06/11/2008

Goodbye

«Sono convinto di essere un narratore di favole. Favole che hanno per tema la civiltà e l’inciviltà contemporanea.» Così Michael Crichton, scomparso prematuramente, in un’intervista ricordata da Luca Crovi sul Giornale. Nelle stesse pagine lo scrittore Tullio Avoledo, al quale mi unisce un aspetto importante dei lavori e per questo lo considero uno stimolo a tenere sempre accesa la creatività, racconta Crichton http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303994

 

Maestro del piacere della paura, inventore del thriller scientifico, regista sceneggiatore e scrittore di successo, medico non esercitante, inventore della fiction di qualità (sua la serie E.R.). Ad un corso di scrittura, molti anni fa, un autore che tenne una lezione portò come materiale una puntata di E.R. La mia reazione, allora ero ugualmente appassionata di letteratura ma ingenua e forse irrispettosa, fu un po’ snob. Ma come, viene qui a insegnare a scrivere, ammesso che sia possibile, e fa vedere un telefilm? consiglia di ispirarsi alla televisione? Con il tempo capii. Dietro quello che a me sembrava uno dei tanti telefilm c’era un grande scrittore. Dietro le migliori fiction c’è letteratura e a volte le ho usate per studiare le tecniche di narrazione.

 

Avoledo e Crovi sono d’accordo sul libro da leggere nella vasta produzione di Crichton, Viaggi (Garzanti)  http://www.ibs.it/code/9788811670070/crichton-michael/viaggi.html

 

 Scrive Avoledo:  In quello che, se non è il più bello, è certo il più intenso, l’autobiografico Viaggi, Crichton parla tra l’altro della sclerosi multipla che in forma benigna lo colpì a 25 anni. C’è, nelle pagine di quel libro, un tale senso di amore per la vita da far presagire che l’autore provasse un senso di precarietà, di provvisorietà.” E ancora: “È bello sapere che grazie all’invenzione di Gutenberg la fantasia di Crichton, come un tempo quella di Jules Verne (di cui l’autore americano è il legittimo e indiscusso erede), saprà conquistarsi ancora milioni di lettori nei prossimi secoli. Sarebbe ancora più bello pensare che una delle invenzioni illustrate nei suoi libri - come la macchina del tempo, o la clonazione dal Dna - possa, un giorno o l’altro, restituircelo.”

 

 

Fonte Il Giornale www.ilgiornale.it

 

di annarita at 07:00:00 Commenta: