01/11/2008

Election obsession

Nelle lettere italiane gli scrittori potrebbero scannarsi/ignorarsi/arrivare a odiarsi per motivi politici partendo da etichette il più delle volte erronee. Tu hai un cugino di terzo grado che ha scritto una lettera a Panorama quindi sei di destra. E tu hai uno zio che ha letto il libro di Veltroni quindi sei di sinistra. E così via. Ho sempre ammirato invece l’atteggiamento pacato degli autori americani in particolare newyorkesi che narrano e commentano i Grandi Temi Politici con calma e distacco da intellettuali. Come testimoniano queste dichiarazioni di Erica Jong (fonte Corriere della Sera). Si parla di Obama e di quanto i liberal vorrebbero vincesse e se posso dirlo ma niente etichette, politicamente variegata come il gelato all’amarena, anche io non sono insensibile alla coolità del candidato Presidente.


Corriere: Obama è dato per vincitore da tutti i sondaggi.
Erica Jong: E lei crede che dopo aver rubato le ultime due elezioni i mafiosi repubblicani al potere negli stati rossi se ne staranno tranquilli ad aspettare che la democrazia faccia il suo corso? Per fortuna Obama ha chiesto uno Special Prosecutor che possa supervisionare la trasparenza delle elezioni e si sta già preparando a contestare un’eventuale sconfitta. Ne vedremo delle belle.
C: Cosa intende dire?
EJ: Nel mio prossimo blog per Arianna Huffington anch’io chiederò a tutti gli americani di portarsi la macchina fotografica al seggio per immortalare lo schermo degli apparecchi elettorali che ti fanno votare McCain-Palin anche quando hai votato Obama-Biden. Aspettatevi una marea di ricorsi che arriveranno fino alla Corte Suprema. Purtroppo molto di destra.
C: Perché tutta quest’ansia elettorale?
EJ: Perché è risaputo che le macchine elettorali in America sono truccate e negli stati dove si sta già votando i repubblicani hanno già perpetrato frodi e razzie… E non sono la sola a pensarla così. I miei amici Ken Follet e Susan Cheever sono preoccupatissimi. Naomi Wolf mi chiama tutti i giorni per vedere se il mio umore è più nero del suo. Ieri Jane Fonda mi ha mandato un’email per dirmi che ha pianto tutta la notte e non riesce a guarire dal mal di schiena perché la tensione l’ha ridotta ad un fascio di nervi.
C: Non le sembra di essere eccessivamente pessimista?
EJ: Ne riparleremo mercoledì prossimo quando, se Obama perde, scoppierà la seconda guerra civile americana. Ci sarà il sangue per strada, mi creda, e non è un caso che il Presidente Bush abbia richiamato dall’Iraq un contingente di soldati che sotto il comando di Dick Cheney saranno impiegati nelle strade contro cittadini americani qualsiasi.

di annarita at 19:22:00 2 Commenti