L’importanza dei giornali, delle recensioni, dell’empatia, delle coincidenze e della verità
Quando fuori piove, e piove tanto, non c’è (quasi) niente di meglio che leggere: quotidiani, magazine, libri.
Su Repubblica Milano di oggi raccontiamo un romanzo storico dedicato a una regina sulle rive del Lambro (libro e recensione domani qui).
Su D Donna, allegato di Repubblica, una filosofa, un fisico e uno psicanalista analizzano il cosiddetto decennio breve ovvero la prima parte del Duemila che si fa decorrere, ovviamente, dall’attentato alle Torri. La filosofa è Nicla Vassallo, professore di Filosofia Teoretica all’Università di Genova.
La Vassallo
sui tempi moderni: “Agognavamo uno splendore intelligente e felice, in cui le nostre conquiste non sarebbero state poste in discussione. Invece lo smarrimento ci ha soggiogati e ha lasciato spazio al prevalere di ignoranze, superstizioni, volgarità.” Sulla globalizzazione: “Che ci sia stata o no, a contare dovrebbero rimanere i diritti, nonché i doveri, di ogni singolo individuo, insieme alle sue responsabilità etiche nei confronti degli altri individui.” Sulle relazioni, o meglio le non-relazioni, nei tempi moderni: “Alla maggior parte degli occidentali è ignoto il proprio vicino di casa in senso letterale. Disinteresse e indifferenza caratterizzano il nostro rapportarci agli altri; la solidarietà non si traduce in consenso, fratellanza, unione; ogni moto empatico è trascurabile e sovrastato da un narcisismo imperante che ci fa trattare gli altri al pari di oggetti, non di esseri umani.” Sulle nuove tecnologie: “Le modalità di comunicare con gli altri che ci offre internet non sono né buone né cattive, dipende dall’uso. Certo si corre il rischio di accrescere il proprio solipsismo. Ma chi è condotto verso la dimensione di sé individualista, la rivela anche in tipi di comunicazione più tradizionale.” Sull’informazione in rete: “È più diffusa ma restano due problemi: quanto troviamo online sono informazioni supportate da riscontri nel reale, oppure si danno congetture prive di fondamento? E cosa accadrà del diritto di tutelare la nostra privacy?” Su etica e progresso scientifico: “Una certa politica e una certa religione si sono impossessati dell’etica per offrirne interpretazioni bizzarre. Quando il dibattito etico si svolgerà sul piano che gli si addice, quello filosofico e scientifico, si avranno meno reticenze nei confronti della genetica. L’obiezione ‘la genetica ci sta conducendo contro natura’ ha poco senso se non si offre una definizione cogente di ‘natura’, se non si accetta che siano le scienze a dirci che cos’è la natura.” Sono d’accordo con
la Vassallo
su tutto. In particolare sull’importanza di “essere attenti” agli altri, di seguire l’empatia, che, però, spesso, non può nulla contro l’indifferenza.
Sul Corriere della Sera di oggi c’è un bel ritratto del pittore Francesco Clemente, al quale mi accomunano la napoletanità, l’amore per New York, dove vive oltre che nell’indiana e caotica Benares, e la ricerca di “coincidenze, segni, echi, assonanze” per nutrire il proprio lavoro. Dice Clemente, uno che non sorride fuori, nelle foto è sempre serio, ma dentro: “Se abbandonassi la pittura, vorrei essere un cartomante.” E ancora dal Corriere, ecco come Pedro Almodóvar descrive l’amica-musa Penélope Cruz: “Tutto in lei risulta verosimile, ha una grande forza interiore ma conserva una vulnerabilità quasi infantile. Ha una leggera tendenza alla paranoia, mi dice sempre: dimmi la verità. Io gliela dico e sono riuscito a far sì che non si trasformasse in una malattia psicotica. La nostra relazione si basa sulla verità e sull’assenza di sesso.” Adoro
la Cruz
e, come lei, inseguo la verità.