06/10/2008

Festivaletteratura sul Mucchio

Nel Mucchio di ottobre fresco di stampa trovate anche l’articolo sul Festivaletteratura di Mantova. Buona lettura mentre io cerco di smaltire il fuso orario.  


Festivaletteratura di Mantova XII edizione (3-7 settembre 2008)

I numeri. 57.000 biglietti e 23.000 presenze agli eventi gratuiti (più 10% sull’edizione 2007). La democrazia festivaliera fa aumentare le vendite? la moltitudine umana è la stessa che si sposta da una manifestazione all’altra svelando insospettabili risorse economico-spazio-temporali? Ai lettori queste cose non interessano.

Le novità. Non darsi per scontati dopo dodici anni è difficile. Sono piaciuti il Vocabolario europeo, gli ospiti hanno contribuito con una parola della lingua d’origine, e i comizi. Scrittori del passato per voce di contemporanei in pubbliche orazioni. Blanqui/Moresco sull’eternità, Eckhart/Riondino sul distacco, Voltaire/Longo sulle istituzioni.

Sottosopra. Appuntamento alle 5,30 al Campo Canoa, Mincio lake. Concerto jazz. Narrazioni surreali del giornalista Stefano Scansani. Si parte con l’elenco delle malattie diffuse nella Mantova dei secoli scorsi. E’ un’altra novità il percorso all’alba tra castelli, chiese e cantine. Primo appuntamento: quattrocento persone. Secondo appuntamento: il doppio. Nei sotterranei di Palazzo Ducale si stava come nel centro di Pechino ma che esperienza sensoriale!

L’ospite d’onore. In giro c’è una concezione alimentare dei libri. Escono, vendono un po’, sostano brevemente sugli scaffali, approdano ai magazzini della libreria e dell’editore e talvolta al macero. A Mantova i libri non scadono. Jonathan Safran Foer ha pubblicato l’ultimo romanzo due anni fa, ne sta scrivendo un altro ma non vuole parlarne e ha appena completato un saggio sull’allevamento degli animali. Quando da piccolo ha scoperto da dove proveniva la carne non poteva crederci: “Quale bambino non riflette sul fatto che si mangi il pollo e non il proprio cane?” Una delle voci migliori della letteratura non ha deluso le aspettative. E a chi gli chiede per la centesima volta cosa voglia dire essere sposato con Nicole Krauss, altra presenza del festival, risponde così: “Un ginecologo il venerdì sera torna a casa e trova la moglie in biancheria sexy. Rifiuta, è esausto dopo il lavoro. La verità è che parliamo di scrittura meno della maggior parte delle coppie. Scriviamo fuori casa e ci siamo conosciuti quando entrambi avevamo completato il secondo libro.”

Il mio nome è Bond. Sebastian Faulks ha realizzato in accordo con la famiglia Fleming il seguito di James Bond. Anni Sessanta, droga, Medio Oriente, belle donne e auto di lusso, c’è tutto. Tornerà a romanzi impegnati ma aveva bisogno di leggerezza. Ci vuole talento a saper usare stili diversi.

Giallo ghiaccio. C’è poco da fare gli snob. I gialli vendono e possono essere meglio dei cliché sul genere. Gli autori dell’Europa del Nord stanno innovando un format dominato dal legalismo-thrilleresco degli americani. Più critica sociale e ironia, meno sangue e serial killer. A Mantova il bestsellerista Scott Turow, impegnato nel seguito di Presunto innocente e protagonista di una insolita serata autobiografica sul conflittuale rapporto con il padre, si è alternato a Jo Nesbo, Leif G. W. Persson (v. intervista) e Maj Sjowall. Capostipite con il marito, lo scomparso Per Wahlöö, del noir scandinavo ha incontrato i lettori nella sede più bella, Palazzo d’Arco. Sullo sfondo un giardino ‘segreto’ di menta, peperoncino, capperi, ribes, lunaria ornamentale. Il commissario Martin Beck non è un supereroe e il distretto di polizia di Stoccolma non ha patine hollywoodiane. Sjowall e Wahlöö hanno narrato in dieci libri, in ristampa da Sellerio, castighi, delitti e l’evoluzione della società svedese dal socialismo al capitalismo.

Il maestro/1. Paolo Villaggio ha fama di antibuonista eppure, complice il barattolo di mostarda che aveva mangiato, è sembrato più malinconico che altro. Uno dei racconti. Ermanno Olmi gli consegnò il Leone d’Oro alla Carriera. Quest’anno Venezia ha dato lo stesso premio ad Olmi. Villaggio in una lettera si è offerto di ricambiare. Olmi non ha risposto preferendo la visibilità di Celentano. Chi trova un amico…

Il maestro/2. Gli elenchi di Alberto Arbasino e gli strali contro i giovani che non hanno stile con i jeans a vita bassa e i rotolini di ciccia e i bei tempi quando Inge li fotografava al Lido e si davano balli e si stava tutti insieme sono irresistibili anche dal vivo.

Poche ma buone. La giornalista e scrittrice Najwa Barakat, nata a Beirut residente a Parigi, ha presentato YA SALAM! (Epoché), storia tra tragedia e commedia di un ex miliziano affetto  da pulsioni sessuali che dopo la guerra deve inventarsi una nuova esistenza puntando su un’impresa di derattizzazione con l’aiuto della zitella Salam, di un ex cecchino e un ex torturatore. I festival che fanno aprire la mente, uscire dagli schemi, non sono inutili.

Appuntamento a Mantova dal 9 al 13 settembre 2009 per la XIII edizione di Festivaletteratura.

 

di annarita | 06/10/2008
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