30/09/2009
Colm Tóibín nel Mucchio di ottobre
Nel Mucchio di ottobre, tra l’altro, c’è l’intervista a Colm Tóibín. Backstage: sono arrivata nel suo albergo direttamente da Torino, dove avevo un altro impegno letterario, e dopo la prima domanda si sono scaricate le pile del registratore (giuro) e ho dovuto trascrivere tutto cercando, ogni tanto, di guardalo negli occhi. Ho un bel ricordo di questo incontro. Quando ci siamo salutati Tóibín è stato molto carino a chiedermi se fossi soddisfatta. Buona lettura!
Intervista a Colm Tóibín autore di Brooklyn (Bompiani)
Scrittore di fama, opinionista politico, intellettuale raffinato. Incontriamo Colm Tóibín a Milano in occasione dell’uscita del nuovo romanzo Brooklyn (Bompiani). Anni ’50, sogni di ricchezza da dopoguerra, il film Cantando sotto la poggia, lo swing, le prime calze di nylon. Eilis, la protagonista, emigra in cerca di fortuna da Enniscorthy (Irlanda del Sud) a Brooklyn (New York). Lì con l’aiuto di un prete trova lavoro in un emporio, studia per diventare contabile, si innamora di un italoamericano o crede di esserlo.
Come Eilis è nato ad Enniscorthy. Per questo personaggio affascinante e puro si è ispirato a qualcuno della sua famiglia?
Non ho utilizzato nessuno che conosco e in un certo senso Eilis non è sempre affascinante. Ho cercato di creare un personaggio complicato. Eilis è silenziosa, non una che noteresti, poi riesce con piccoli gesti e poche frasi ad attirare l’attenzione di tutti.
Il matrimonio sembra tornato di moda eppure è l’elemento che condiziona negativamente la vita della protagonista. Nelle ultime pagine Eilis dovrà scegliere tra senso del dovere e desiderio di libertà. Riflette la sua idea del matrimonio o ne ha una più romantica?
È bello scoprire che il matrimonio è tornato in auge, in genere sono i cagnolini che vanno o meno di moda! Per capire la storia è molto importante che sia ambientata negli anni Cinquanta, in un paese (cattolico,ndr) come l’Irlanda dove il concetto di divorzio non esisteva. In un’altra epoca Eilis sarebbe stata molto più libera ma allora il matrimonio si poteva usare come un ‘dispositivo’. In Irlanda l’unica divorziata nota era Elisabeth Taylor, che tra l’altro non viveva lì. Poi nel giro di un decennio o due la situazione è cambiata. La mia idea di matrimonio? Sono un bohémien (mi guarda e sorride come a dire “più chiaro di così”, ndr).
Possibile che i migliori romanzi d’amore, “Brooklyn” è uno di questi, non prevedano il lieto fine? non sarà la paura di voi autori intellettuali di apparire ‘leggeri’ preferendo quindi trame più complesse?
È una domanda molto interessante. L’idea che un uomo e una donna si amino è stupenda ma un romanziere sente il bisogno di rendere le cose ambigue. La felicità non è stimolante dal punto di vista narrativo.
Dicevamo che è nato ad Enniscorthy, ha studiato Storia e Letteratura Inglese a Dublino, ha viaggiato molto (Barcellona, Argentina, Egitto, Sudan, New York...) poi è tornato a casa. Che differenza c’è tra Enniscorthy degli anni ’50 e la cittadina, immagino globale, di oggi?
Sono tornato a casa perché qui sono libero. Oggi è un posto diverso, non ci sono restrizioni soprattutto se non sei più un bambino... Ma non credo che la natura umana cambi, le strade sono le stesse, un misto di passato e presente. Non c’è spazio per rivoluzioni. La transizione verso la libertà totale è lenta.
Nella sua storia familiare e personale e nella sua produzione letteraria il tema dominante è la giustizia. Anche in Brooklyn, che apparentemente racconta emigrazione e sentimenti, Eilis, la sorella Rose e i fratelli cercano sempre di fare la cosa giusta fino a sacrificarsi. Qual è il significato di ‘giustizia’ nei tempi moderni?
