23/11/2009

Repubblica Milano / Alberto Soana

Ieri su Repubblica Milano abbiamo raccontato l’esordio di Alberto Soana, architetto e ciclista milanese, che arriva in libreria con una fresca storia di formazione per trentenni (ma c’era proprio bisogno del finale noir?). Buona lettura!

 

Alberto Soana Alla fine lui muore (Baku)

 

L’unica speranza in questa città crudele di donne crudeli è essere un superlativo assoluto in almeno una delle seguenti categorie: bellezza, ricchezza, notorietà, cattiveria, mistero&stravaganza. Qui avrebbe faticato molto pure Rodolfo Valentino. A Milano non è facile conquistare una donna. Lo sa bene Claudio, che pure non è un tipo sbagliato: ventinove anni, un lavoro nell’interior design che nelle conversazioni da aperitivo sembra meglio di quel che è, una casa non troppo periferica. Il suo problema, e dei tanti che non si sentono all’altezza delle dee milanesi, è l’assenza di qualità eccezionali. Claudio non riesce neanche a comportarsi da “bastardo che piace”. Meglio stare con i soliti amici nel pub di Porta Romana, tavoli unti e aria ferma, o, la domenica, darsi al ciclismo. Lo sport che alle donne interessa meno. La vita, però, non è mai come la si immagina. La grande occasione si presenta al nostro nel momento peggiore. Per un single organizzare l’estate è un dramma. La sua ex gli dà una mano e lo mette in contatto con Vanessa e Ludovico. Vanno tutti nello stesso posto: il Marocco. Quando i tre si incontrano per definire la vacanza, Claudio scopre che Vanessa è tanto carina quanto Ludovico introverso. All’ultimo minuto Ludovico, terzo incomodo dal punto di vista di Claudio, si rompe un braccio e, peccato, non parte con loro. Siamo sicuri che sia un colpo di fortuna? L’azione si sposta nel suk di Marrakech. Claudio e Vanessa, perfetti sconosciuti, giocano a fare la coppia. Dura poco. Lei punta alle cose materiali (“la casa dei tuoi è di proprietà o in affitto?”), sdraiata a bordo piscina con un costume giallo griffato legge Diventare manager. I comportamenti vincenti, è mondana. Lui, all’opposto, è idealista e solitario: finge di avere la febbre per non partecipare a un’escursione e godersi il deserto. Intanto Ludovico, in ospedale, ha nostalgia di Vanessa e medita sorprese marocchine… L’esordio di Soana, architetto e ciclista, è un godibile romanzo su un viaggio che cambierà per sempre questi giovani irrisolti. Nelle ultime pagine, non ce n’era bisogno, la storia diventa quasi noir. Il titolo viene da un dialogo divertentissimo: Claudio, per ripicca, svela a Vanessa, una delle poche a non conoscerlo, il finale di Blade Runner.

 

L’autore racconterà il libro, per la prima volta, a Milano lunedì 23 novembre nel locale Magia (Via Salutati, 2 ore 19,30).
di annarita at 07:00:00 Commenta:

22/11/2009

Booktrailer / Appuntamento alla Città del Libro di Campi Salentina

Nell’ambito della XV edizione della manifestazione letteraria Città del Libro, dal 26 al 29 novembre a Campi Salentina (provincia di Lecce nonché luogo di nascita di Carmelo Bene, che la definiva il “sud del sud dei santi”), domenica 29 novembre presso il Centro Fieristico (Sala Centro Servizi ore 12,00) si parlerà del Fenomeno booktrailer. Il libro raccontato attraverso i video a cura dell’editore Marsilio. Interverranno Jacopo De Michelis, a cui si deve l’iniziativa, Francesco Carofiglio, Annarita Briganti e Gabriele Rossi moderati da Andrea Scardicchio. Finalmente i booktrailer arrivano, e in grande stile, al Sud, dove sono ambientati moltissimi film italiani e stranieri (anche a Bollywood si sono accorti delle nostre bellezze e vengono a girarci). Vi aspettiamo!

 

Info sulla rassegna, dedicata agli autori e agli editori del Mediterraneo, in http://www.cittadellibro.net/
di annarita at 17:36:00 Commenta:

21/11/2009

Repubblica Milano / Elisa Rosso l'articolo

Ieri su Repubblica Milano abbiamo raccontato Elisa Rosso, sedici anni,due romanzi fantasy e un animo rock. Buona lettura!

