieri non mi hanno aiutato.

Non ce la faranno a convincermi che bisogna farsi sempre i cazzi propri, scusate l’espressione volgare.

Ringrazio i miei genitori, che spesso mi sembrano pazzi, e a volte mi aiutano. di annarita | 03/12/2004
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