Per i cittadini in tema di giustizia sono stati fatti grandi progressi. L’Unione Europea non piace a nessuno ma l’ideale di Europa unita, con una sua cultura radicata, che cooperi dopo due guerre terribili ha assunto un significato importante. Penso alla Commissione Europea per i Diritti Umani. I cittadini sentono l’influenza positiva della vecchia Europa liberale: siamo, o dovremmo essere, tutti uguali davanti alla Legge con gli stessi diritti. E anche se non eleggiamo intellettuali, anzi, prendiamo in giro i politici come (testuale, ndr) il povero papi, quando vai in Africa o nel Sud del mondo capisci l’importanza del nostro sistema.
Anche la splendida Dublino e l’Irlanda sembrerebbero risentire della crisi. Come va nel suo paese?
I giovani stanno ancora scrivendo, dipingendo, facendo rappresentazioni teatrali. Le infrastrutture ci sono. Certo, l’Irlanda, come gli altri paesi, è minacciata dalla crisi ma è incredibile il numero di pièce scritte dagli artisti, in misura molto maggiore che in Italia o negli Stati Uniti. Ci vuole più di una recessione per distruggere questo fermento!
Nel ’99 ha pubblicato un saggio sui duecento migliori romanzi dal 1950. Se dovesse aggiornarlo quali titoli inserirebbe nella lista?
La letteratura canadese, in particolare Alice Munro e Alistair MacLeod. Scrivono di persone normali in zone rurali, sono una grande fonte d’ispirazione. E Zadie Smith e Anne Enright.
Progetti per il futuro?
29/09/2009
Appuntamento a Milano / Francesco Carofiglio
Oggi a Milano alla Feltrinelli in Corso Buenos Aires, 33 (ore 18,30) presentazione del nuovo libro di Francesco Carofiglio Ritorno nella valle degli angeli (Marsilio): piccole storie di provincia che diventano leggenda con un tocco di magia e di senso dell’umorismo. Molto più romanzo che noir. Con l’autore ne parlerà la sottoscritta. Non mancherà qualche domanda per conoscere un po’ meglio Carofiglio persona oltre che scrittore poliedrico (architetto, illustratore, attore autore e regista teatrale, sceneggiatore). Vi aspetto.28/09/2009
Andrea De Carlo su Repubblica Milano
Ieri su Repubblica Milano è uscita la recensione che aspettavo di scrivere da quattordici anni. Due di due mi aiutò a superare un momento complesso, a scegliere poi i percorsi più coraggiosi. Andrea De Carlo, tanto tempo fa, mi disse: “sei inquieta ma è un aspetto positivo, in un bivio non aver paura di prendere la strada più difficile”. Credo di averlo ascoltato e temo di non essere cambiata, sempre in bilico tra realtà e sogni, impegno e delusioni. Come non è cambiata la forza del romanzo: invariato nel testo, tiene dalla prima all’ultima pagina. Non è perfetto il primo incontro di Mario e Guido. Milano, alla vigilia del ’68, un giorno di novembre. La città “è vicina al suo peggiore grigio persecutorio”. Mario, mani in tasca e bavero del cappotto alzato, è in piedi dall’altra parte della strada, guarda i compagni che escono da un vecchio edificio, il liceo Berchet, appena ingabbiati da una barra di metallo che argina per una decina di metri il marciapiede. Sente di non appartenere alla scena. Ha quattordici anni: odia il suo aspetto, l’idea di essere lì in quel momento. Sale sul motorino, cade, urta Guido Laremi, lo porta a casa come risarcimento e il mondo, tumultuosamente, cambia. È un ricordo di Andrea De Carlo, le sue due metà che si fronteggiano dai lati opposti della strada davanti al liceo milanese che ha frequentato, a dare inizio al romanzo. Uscito nel 1989 per Mondadori, poi negli Oscar (la famosa copertina cuore rosso su sfondo giallo e nero), ripubblicato da Einaudi, tradotto ovunque. Qualche anno fa, con il passaggio di De Carlo da Mondadori a Bompiani, Due di due è stato ristampato nei Tascabili appunto Bompiani e ora arriva l’edizione del ventennale con una nuova introduzione dell’autore. La storia dei protagonisti e la Storia, da un’edizione all’altra, non si modificano. Mario e Guido dividono gli stessi banchi quando scoppia il ’68. I due, puri e disperati, rompono il vetro che li tiene fuori da tutto: le assemblee alla Statale con gli anarchici, le botte prese da fascisti e stalinisti, la rivolta contro i professori tiranni. Incontrano un po’ di ragazze, si innamorano anche, ma è presto. A dicembre del ’69 sfiorano la bomba di Piazza Fontana e ancora una volta cambia tutto. Guido abbandona la politica e il liceo, si butta in un percorso distruttivo con la rabbia del bambino cresciuto povero a Milano. Muore il patrigno di Mario. Gli lascia una somma per fare qualcosa di convincente. Siamo nella seconda parte del libro, che potrebbe essere stato scritto oggi per freschezza e triste immutabilità del nostro paese. I ruoli si invertono. Mario trova le colture biologiche e Martina, con cui crea una famiglia. Guido, dopo un fugace successo editoriale, prova in ogni modo a farsi del male e ci riesce. Finisce così, parla Mario: “Ho cercato il punto preciso in cui ci eravamo fermati e ho guardato in basso come avevamo fatto allora, ed era strano vedere una casa sola dove ce n’erano state due.”
