22/04/2009

Il futuro dei giornali e le balle sui giornali

Uno dei temi che mi ossessionano è il futuro dei giornali tra carta e online, tra scenari apocalittici e entusiasmi, tra passato ancora attuale e futuro da inventare. Provate a leggere un e-book a letto, in bagno, in spiaggia, in metropolitana! L’unica rivoluzione è l’integrazione tra mezzi diversi (lo so, l’ho detto un milione di volte). Non si può fare a meno del 56% di italiani, 56% di potenziali lettori, che non navigano.

 

Per chiarirsi le idee un pezzo di Claudio Cerasa, giornalista del Foglio. Sono d’accordo su tutto.

 

 

Quante balle ma quante balle sui giornali

 

di Claudio Cerasa

 

 

Ho sempre considerato delle gran belle cappellate i ragionamenti fatti da quelle persone che continuano a ripetere che la stampa è morta, che i giornali sono morti, che la carta stampata è ormai da buttare, e che tanto le cose si leggono su Internet, e che la crisi si porterà via tutti i giornali eccetera eccetera. Balle. Una ragione ci sarà se in giro per il mondo c’è ancora gente che investe quattrini nei giornali (mai sentito nominare Rupert Murdoch?). Una ragione ci sarà se esistono ancora giornali  – meglio: settimanali – che funzionano bene ma bene bene (dati Economist secondo semestre 2008: vendite del 6,4 per cento, media di 1.390.780 copie per numero, aumento negli ultimi dieci anni del 99 per cento). Il discorso è sempre il solito. Nei momenti di crisi le cose inutili vengono spazzate via. Ricordate i Free Press? Si diceva: sono il futuro, sono una gran figata, l’informazione gratis vedrete come premierà questi giornali. Bla bla bla. Rispetto allo scorso anno la Free Press ha perso il 25,7 per cento. Che per chi ha come finanziamenti solo la pubblicità significa praticamente morire (a gennaio Metro ha chiuso in Spagna, in Italia ha appena chiuso 24 minuti del Sole 24 ore). Personalmente, sono dell’idea che il modello vincente sia quello del Wall Street Journal, e in parte anche quello del Foglio. Le news leggetevele pure dove vi pare, i giornali verranno premiati nel caso in cui riusciranno a offrire scoop, inchieste e ogni tanto reportage ma alla fine quello che conta e chi saprà far passare il seguente messaggio: se volete capire quello che diavolo succede nel mondo dovete venire da noi. Chi farà capire quello che succede sarà quello che vincerà. Il resto tutto nel cestino, grazie.

 

 

http://www.ilfoglio.it/cerazade
di annarita at 19:25:00 Commenta: