31/01/2009

Problemi tecnici ai commenti (non dipendono da me)

Non ho tolto la possibilità di commentare questo blog né so chi lo abbia fatto. Credo, spero, che si tratti di problemi tecnici del gestore del sito (DADA) al quale ho già chiesto di riaprire i commenti. Le richieste di assistenza vanno inviate da internet e troppa virtualità non risolve problemi tecnici che mi stanno danneggiando. Aspetto il ritorno del link per commentare continuando a confrontarci su letteratura, cultura e molto altro. Altrimenti sarò costretta a traslocare e di traslochi, reali, me ne intendo.

 

 

di annarita at 21:44:00 Commenta:

30/01/2009

Economia a contrasto

Le immagini del World Economic Forum, viste sulla CNN, con signore e signori impellicciati e damascati in diretta da Davos e i bambini africani con in mano un piatto di qualcosa che assomiglia al riso e le pance gonfie andati in onda sullo sfondo mi fanno sempre uno strano effetto.

 

 

E qui www.ilfoglio.it
di annarita at 07:00:00 Commenta:

29/01/2009

L’Annuario del Mucchio

L’Annuario del Mucchio con il meglio della produzione musicale, cinematografica e letteraria del 2008 sarà presentato in esclusiva a Milano domenica 15 febbraio. Per sapere dove e come passate da qui nei prossimi giorni. Tra gli scrittori recensiti David Grossman, Haruki Murakami, Stieg Larsson, Leif G.W. Persson e Guglielmo Pispisa che presenterà a Milano il suo nuovo romanzo “La terza metà” (Marsilio) venerdì 6 febbraio (Fnac Via Torino zona Duomo ore 18). Intanto noto con piacere che l’Annuario è vendutissimo. Ne ho girate di edicole per trovarlo.
di annarita at 07:00:00 Commenta:

28/01/2009

John Updike

“Sono diventato uno scrittore per pura fortuna”, ha detto una volta John Updike e sappiamo quanto non sia vero. L’autore, vincitore di due Premi Pulitzer e di molti altri riconoscimenti ma non del Nobel, è morto a 76 anni dopo una vita piena di letteratura: ventidue romanzi, tredici raccolte di racconti, collezioni di poesia, libri per bambini. Come critico sono note e temutissime le sue recensioni sul New Yorker nelle quali si mostrava poco prono e poco adulatore verso i grandi nomi che spesso non hanno gradito. E se pensiamo che, assunto nella redazione della famosa rivista a ventitrè anni, si licenziò due anni dopo per dedicarsi esclusivamente alla scrittura, non possiamo dire che non abbia avuto coraggio!

 

 

Di Updike ho recensito Terrorista, un romanzo controverso eppure uno dei migliori sull’undici settembre. Questo articolo è uscito nel Mucchio ad aprile 2007 (se non mi sbaglio). Ho tenuto nel testo alcune osservazioni critiche. Avrebbe, forse, apprezzato il coraggio.

 

 

 

 

John Updike Terrorista (Guanda)

 

 

 

 

Come se la passa a New Prospect (New Jersey) un diciottenne americano cresciuto dalla madre di origini irlandesi dopo che il padre egiziano se l’è data a gambe?

 

 

E’ l’epoca della lotta al terrorismo, le Torri Gemelle sono già cadute e Ahmad Mulloy Ashmawy non è molto popolare alla Central High School, anche se è alto e atletico e veste in modo impeccabile (camicia bianca fresca di bucato e jeans neri a tubo). Studente modello, cresce isolato, quasi respinto dai suoi coetanei, ai margini di un quartiere non ricchissimo e della società americana, che gli sembra impura, priva di valori e asservita all’apparenza, al sesso, al denaro. Non va meglio con la madre, che fa quel che può per lui ma sfoga le frustrazioni lavorative, inserviente in ospedale e aspirante pittrice, e personali, abbandonata dall’egiziano con Ahmad piccolo, facendo entrare nel letto un gran numero di uomini. Non riescono ad aiutarlo i professori, tranne, non sveliamo troppo, Jack Levy, del centro orientamento studenti, sinceramente interessato a questo adolescente inquieto e non insensibile al fascino della signora irlandese. Joryleen, dalla pelle color cacao e dai jeans provocanti, è attratta da Ahmad, che la respinge per motivi religiosi: è un romanzo sul terrorismo dal punto di vista di un mussulmano praticante, non una storia d’amore. Al giovane non resta che la moschea, dove studia il Corano con un imam integralista: arriverà sull’orlo di un attentato (farà davvero esplodere il Lincoln Tunnel, che collega il New Jersey a New York?).

