18/10/2008
Il marketing, bellezza
Nei megastore del centro di Milano molti libri in vetrina hanno una fascetta con scritto “Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa”. Carattere sedici. Gli altri, compreso Bruno Vespa, non ne escono bene. A loro propongo: “Non è ancora stato Ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa”. Che poi Fabio Fazio, visto durante l’esilio al Festivaletteratura e da vicino non è male, si sarà fatto più di una risata. Che poi Paul Auster sforna un romanzo idealista anticonsumista progressista colto, tutto una metafora sull’America attuale inimicandosi un po’ tutti, e viene venduto sul mercato italiano per l’intervista di dieci minuti nella quale ha detto che: il Presidente degli Stati Uniti non capisce niente, lui (Auster) detesta le merci, in centro a Milano ci sono troppi negozi di scarpe, anche se il romanzo si intitola Un uomo nel buio è stato scritto in uno studio pieno di luce (il potere della fantasia!), come ogni scrittore famoso americano che si rispetti vive a Brooklyn e dalla finestra dello studio vede un albero e una scala antincendio, non l’Hudson nonostante le insistenze di Fazio perché rispondesse l’Hudson, e detesta le domande personali tipo “quale dentifricio usa?”.