07/10/2008
Mucchio/Nino G. D'Attis
Nel Mucchio fresco di stampa c’è anche la recensione del nuovo libro di Nino G. D’Attis.
Nino G. D’Attis Mostri per le masse (Marsilio)
“Questo libro è il mio bambino cattivo”, dichiara l’autore nelle pagine finali del secondo romanzo uscito a due anni di distanza da Montezuma airbag your pardon. L’esordio dal titolo bizzarro raccontava l’alienazione di uno dei tanti che nonostante le difficoltà economiche sognano una ‘vita GQ’ con vestiti firmati e gnocche disponibili come nei reality show e sono pronti a tutto per un po’ di roba (leggi ‘merci’) e qualche scopata senza impegno. In Mostri per le masse protagonista non è un individuo per quanto rappresentativo ma la società moderna.
Roma 2005 più numerosi flashback. E’ il tempo dell’agonia di Giovanni Paolo II che si confonde con l’agonia della città. L’ispettore Graziano Vignola, appena trasferito nella Capitale non per meriti ma per allontanarlo dalla sede precedente e scopriremo perché, deve indagare sull’assassinio di una studentessa universitaria seguito da quello di una giovane donna. I delitti porterebbero all’ambiente delle sette. Nella ricerca della verità (l’ispettore è davvero interessato a trovarla? Non è con essa che si governa il mondo) incontriamo un nano maleodorante informato dei fatti. La droga nella versione squallida, tossica. Le coinquiline della studentessa uccisa, superficiali al punto che una di loro accetterà di uscire con Vignola per poi darsela a gambe. