31/03/2009
Festival Internazionale del Giornalismo
E’ ricominciata la stagione delle manifestazioni culturali, che adoro.
Dal 1° al 5 aprile si terrà a Perugia la terza edizione del Festival Internazionale del Giornalismo. Per tutte le info http://www.festivaldelgiornalismo.com/
Qui potete leggere l’anticipazione dell’iniziativa scritta da Marco Pratellesi nel blog che cura sul sito del Corriere della Sera http://mediablog.corriere.it/
A Perugia per difendere il giornalismo. Come dice Pratellesi, senza pretendere di salvare il mondo, proviamo almeno a salvare questa fondamentale e affascinante professione che nei casi migliori rende il mondo e noi stessi migliori.
Come eravamo, chi siamo e cosa diventeremo? Mai come in questi mesi il dibattito sul giornalismo è stato tanto intenso e confuso. Crisi economica (congiunturale) e crisi dell’editoria (strutturale) hanno costretto giornalisti e editori ad interrogarsi sul futuro: dalla professione che cambia al modello di business; dal ruolo del giornalismo nella società a quello dei lettori che chiedono trasparenza e partecipazione.
Interrogativi e risposte si rincorrono sulle pagine dei giornali, nei blog e nei siti web. Un fiorire di ipotesi sulla forma che dovrà avere il quotidiano “post-internet” per sopravvivere nel villaggio globale; sui modelli di business, sull’integrazione carta-online, sulle proposte di istituire micro-pagamenti online (ma non ci avevamo già provato?), fino all’ipotesi di affidare i giornali a fondazioni senza scopo di lucro.
Pensavamo con internet di aver scoperto la nuova frontiera del giornalismo, ma siamo solo all’inizio. Alcune vecchie regole sono saltate e molte nuove non sono state ancora codificate. C’è confusione, ma anche tanta voglia di capire, di migliorare, di sperimentare, di trovare nuovi linguaggi per parlare con i lettori che, mai come oggi, vogliono fare sentire la propria voce nel processo dell’informazione.
In questo contesto si colloca la terza edizione del Festival Internazionale del Giornalismo che si terrà a Perugia dal primo al 5 aprile. Cinque giornate di lavori per ripensare la professione e il suo futuro: circa 100 eventi e oltre 200 tra giornalisti ed esperti che si confronteranno sui problemi dell’informazione. Tra loro circa 200 studenti provenienti da tutto il mondo pronti a fare domande senza sconti (i lavori saranno seguiti in diretta video da il Cannocchiale).
Si parlerà di giornalismo investigativo con Seymour Hersh, firma di punta del New Yorker, ma anche del rapporto tra giornalismo e poteri, argomento affidato alla lectio di Sergio Romano, editorialista del Corriere della Sera. E ancora della formazione dell’opinione pubblica (Ezio Mauro, direttore di Repubblica, e Javier Moreno, direttore di El Pais), del rapporto tra verità e realtà nell’informazione (John Lloyd, editorialista del Financial Times, e Gianni Riotta, neo direttore de il Sole 24 Ore).
Una sezione specifica sarà dedicata ai new media e alle nuove frontiere dell’informazione:,giornali online, blog, citizen juornalism, rapporto con i lettori e social media. Tra gli ospiti anche Charlie Beckett, direttore di Polis della London School of Economics e autore di Supermedia, saving journalism so it can save the world. E allora, senza pretendere di salvare il mondo, proviamo almeno a salvare il giornalismo.
30/03/2009
Odio le cose che nel mondo non vanno, non mi do mai per vinta e sono un'ottimista instancabile
La prima volta che vidi Laura Pausini, entrambe intorno ai vent’anni, ero in montagna, stanca perchè ho sempre detestato sciare e un po’ intontita dalla cucina sostanziosa. Capii subito che avrebbe vinto quel festival e sfondato. Da allora l’ho sempre seguita e per un periodo sono stata iscritta al suo fan club. Da oggi il Corriere della Sera allega i cd della Pausini. Ecco l’intervista di lancio dell’iniziativa e, nonostante resti in superficie, leggendola capirete come la cantante sia ancora una persona più che un personaggio con la quale, a parte differenze evidenti, ho in comune talmente tante cose che ogni volta mi spavento. Come queste parole: “Odio le cose che nel mondo non vanno, non mi do mai per vinta e sono un'ottimista instancabile.” E una insana passione per un cantante che in un famoso video musicale muove il sedere seguendo il ritmo per tutta la durata del brano (e del video).
Dal Corriere della Sera
«Odio tutte le ingiustizie, canto la vita. E sarò sempre un'inguaribile ottimista»
Incontro con Laura Pausini: «Ho puntato sulla musica, mai sul gossip. Canto il mio vissuto»
MILANO - Laura Pausini ha trionfato l'altra sera a Caserta e si prepara ad affrontare il pubblico di Ancona (domani). Il World Tour 2009 non è nemmeno arrivato a metà delle date italiane che già si annunciano, oltre a quelle europee che la vedranno impegnata a maggio in decine di capitali (da Madrid a Helsinki, da Parigi a Stoccolma), le date estive nelle quali canterà, fra giugno e luglio, in stadi e piazze. E da oggi in edicola con il Corriere otto cd e un dvd che ripercorrono la fortunata carriera dell'artista.
«Questi 9 dischi — spiega Laura Pausini — rappresentano bene la mia personalità. Il primo è quello che contiene "La solitudine" che incisi in soli 20 giorni di notte (la mattina e il pomeriggio andavo ancora a scuola di arte alla Ballardini di Faenza) dopo aver vinto, incredula, il Festival di Sanremo nel 1993. Il dvd è quello di San Siro 2007. Sono cresciuta "davanti agli occhi della gente" e l'ingenuità di allora mi è servita. Ho puntato sulla musica, mai sul gossip, cantando solo quel che in qualche modo si avvicinava al mio vissuto. Ogni canzone, specialmente dal disco "Le cose che vivi" (1996) in poi, è autobiografica. Lo sono anche quelle che affrontano, a modo loro, temi sociali. Io odio le cose che nel mondo non vanno, non mi do mai per vinta e sono un'ottimista instancabile». Anche solo guardando le copertine è evidente che esistono varie Pausini. Tanto per dire quella di «Io canto» e «La mia risposta». «Esiste una ragazzina che è diventata una donna e certamente la mia anima è cresciuta come il mio fisico, i miei pensieri e i miei sogni. Hanno preso forme diverse, a volte mi hanno permesso di maturare scontrandomi con le mie paure. Fra le quali non c'è quella del palco (ci sono salita a 8 anni per la prima volta). "La mia risposta" è un disco particolare, realizzato in un momento in cui volevo lavorare, vivere molto negli Stati Uniti e approfondire meglio sonorità più "elettroniche". "Io canto" è un omaggio vero, pulito, sincero ai cantautori italiani che ho cercato di re-interpretare arrangiando le canzoni a mio modo senza stravolgerle troppo».
Per Laura Pausini l'esperienza più inebriante resta il palco. «Salgo, e per i primi 3 minuti ho dei seri problemi di tachicardia, ma poi il cuore segue il ritmo della musica, e cosi mi lascio andare. Canto e mi lascio trascinare da ciò che verrà. Faccio l'amore con la mia musica e fare l'amore è una gran bella cosa». La ragazza timida di provincia, cresciuta nella religione cattolica, un giorno smette di essere imbarazzata dal suo corpo e si fa fotografare senza veli. «Senza veli? Ma quando? Sono stata l'unica donna fotografata sulla cover di Max senza mostrare il seno... Per di più fotografata da Bryan Adams. Certo, se uno pensa alle lunghe giacche nere che di solito indossavo... Nelle foto di Max gli abiti erano certamente più succinti. Ma nuda no. Io non amo mettere in mostra il mio corpo senza veli, mi piace che ci siano solo pochi uomini ad averlo visto». Laura Pausini poi ammette di avere un debole per i duetti. «Mi fanno impazzire. Nessuno dei miei duetti (che decido io e nessun altro) è stato mai programmato attraverso strategie di sorta e di questo vado molto orgogliosa».
29/03/2009
Scrivere non è roba per gente serena
“Un booktrailer contro la crisi. Traducendo i libri in immagini sulle ceneri di Wall Street” al Tuma’s book bar di Roma giovedì 26 marzo è andato molto bene. L’esperienza è preziosa e credo che nella serata romana abbiamo tutti trovato un buon modo per parlare di cultura e libri in tempo di crisi con un tono lieve e ‘alto’.
Ringrazio Roberto Arduini, insieme abbiamo coordinato l’evento e realizzeremo altre belle iniziative, e Isabella Borghese, insieme abbiamo organizzato l’evento e realizzeremo altre belle iniziative.
Ringrazio gli ospiti: Saverio Simonelli (giornalista, responsabile di
Se cercate in rete troverete libri, articoli, film, programmi televisivi, blog degli ospiti. Sono tutti consigliati.
Il dietro le quinte più divertente. Con Peppe Fiore abbiamo scoperto di essere nati nella stessa città, nello stesso quartiere e di aver fatto lo stesso liceo (sezioni e, come dire, anni di maturità diversi). E parliamo di una metropoli…
Per chi non c’era. La serata sui booktrailer è stata ripesa dalle telecamere di
Il concorso. Rispondendo alle domande di Saverio Simonelli ho lanciato un concorso: trovare un nome italiano per definire un ‘booktrailer’. Aspettiamo proposte. La migliore vincerà un premio a sorpresa.