 

 

Il nuovo libro del Premio Pulitzer John Updike punta sulla provocazione: la critica alla società americana da parte di un potenziale terrorista. L’idea è buona ma ci sembra che l’autore avrebbe potuto rischiare di più, prendere posizione. Il terrorista è un estremista, e come tale pericoloso, o un ragazzo disagiato? L’America è un coacervo di materialismo e decadenza morale? Il risultato è un finale un po’ troppo romanzato nel tentativo di salvare, anche nella finzione, il Paese dove ogni sogno diventa realtà, ma non per tutti.
di annarita at 07:00:00 Commenta:

26/01/2009

Giornata della memoria

Il 27 gennaio in Italia e in altre nazioni si celebra la ‘Giornata della memoria’ per non dimenticare le vittime del nazismo e del fascismo e onorare coloro che cercarono di aiutare il popolo ebreo. La scelta della data deriva da un episodio storico. Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa arrivarono in una cittadina polacca nota con il nome tedesco di Auschwitz scoprendo il campo di concentramento, liberando i pochi superstiti e svelando al mondo l’orrore che si stava compiendo.

 

Domani se ne parlerà in molte librerie con la paura, difficile da ammettere, che tutto questo possa ripetersi. Si useranno molte parole. Ieri Radio 3 ha mandato in onda una delle ultime interviste a Primo Levi. La giornalista gli chiese se durante la prigionia avesse avuto paura di morire: “La nostalgia e altri sentimenti umani affioravano le rare volte in cui soddisfacevamo i bisogni primari. Dopo un pezzo di pane e la zuppa, nella prima ora ora e mezza di ‘sazietà’, pensavamo alla morte, alle persone alle quali tenevamo. Il resto del tempo avevamo gli stessi bisogni degli animali.” Basterebbero queste parole.

 

Levi è stato prigioniero nel campo di Fossoli poi deportato nel campo di sterminio di Auschwitz. Resistette undici mesi e fu liberato, uno dei venti sopravvissuti su seicentocinquanta prigionieri, dall’Armata Rossa. Il miglior modo di ricordarlo e di ricordare è rileggere il suo libro autobiografico “Se questo è un uomo”. Ripubblicato da Einaudi nel 1956 dopo una prima uscita con un piccolo editore è stato tradotto, e non è un dettaglio, anche in tedesco. Lo lessi la prima volta a diciassette anni e credevo fosse un romanzo, anzi, mi sembrava una Storia fin troppo crudele da immaginare.
di annarita at 07:00:00 Commenta:

24/01/2009

Il nuovo romanzo di Guglielmo Pispisa

Il nuovo romanzo di Guglielmo Pispisa “La terza metà” (Marsilio) sarà presentato a Milano alla Fnac (Via Torino, zona Duomo) venerdì 6 febbraio alle ore 18. Con Pispisa interverranno gli scrittori Luca Crovi e Stefano Di Marino. Vi consiglio di venire a dare un’occhiata.

 

L’autore vive a Catania. Facciamogli vedere che nonostante le temperature rigide siamo calorosi (che poi io, meridionale come lui, non dovrei avere questo tipo di problemi…). Intanto, ecco la recensione che sarà pubblicata tra poco nell’Annuario del Mucchio. Buona lettura.

 

 

Guglielmo Pispisa “La terza metà” (Marsilio)

 

 

Bei tipi gli autori trenta-quarantenni. Potrebbero raccontare il primo amore, quella volta che al liceo, l’università, il precariato. Le piccole intimiste storie di tutti i giorni. Con un po’ di mestiere anche una vita casa ufficio ufficio casa diventa materiale da romanzo. E invece prendono la cronaca e la Storia , in particolare le vicende italiane dagli anni Settanta in poi, e cercano soluzioni, suggeriscono ipotesi, reinterpretano partendo dai documenti.

 

Non fa eccezione il libro di Guglielmo Pispisa. Hieronimus, agente dei Servizi Segreti infiltrato nel brigatismo rosso, al termine della missione è fatto sparire in un incidente d’auto. Nelle prime pagine assiste da lontano al proprio funerale. Ma ci sono risposte che deve trovare a tutti i costi e usare la forza non è mai stato un problema. Con una nuova identità fornita dai Servizi cercherà di ricostruire la sua storia dopo aver manipolato la Storia degli ultimi trent’anni di questo paese. Il protagonista va alla ricerca della verità, la terza metà, quella che non ti aspetti, e del padre sparito nel nulla, forse morto forse no, anch’egli agente infiltrato nel terrorismo.

 

Pispisa sforna colpi di scena senza sbavature, raro nei page-turner, e non cede alla tentazione dell’happy end costruendo un finale coerente con la trama. La scrittura è curata e svela un lettore forte. Un brano sull’indiscutibile fascino del rivoluzionario: “Potevamo inventare per ore strampalate storie di complotti riguardanti le massime cariche dello Stato o bieche persecuzioni di cui eravamo stati fatti oggetto solo per le nostre idee politiche…E la nostra elasticità pagava, non è mai successo che un’intrepida rivoluzionaria fresca di arruolamento abbia negato una notte di passione (che poteva essere l’ultima) al giovane eroe… Le donne si eccitano troppo con quelli che rischiano la vita facendo un mestiere romantico. Il pilota va bene, il rivoluzionario pure. Il minatore no.”
di annarita at 09:11:00 Commenta:

23/01/2009

Finalmente un editore

Finalmente un editore che parla chiaro e ricorda che leggere libri e pubblicarli non possano prescindere da ‘divertimento’ e ‘intrattenimento’: Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato con Luigi Spagnol dell’omonimo gruppo editoriale. E sì, sono d’accordo su tutto.

Sulla narrativa commerciale, che non nasconde di prediligere e questo dà il segno della sua autenticità e passione: “I grandi bestseller degli ultimi anni, Harry Potter e Il Codice da Vinci, sono generi tradizionali: una fiabona e un giallo storico, ma hanno maggiore ricchezza e intensità di idee rispetto a quelli del passato.”

Sulla narrativa italiana: “Dopo Camilleri c’è una nuova generazione di scrittori consapevoli della nozione dell’entertainment per il lettore comune. Questo ha ampliato il pubblico, tant’è vero che negli ultimi anni dietro la Bowling e Dan Brown in classifica troviamo gli italiani: Camilleri, Vitali, Carofiglio, Ammaniti…”

Sull’editoria di cultura: “Oggi non esiste l’editore di cultura puro: tutti, grandi e piccoli, mescolano il sacro e il profano sia pure con dosaggi e soprattutto con vesti diverse… Le due aspirazioni di tutti gli editori sono: trovare il nuovo bestseller e assicurarsi il futuro Premio Nobel.”

Sui meccanismi, a volte misteriosi, del successo di un libro: “Il passaparola funziona quando un libro ha superato le cinquantamila copie… E quando poi di un libro te ne parla il benzinaio o la segretaria, a quel punto se non lo leggi sei tagliato fuori… Oggi è internet che orienta il gusto, perché si comunica in modo molto veloce il parere del lettore senza mediazione. La voce corre in fretta… E la televisione. Un passaggio da Fabio Fazio decuplica le vendite nella settimana successiva, il libro va nei supermercati e negli autogrill, compare in classifica e la classifica, si sa, condiziona il libraio e il lettore.”

Con il risultato che da internet, passaparola e classifica condizionata dalla televisione scaturiscono solo pochi bestseller e molti libri validissimi stanno sugli scaffali dei megastore, quando non in magazzino, a prendere la polvere rischiando di non poter dare ai lettori quel divertimento ‘alto’ che i lettori stessi meriterebbero.

 

 

 

 


Fonte Corriere della sera www.corriere.it

di annarita at 12:14:00 Commenta: