Caro Beppe, cari Italians,
quando hanno fatto fuori i giudici Falcone e Borsellino, con la signora Morvillo e le scorte, eravamo nella casa al mare.
A quel tempo, dodici anni fa, avevo vent’anni, poche pretese, e molti ideali, più privati che sociali, per cui la mafia e il suo corollario di orrori mi sembravano un buon soggetto per un racconto o per un film americano, ma niente di più.
Nella casa al mare c’è un biliardino, delle dimensioni adatte ai bambini o ai nani, a vent’anni ero alta più o meno come adesso, non tanto ma più di un nano, e quando sono venuti a dirci della prima bomba: Capaci, Falcone fuori gioco, ci abbiamo messo un minuto a capire, sollevandoci di scatto dalle manopole del biliardino, infastiditi, perché la partita era di quelle importanti.
Nel soggiorno c’era un televisore, che è il televisore della casa al mare, nello schermo le immagini del Tg3, sul divano mio padre sgomento, e mia madre che andava avanti e indietro tra le stanze, con lo stesso sguardo straziato di quando osservava nelle immagini, allora del Tg1, il ritrovamento del corpo dell’on. Moro, mentre io e mia sorella, veramente bambine, giocavamo e protestavamo, perché la merenda tardava ad arrivare.
Noi ragazzi non capivamo, rossi in viso dopo i primi soli, facevamo domande ma gli adulti, per la prima volta dopo la morte del nonno, non avevano risposte.
Qualche settimana dopo, Borsellino fuori gioco, altra bomba, altre immagini di telegiornale, che ci raggiunsero in quei tranquilli fine settimana famigliari, aperti a tutti quelli che apprezzassero i panini treccia e pomodoro, e il parco verde, che a ovest guarda verso il mare, dove, per tradizione, occorre procurarsi una cicatrice importante cadendo dalla bicicletta. Leggevo qualche giorno fa che un sondaggio tra gli studenti palermitani qualificherebbe come «inutile» la morte di Falcone, Borsellino, Morvillo e le scorte.
La mafia, in effetti, è tranquilla, l’impressione è che continui a fare la mafia con la rilassatezza di chi sa che non sarà disturbato, i più pivelli si fanno scoprire per il calcio scommesse, ma si tratta di frattaglie, i migliori riciclano e mafieggiano in scioltezza, a quanto pare.
Voglio ricordare Falcone e gli altri così, strade divelte, illuminate dalla luce delle estati che non finivano mai, come credo non sia finita la loro storia, nonostante il sondaggio.