Al Festivaletteratura di Mantova un attore ha raccontato che l’incontro con uno scrittore lo aveva reso diverso ma, alla fine, sembrava un ricordo come altri. Capisco lo scetticismo di fronte a dichiarazioni tipo: “il libro che mi ha salvato la vita.” Ma nel caso di Due di due è tutto vero, un giorno mi piacerebbe svelare questa storia. E per caso, o forse no, ho riletto il romanzo in un periodo dalla complessità diversa ma non molto rispetto a quando lo divorai sul divano della mia casa d’origine.
Andrea De Carlo Due di due (Bompiani, nuova edizione per il ventennale)
26/09/2009
“Parole nel tempo” su Repubblica Milano / articolo
Ieri su Repubblica Milano abbiamo raccontato “Parole nel tempo”: centoventi espositori oggi e domani al Castello di Belgioioso (Pavia) per
“Parole nel tempo”, editori in mostra, 26-27 settembre 2009 Castello di Belgioioso Centoventi espositori in arrivo da ogni parte d’Italia partecipano domani e domenica al Castello di Belgioioso, presso Pavia, alla mostra mercato “Parole nel tempo”, la storica vetrina della piccola editoria organizzata da Guido Spaini e giunta alla diciannovesima edizione.
La fiera dei piccoli grandi editori che non trovano spazio in libreria
Tra i marchi editoriali milanesi sfilano Isbn, Selene, Effigie, Escogita, O barra O e molti altri. È previsto anche il debutto della neonata Pavia University Press. Uno degli editori più assidui è Renato Curcio, l’ex brigatista che accoglie i visitatori nello stand di Sensibili alle Foglie, una cooperativa di ricerca sociale di cui è direttore editoriale. Rispetto ad altre manifestazioni di settore come il Festivaletteratura di Mantova e Parolario di Como, che puntano soprattutto sull’appeal degli autori, a Belgioioso si dà spazio agli editori, in particolare a quelli che, pur non appartenendo ai grandi gruppi, resistono alla crisi economica continuando ostinatamente a pubblicare. Nelle belle sale barocche del castello si trovano libri poco diffusi, ma spesso di grande interesse, e anteprime delle uscite autunnali.
Incontri. Domani (oggi per chi legge, ndr) alle ore 16 il critico Guido Davico Bonino presenta il giallo Figlia d’arte, pubblicato dalla leccese Manni: un anziano, famoso, cattivissimo regista, che ha qualcosa di Visconti, di Strehler e di Ronconi, deve rispondere, quando ormai aveva dimenticato, del suicidio di un attore avvenuto anni prima. Il regista aveva cacciato l’attore suicida da un suo spettacolo. Domenica alle 12 Giulia Cacopardo racconta con Fabrizio Caleffi La duchessa con i tacchi a stiletto, pubblicato da Èthos (sarda di Oliena, provincia di Nuoro). L’autrice scopre che Milano è capitale della moda fin dal ‘400 attraverso la biografia, riscritta ai tempi moderni, dell’elegante duchessa Beatrice D’Este, sposata Sforza, antesignana delle fashion victim.
