17/02/2004

Lettera

La lettera era nella cassetta interna all’ingresso della palazzina dove abito, lo sportello della cassetta aperto, da quando sono riuscita a romperne la chiavetta, che resisteva lì da anni. Dal mittente ho capito, anche se ho sperato di non aver capito bene finché non l’ho letta, la lettera. Rientravo da un treno, da una giornata di lavoro piena, addosso il bagaglio pesante delle cose buone o utili che mi porto da casa, in una casa fredda dopo tre notti di riscaldamento spento, senza cena, nel quartiere dieci pizzerie ma odio andare da sola a comprare una pizza, di sera tardi. Salita a casa, dopo aver acceso il riscaldamento, aver posato il bagaglio e il cappotto a terra, aver fatto pipì, ho riletto la lettera, che avevo già letto nei due piani tra la cassetta della posta a la mia casa. Convinta che era colpa di una lettura superficiale se nella lettera non avevo individuato le parole “le comunichiamo che è risultata vincitrice del concorso letterario “Ma adesso io” indetto dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Faenza”. Invece, la lettera della dott.ssa Donatella Calligaris mi invitava domenica 8 marzo a Faenza alla premiazione del concorso “Ma adesso io”, cui hanno aderito 1323 amiche, diceva proprio “amiche”, tra cui lei che quindi ha contribuito alla crescita del concorso, la ringrazio della partecipazione, saluti e baci. In merito ai concorsi letterari ci sono due scuole di pensiero, “non partecipo perché tanto in questo Paese è tutto truccato, i concorsi sono truccati, si sa già chi vince”, “partecipo con un buon prodotto e mi convinco che posso vincere, conquistando lo status di facente parte del mondo dei libri”. Sono quella che partecipa, ai concorsi letterari interessanti o a quelli in cui riesco a inviare il materiale entro la scadenza o quando ho materiale da inviare. Tra le 1322 partecipanti al concorso di Faenza ce n’è almeno una più brava di me. Resta un sapore amaro, come di cicoria saltata, che dovresti riempirla di miele per buttarla giù. E’ che mi sento una aspirante velina, della letteratura. Mi aggiro per provini concorso mentre il tempo passa, gli esordienti veline sono sempre più giovani e osservare dall’esterno non basta, non a tutti.

di annarita | 17/02/2004
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