24/11/2008
Recensioni che verranno/2 Antonio Ortuño
Per scrivere di un libro non si dovrebbe parlare di sé. Ci sono casi nei quali il recensore, pur con pudore e rispetto del mestiere, sembra che racconti il romanzo di un altro ma racconta sé stesso. Si mette a nudo. E per un carattere riservato non è facile. Ecco in ANTEPRIMA ASSOLUTA la recensione di Antonio Ortuño Risorse umane (Neri Pozza) che uscirà sul Mucchio.
Nelle aziende le persone sono definite risorse umane eppure il grado di umanità è minimo. Ortuño, messicano classe ’76 giornalista e editor, in uno dei migliori romanzi della stagione racconta con realistica spietatezza lo spietato mondo del lavoro e con esso la società postmoderna che idolatra carriera, successo, soldi e soprattutto oggetti per comprare e sfoggiare i quali servono soldi e successo. Gabriel Lynch è impiegato di seconda fila in una ditta di grafica e stampa. Consumato dall’ambizione sceglie come nemico Costantino colpevole di provenire da un’ottima famiglia che per eliminare le derive non manageriali del rampollo lo sistema nell’ufficio di Gabriel. Direttamente al vertice. Nella società postmoderna chiunque può procurarsi il manuale del guerrigliero e utilizzarlo contro il capo. Seguono bombe, sparatorie, tranelli. L’unico a trarne vantaggio è il protagonista, un frustrato che arriva nel cubicolo ai piani alti con pianta finta e segretaria disponibile passando letteralmente sopra i colleghi. Stermina travet ma aspira ad esserne il numero uno.
Inizia così. “Questa è la storia del mio odio. Altri avranno dovuto lottare contro tirannidi, abbattere imperi, passare per le armi addirittura principi, come se sparassero ai conigli. Altri avranno dovuto combattere contro regni che governavano sulla vita di milioni di persone. Io, che sono un vigliacco a tutti gli effetti, mi ribello solo contro la società anonima che regola la mia. Come vogliono i tempi meschini in cui viviamo, l’unica cosa contro cui mi ribello è una vita da travet che mi schiacci del tutto. O che mi faccia a pezzi più di quanto non abbia già fatto.”