 

Arriva in bicicletta con le cuffiette nelle orecchie (insospettabile animo rock: “ascolto Who, Aerosmith, AC/DC, Eric Clapton, Dire Straits...”). Felpa blu sui jeans. Un bel viso senza trucco, tranne un velo di lucidalabbra. Tra i capelli ricci, orecchini a forma di cuore. Ha compiuto da poco sedici anni (“ho festeggiato andando al cinema due volte di fila: con mia madre e con un’amica”). Parliamo di Elisa Rosso, milanese del ’93, autrice della saga fantasy Il Libro del Destino (Piemme). Il primo volume, Il Libro del Destino. L'erede di Ahina Sohul, pubblicato nel novembre 2008, ha venduto 20.000 copie. A un anno di distanza esce il secondo capitolo della saga: Il Libro del Destino. Il Principe delle Nebbie. Siamo sempre nelle terre di Nadesh, ispirate alle Dolomiti. Come ogni fantasy troviamo una compagnia (le Cinque Razze Libere formate da uomini, elfi, lupi, nani e draghi), missioni da portare a termine (recuperare il libro profetico che dà il titolo alla saga), un cattivo da combattere (il Signore delle Nebbie) e l’eroina che sistemerà tutto (Eynis). La Rosso presenterà il nuovo romanzo domenica 22 novembre alla Fnac di Milano (ore 17, con Luca Azzolini).

 

Esordire da adolescente: “Ho iniziato a scrivere a scuola, per i temi. Verso i 10 11 anni mi sono cimentata con storie più complesse. Di tanti libri abbozzati ero riuscita a completarne uno solo, che poi è stato pubblicato nel 2008 (il primo Libro del Destino, ndr). Ai miei genitori era piaciuto. Sono stati loro a mandare il manoscritto alla Piemme.” I modelli letterari, non convenzionali: “Mi piacciono Michael Crichton, per la capacità di trascinarti nella trama, e Stefano Benni, per come gioca con le parole. E la trilogia dell’Aquila e del Giaguaro di Isabel Allende: i protagonisti giovanissimi trovano i loro spiriti guida e vivono avventure in Amazzonia, sull’Himalaya e nella foresta africana.” Passando dall’ambito letterario, nel quale l’autrice si muove con sicurezza (copie staffetta, copertine, riunioni di redazione per lei sono parole usuali), alla scuola (frequenta la prima liceo classico al Beccaria), emerge la sedicenne con i problemi dei coetanei: “La scuola è come il casco quando scii: sai che è indispensabile ma vorresti toglierlo. La cosa che mi pesa di più è lo studio a casa. La materia che mi piace meno è matematica. Ho preso 3 all’inizio dell’anno, eppure studio! E anche grammatica greca e latina mi danno qualche pensiero. Amo letteratura italiana e, da quando ero piccolissima, storia. Ho iniziato filosofia e si sta contendendo il secondo posto di gradimento con storia.” Gli amici e i professori cosa dicono dell’Elisa che scrive libri? “L’unico momento in cui i miei amici mi hanno trattata da scrittrice è stato alla presentazione milanese dello scorso anno. Quando mostro loro un mio libro è come se fosse un trofeo di calcio. Poi finisce lì. Con i professori è lo stesso. Seguono il mio lavoro ma non ne parliamo in classe.” I riti del tempo libero: “La parte che preferisco di Milano è il Castello Sforzesco. Con il gruppo di amiche, ristretto perché sono selettiva, andiamo al Parco Sempione, giriamo per librerie e cinema del centro, facciamo cose tranquille. E non sono patita dello shopping.” Il piano per il futuro è liceo-università-lavoro. Vorrebbe fare un corso di disegno, ma i genitori dicono che ora ha troppi impegni, e un lavoro che le permetta di raccontare storie scrivendo e disegnando. E l’amore? “Da grande mi immagino in una casa di montagna, magari nelle Dolomiti, circondata da tanti bambini splendidi.”
di annarita at 15:14:00 Commenta:

20/11/2009

Repubblica Milano / Elisa Rosso preview

Oggi su Repubblica Milano incontriamo Elisa Rosso, sedicenne autrice della saga fantasy del Libro del Destino (Piemme), ora in libreria con il secondo volume dedicato al Principe delle Nebbie. È stata una bella esperienza intervistare una ragazza così giovane. Viso senza trucco a parte un velo di lucidalabbra, ricci morbidi, orecchini a cuore che riflettendo la luce brillano, jeans e felpa. Un’aliena, rispetto agli adolescenti televisivi (è un complimento). Domani l’articolo qui. Per saperne di più http://elisarosso.edizpiemme.it/
di annarita at 07:00:00 Commenta:

