03/11/2008

Risorse umane

Risorse umane (Neri Pozza) di Antonio Ortuño è uno dei libri-da-leggere della stagione, la mia recensione uscirà presto, ma non se ne sono accorti in molti. A volte la classifica va da una parte e la letteratura dall’altra. Il romanzo racconta con realistica spietatezza lo spietato mondo del lavoro e i falsi idoli della società postmoderna (money money money) che costringono a dipendere in ogni senso dal lavoro. Inizia così e non ditemi che non venga voglia di continuare. Parla il protagonista, Gabriel Lynch, impiegato frustrato che sogna ufficio d’angolo, aspidistra e segretaria in minigonna. “Questa è la storia del mio odio. Altri avranno dovuto lottare contro tirannidi, abbattere imperi, passare per le armi addirittura principi, come se sparassero ai conigli. Altri avranno dovuto combattere contro regni che governavano sulla vita di milioni di persone. Io, che sono un vigliacco a tutti gli effetti, mi ribello solo contro la società anonima che regola la mia. Come vogliono i tempi meschini in cui viviamo, l’unica cosa contro cui mi ribello è una vita da travet che mi schiacci del tutto. O che mi faccia a pezzi più di quanto non abbia già fatto.”

 

 

 

di annarita at 21:33:00 Commenta: