20/04/2009
Nostalgia realista
Sono un po’ tramortita. Per un motivo triste sono tornata nel luogo delle estati di infanzia, adolescenza e dei vent’anni. Avevo paura che non mi riconoscessi in come eravamo e invece no.
Appuntamento in una piazza alle dieci di sera, in un’altra a mezzanotte e alle due di mattina in giro per la Costiera. La via centrale percorsa migliaia di volte. I gruppi antagonisti. I film vietati ai minori di quattordici anni ma li vedevo lo stesso. I ritardi, le scuse per i ritardi, le punizioni (giuro). Le lezioni di tennis alle dieci di mattina mentre gli altri dormivano. La prima nuotata della giornata ancora sporca di terra rossa. I libri letti mentre gli altri dormivano arrivando in spiaggia dopo tutti. I libri letti in spiaggia e in barca. I concerti nel piccolo stadio del paese. Quel che accadde in uno dei concerti. I primi innamoramenti, tormentati non ricambiati e vicini ai miei cugini. Quando si ha la fortuna di avere nella propria famiglia, uno per lato, due dei più in gamba e carini ragazzi del giro è difficile allontanarsene. I primi amori tradizionali. Stare con uno e poi capire che era stato con te per vincere una scommessa (giuro). Fare lezioni private di italiano, latino e greco per anticipare il programma mentre gli altri erano in spiaggia (giuro). Le firme sui diari. Voler girare il mondo ma era sempre troppo presto, rischioso, un’altra volta e le solite cose che dicono i grandi. Molta inquietudine e ancora molti libri. Gli esami preparati nella casa al mare. La certezza di aver sbagliato scelte soprattutto quella universitaria nonostante i trenta. Poi il tempo passa in fretta e non si ha voglia di tornare dove si è stati giovanissimi, in bilico tra gioia e disperazione. E invece no.
Ndr1: realismo: “in arte e in letteratura, ogni indirizzo che ispira la rappresentazione alla realtà, evitando di deformarla o idealizzarla”.