04/05/2009
Repubblica Milano
Questa è una recensione che alla fine dovrebbe avere una pagina di ringraziamenti (già fatti privatamente). È uscita ieri su Repubblica Milano. Sensazione stupenda.
Gaia Manzini “Nudo di famiglia” (Fandango)
Tutte le famiglie felici sono simili, ogni famiglia è infelice a modo suo.
E’ colpa della madre. Guardandoti provare un vestito dice che sei ingrassata. Adolescente, decidi di non mangiare per un po’. Anoressia e bulimia, disturbi della sessualità, nevrosi. E’ colpa del padre. Se c’è è distratto dai doveri, se non c’è va dietro qualche giovane gonna. Insicurezza, scelte sbagliate, fidanzati più grandi, insonnia.
Gaia Manzini, milanese, pubblicitaria, già in Nuovi Argomenti, esordisce con racconti che mettono a nudo le miserie del luogo imperfetto e insostituibile dal quale proveniamo. Sorprende che sia un’autrice che lavora in pubblicità a svelare nuclei familiari lontanissimi da quelli che si eccitano per l’idraulico liquido, festeggiano per aver sgrassato una pirofila o mangiano merendine davanti al mulino. Il volume inaugura Galleria Fandango, collana sperimentale ideata e diretta da Mario Desiati.
Le storie più riuscite. Una giovane donna torna a casa dopo quattordici mesi. Rivede il padre. Lui l’accarezza, lei prova disgusto per l’odore delle sue mani, sanno di pesce. Rivede la madre. E’ invecchiata, i biscotti appena sfornati sono disgustose merde di cane. Con loro vive la figlia di amici dei genitori abbandonata dal suo di padre, trasferitosi con una nuova moglie a Port Alberni (Vancouver Island), la capitale del salmone (“Salmoni”). Milano, d’estate, deserta. Hai dodici anni e non conosci le cose. I genitori in crociera sul Nilo, sei affidata al fratello ventottenne di tua madre. Andate in giro. In un negozio low cost lo zio sceglie per te un bikini a quadretti. Lo trovi carino, ti fa piacere che noti quanto sei cresciuta. Superato un confine non si torna indietro (“Prime volte”).