Recensioni che verranno / Voi non ci sarete
Questa recensione sarà pubblicata nel Mucchio. Buona lettura!
AA.VV. “Voi non ci sarete. Cronache dalla fine del mondo” (Agenzia X)
Siamo tutti precari. Prigionieri del qui ed ora. Non pensiamo al futuro. Non crediamo nel Principe Azzurro, una fregatura, o nei Supereroi, squilibrati pieni di ossessioni. “Enjoy the moment”, dicevano a New York dopo l’undici settembre. Alessandro Bertante, curatore dell’antologia, parte da lì per invitare gli scrittori ad alzare lo sguardo oltre l’attimo. Così nove autori giovani, se non fosse ormai un cliché, offrono indizi letterari su come andranno, speriamo non vadano, le cose. Immaginano, con risultati interessanti e eterogenei, la fine del mondo quando voi forse non ci sarete.
Fare male ad Alice, la propria moglie (Giusi Marchetta). L’asteroide 8661 Ratzinger nell’orbita della Terra (i deliri dentistico-religiosi di Peppe Fiore). La lotta tra multinazionali che controllano l’informazione in una Milano sventrata (echi bianciardiani per Alessandro Beretta). L’epica italiana che racconta con la rete e i nuovi linguaggi il paese sotto assedio senza sottrarsi alle responsabilità: “Niente bandiera bianca per la mia generazione. La guerra è tutto ciò che ci resta.” (la graphic-net-novel United We Stand di Simone Sarasso). Gabriel sperso in una Città di carta evanescente come un film degli anni ‘30. Nessuna traccia delle gemelle, con le quali crede di aver fatto l’amore, e delle illusioni giovanili. Ma se la caverà (echi calviniani per Giorgio Fontana). Il surrealismo di Vincenzo Latronico e Violetta Bellocchio. E l’attualità, la narrativa al tempo della cronaca. Rachele e Sonia usano la crisi per ritrovare l’anima e i sentimenti svenduti a rate nel tentativo di somigliare alle coppie (etero?) con mutuo (Andrea Scarabelli). Una città del Sud Italia nel 2049. Non c’è scampo per i meridionali. Non possiamo più scegliere tra emigrare o restare. Zero spazi vergini. Sostanze e rifiuti tossici, ambiente violato, solo le cose non si ammalano (Flavia Piccinni, tarantina emigrata in Toscana).
di annarita | 02/07/2009