La musica di John Harstad
Per Cletus.
Ecco cosa pensa John Harstad della musica contenuta nel suo libro (dall’intervista all’autore nel Mucchio in edicola).
Gianluca Veltri: La tua scrittura è intrisa di riferimenti musicali. I gruppi che emergono dal libro sono Cardigans e Radiohead… Che rapporto hai con la musica, c’è osmosi tra ascolti e scrittura?
John Harstad: E’ interessante che nomini i Radiohead perché sono presenti solo con un paio di citazioni in tutto il libro. Ma i Radiohead sono stati molto importanti per me e hanno la tendenza a saltare fuori nei posti più strani. Per quanto riguarda i Cardigans, non è che li ami in modo particolare, ma ho scelto di usarli per questo: sono una band che non ho mai capito. Da un lato troppo teenager-pop per un pubblico adulto, e dall’altro troppo pop-prog per un pubblico teenager-pop. La band perfetta, quindi, per me, per una paziente psichiatrica che ha problemi a collocare se stessa nel mondo… Quanto a me, sia la mia vita, sia la mia scrittura hanno un rapporto strettissimo con la musica. Posso definire me stesso, almeno in parte, attraverso la musica. Se dico che amo Radiohead, Sonic Youth, Motorpsycho, Sigur Rós, Velvet Underground, Jesus & Maty Chain e Deerhof, si ottiene un ritratto della mia persona… Ascolto sempre musica mentre scrivo, e spesso lavoro con diverse playlist per diverse parti del romanzo.
Lascia l’apparenza e prendi il senso
Lascia l’apparenza e prendi il senso / ascolta quello che ho qui dentro.
I libri e alcune persone e alcune canzoni aiutano a fermare il senso delle cose. Ad andare oltre l’apparenza che però, a volte, è una buona difesa.