19/11/2009

Twitteratura

Il Sole 24 Ore ha chiesto a lettori e addetti ai lavori di scrivere un racconto in stile Twitter ovvero in 140 caratteri. Qui trovate come inviare i racconti e potete leggere i primi mini testi ricevuti dalla redazione (si parla di 500 storie in tre giorni) http://www.ilsole24ore.com/domenica/

 

Ogni tanto c’è bisogno di giocare. Se cercate bene, mi trovate, insolitamente e spudoratamente autobiografica (avrei dovuto usare uno pseudonimo...).
di annarita at 07:00:00 Commenta:

17/11/2009

Nick Hornby

Nick Hornby ha presentato al milanese Spazio Krizia il nuovo romanzo Tutta un’altra musica (Guanda). Come ha detto Ranieri Polese, che lo ha intervistato con Irene Bignardi, è un libro sul tempo che passa. Protagonisti un cantante, che in passato ha conosciuto la grande fama, e una coppia che sta insieme da quindici anni (per caso, o forse no, quanti ne sono trascorsi dalla pubblicazione di Alta fedeltà, uno dei maggiori successi di Hornby). È anche un libro, cifra narrativa e stilistica dell’autore, sul rapporto tra cultura “alta” e cultura “bassa” o, per meglio dire, popolare.  

 

Hornby sullo spunto per il nuovo romanzo: “Mentre scrivevo pensavo a Bob Dylan. Ho amici che posseggono più dischi di Dylan, tra ufficiali e registrati ai concerti, di quanti ne abbiano la maggior parte delle persone di tutti i cantanti esistenti. Mi sono chiesto cosa succederebbe se la moglie di un fan di Dylan avesse la possibilità di andare a letto con lui. Il marito glielo impedirebbe o la incoraggerebbe per conoscere il suo idolo?”

 

Sul fatto che se uno ha successo passa da scrittore alto a autore di best-seller (più negli Stati Uniti che Inghilterra): “Il best-seller non è un genere letterario, è solo un libro che venduto molto. Ci ho riflettuto a lungo. Dickens era disprezzato dai critici e ora è considerato una grande figura della letteratura anche perché usa un linguaggio ricercato. Passano gli anni e sono certo che non c’è distinzione tra cultura alta e bassa. È cultura tutto quello che viene prodotto dalla società (ovviamente la cultura alta è meglio). Sono nato nel ’57. Da ragazzo guardavo la televisione, leggevo i fumetti, andavo al cinema, ascoltavo i Beatles e, certo, frequentavo i libri. Gli scrittori parlano solo di influenze letterarie ma per i contemporanei non sembra possibile. Eppure, se ammetti di aver avuto anche fonti d’ispirazione meno alte, è uno scandalo.”

 

Sulla depressione (alla presentazione milanese mi è sembrato malinconico ma sempre attento agli interlocutori. Teneva il microfono della traduttrice mentre lei prendeva appunti. Che classe, ndr): “Per molto tempo mi sono sentito come i miei personaggi, tristi e disorientati. La depressione va e viene. Scrivere un libro è un buon momento per essere depressi.”

 

Sull’autobiografia: “Scrivo fiction, non credo che i miei libri siano autobiografici. Sono personaggi fittizi che parlano attraverso me però con una voce diversa dalla mia. Racconto temi che mi interessano, come la musica, ma non credo che valga come autobiografismo.”
di annarita at 07:00:00 Commenta:

16/11/2009

Repubblica Milano / Antiniska Pozzi

Ieri su Repubblica Milano abbiamo raccontato un felice e coraggiosamente particolare esordio narrativo su, tra l’altro, un “condominio delle storie surreali”. Buona lettura!

 

 

Antiniska Pozzi Dove vanno le iguane quando piove (Cabila)

 

 

Succede di tutto in Via Altipini 4, 20161 Milano. Olivia del terzo piano torna a casa e trova un morto sconosciuto. Invece di chiamare la polizia va dagli abitanti del condominio per capire di chi è il morto e restituirlo. I vicini sono persone perbene, tranne quando le rubano la spesa dimenticata sul pianerottolo. Ogni porta di Via Altipini svela a Olivia, e ai lettori, storie surreali. Tra le tante quella di Dora, trentenne precaria per costituzione (si licenzia continuamente), e Santiago11, precedente inquilino dell'appartamento di Dora. Quando riappaiono misteriosamente lettere d'amore appartenute a Santiago11, Dora lo cerca per restituirgliele. Potrebbe esserci la svolta romantica ma non è un romanzo per signorine. L'esordiente Antiniska Pozzi (classe '78) rappresenta bene in Dove vanno le iguane quando piove la sua stessa vita lavorativa confusa: redattrice in un reality sul sesso, bibliotecaria per l'upper class milanese, barista.
di annarita at 07:00:00 Commenta: