C’è uno scrittore che, tra il ’55 e il ’58, intratteneva rapporti epistolari e soprattutto non epistolari con un'attrice.
Un giornalista delle pagine culturali di uno dei due quotidiani italiani più venduti, non sapendo di cosa scrivere o dove andare in vacanza, ha tirato fuori dalla polvere e dalla riservatezza questo carteggio.
Un noto settimanale, di quelli che ogni settimana hanno in copertina un figa diversa dalle altre ma bella e nuda uguale, ha ripreso la non notizia del carteggio.
L’altro quotidiano italiano ha iniziato a dare addosso al giornalista della concorrenza e alla concorrenza stessa, con l’acredine che sa di soldi.
Ho letto gli articoli delle fazioni con grande interesse perché lo scrittore in questione è un grande scrittore e perché vedere i cosiddetti decani del giornalismo darsi addosso è uno spettacolo non da poco.
Ne ho dedotto, con la limitatezza di capacità inficiate dalle vacanze, che trattasi di articoli pretestuosi, con l’obiettivo di guadagnare promozioni e galloni, meglio se d’oro.
Quindi, la trilogia di Italo Calvino.