25/03/2009
Booktrailer contro la crisi a Roma/Cosa si dice in città 2
In giro si continua a parlare di “Un booktrailer contro la crisi. Traducendo i libri in immagini sulle ceneri di Wall Street”, domani giovedì 26 marzo al Tuma’s book bar Via dei Sabelli, 17 Roma zona San Lorenzo (dalle 19 fino a notte fonda).
Leggete qui http://www.marieclaire.it/magazine/appuntamenti/libri-da-guardare (grazie a Claudia Spadoni e a tutti quelli di Marie Claire).
Per una ‘non coincidenza’ si racconterà la crisi economica dal punto di vista culturale anche oggi pomeriggio, sempre a Roma. Appuntamento al Teatro Eliseo (ore 17,30) per “Lo spettacolo è finito?”, incontro-dibattito sul futuro della cultura tra finanziamenti pubblici e iniziativa privata. Ospiti prestigiosi coordinati da Alessandro Baricco. Il suo nome credo che basti. Quando abitavo a Torino per me è stato importante frequentare i corsi della Holden, non solo dal punto di vista letterario. Scrivere un romanzo è un sogno, come direbbero i ragazzi di Amici, che aiuta a vivere meglio. In questo momento, se non avessi questo sogno che non ti permette troppe distrazioni dalla scrittura e dalla lettura, farei la fortuna degli ‘strizzacervelli’.
24/03/2009
Booktrailer contro la crisi a Roma/Cosa si dice in città
In giro si parla di “Un booktrailer contro la crisi. Traducendo i libri in immagini sulle ceneri di Wall Street”, dopodomani giovedì 26 marzo al Tuma’s book bar Via dei Sabelli, 17 Roma zona San Lorenzo (dalle 19 fino a notte fonda).
Leggete qui http://www.lacompagniadellibro.sat2000.it/articolo.php?id=282 (grazie a Roberto Arduini, Saverio Simonelli e a tutti quelli della Compagnia del libro)
E qui http://www.minimumfax.com/evento_appuntamento.asp#26/03/2009 (grazie a tutti quelli di Minimum Fax)
23/03/2009
Fiera internazionale del libro per ragazzi
Uno degli aspetti dell’editoria che mi piacerebbe approfondire, lo farò, è la letteratura per i giovanissimi. Si apre oggi a Bologna la 46° Fiera internazionale del libro per ragazzi. Nonostante la crisi, lo snobismo degli scrittori ‘per adulti’ verso gli altri autori, l’indifferenza delle terze pagine per non parlare della televisione, si preannuncia un’edizione culturalmente scintillante. A dominare la scena il boom della grafica con libri per bambini e adolescenti sempre più curati.
Per saperne di più leggete questo articolo (fonte Il Giornale)
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=338295
22/03/2009
Nutrimenti
Molti spunti con l’arrivo della primavera.
Lo scrittore Giorgio Fontana si occupa sul sito del Sole 24Ore di scrivere in tempo di crisi. E’ un articolo che consiglio di leggere e conservare http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2009/03/scrivere-tempo-di-crisi.shtml
Per una ‘non coincidenza’ parleremo dello stesso argomento, con la stessa leggerezza, nell’evento che ho organizzato a Roma con Isabella Borghese e che condurrò con Roberto Arduini: “Un booktrailer contro la crisi. Traducendo i libri in immagini sulle ceneri di Wall Street” giovedì 26 marzo Tuma’s book bar Via dei Sabelli, 17 Roma San Lorenzo(dalle ore 19). Ospiti scrittori, editori, tra gli altri ci sarà Leonardo Luccone editor di Nutrimenti da cui ho preso il titolo del post, addetti ai lavori e soprattutto appassionati di libri e booktrailer. Facendo sul serio ma senza prenderci troppo sul serio.
E le parole di due donne che mi piacciono molto.
Luciana Littizzetto, nella prima puntata del nuovo programma di Daria Bignardi, ha individuato come sua frase che meglio la rappresenti questa: “A una certa età una donna deve scegliere se salvare la faccia o il culo.” Vero. Inizio ad essere a rischio su entrambi i fronti ma la palestra e il trucco aiutano.
Franca Leosini, intervistata dal giornalista Mariano Sabatini durante il 9° Festival della letteratura poliziesca a Brescia, ha detto questo del mestiere di scrivere: “Noi giornalisti siamo gente da marciapiede. Dobbiamo vivere le storie dall’interno, carne e sangue.” Vero.