Letture. A “Parole nel tempo” uno degli aspetti più piacevoli è girare tra gli stand in cerca di titoli che il megastore sotto casa difficilmente vende. Come Visionari (edito dalla milanese Selene) di Giorgio Bedoni: dalla follia possono nascere grandi artisti (un nome per tutti: Van Gogh). Il libro, uscito nel 2004, viene ristampato con nuove immagini e una sezione dedicata all’uso terapeutico dell’arte. Aliens & Anorexia (O barra O, Milano), è la confessione autobiografica di Chris Kraus, editrice e scrittrice di base a New York tradotta per la prima volta in italiano, su cibo, corpo e sessualità: i disturbi alimentari sono una forma estrema, e aggiungiamo pericolosa, di rifiuto della società contemporanea? Abel Sánchez (pubblicato dalla Amos di Mestre) di Miguel de Unamuno è la storia di Caino e Abele riproposta senza distinzioni tra vittima e carnefice. E per i più piccoli il libro illustrato: le milanesi Edizioni Medusa riscoprono Il re del fiume d’oro di John Ruskin, una favola sulla giustizia.
Video-spot. Il festival apre alla tecnologia e alla commistione dei linguaggi. Oltre ad avere un profilo su Facebook, ha chiesto ai visitatori del sito di creare un loro video-spot della manifestazione. Per i filmati migliori, buoni acquisto da spendere in libri tra gli stand.
Mostra. S’intitola “Stefano e i suoi amici” e ricorda, a quattro mesi dalla scomparsa, Stefano Fugazza, direttore per quindici anni della Galleria Ricci Oddi di Piacenza: protagonista della scena culturale in modo discreto, quasi fuori dal tempo.
25/09/2009
“Parole nel tempo” su Repubblica Milano
Oggi su Repubblica Milano, domani qui, raccontiamo “Parole nel tempo”: centoventi espositori sabato e domenica prossimi al Castello di Belgioioso (Pavia) per la XIX edizione della tradizionale mostra mercato dedicata ai piccoli grandi editori che non trovano spazio in libreria. Aspettando l’articolo, per informazioni www.belgioioso.it
Giorni tumultuosi, davvero. Scrivere, leggere, correre (se ho tempo) sono le migliori distrazioni. Ringrazio chi, inconsapevolmente, mi sta aiutando. Ogni tanto, nei rapporti con gli altri, mi viene una paura incredibile di sbagliare, quasi paralizzante, e quando la vinco magari è nel modo sbagliato. Lo stato d’animo è un po’ questo.
Ringrazio meno quelli di Dada. Da QUINDICI GIORNI non riescono a sistemare i commenti del blog. Non so più che fare. Scrivo email e rispondono di avere pazienza. Li chiamo e mi danno numeri e nomi che o non si fanno trovare o dicono di non c’entrare niente. Appena i tumulti passeranno trasferirò questi più di sei anni e quasi mille post somewhere. Tanto sono esperta di traslochi, avendo vissuto in un buon numero di città, per ora, italiane. O magari, nel frattempo, riusciremo di nuovo a commentare il blog. Non sono gli anni della rivoluzione tecnologica eccetera eccetera?
23/09/2009
Appuntamento a Milano / Francesco Carofiglio
È uscito il nuovo romanzo di Francesco Carofiglio Ritorno nella valle degli angeli (Marsilio). Con l’autore ho il piacere di presentarlo, in anteprima italiana, a Milano martedì 29 settembre alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires, 33 (ore 18). Siete tutti invitati.
Il libro: Vincenzo Lauria torna in Italia in occasione della morte del padre. Da molti anni vive a New York dove fa il giornalista. Resterà ad Aquilana, il piccolo paese dell’entroterra lucano che ha abbandonato da ragazzo, solo il tempo necessario a sbrigare le pratiche della successione. I giorni trascorsi nella casa della sua infanzia risvegliano inquietudini lontane. Tutto, intorno a Vincenzo, sembra avvolgersi nell’aura misteriosa di una realtà parallela in cui si muovono i fantasmi di un’altra vita. E così riaffiorano i ricordi di una terra arcana, matrigna, le pratiche magiche, le paure e i segreti inconfessabili. Quasi un’eco minacciosa, che risuona nel paesaggio desolato della valle. Finché, la notte prima della partenza, un evento sconcertante costringerà Vincenzo alla resa dei conti con il suo passato.
21/09/2009
Repubblica Milano
Ecco la recensione uscita ieri su Repubblica Milano (qui in una versione leggermente più lunga). Buona lettura!
Anna Lamberti Bocconi Rumeni (Stampa Alternativa)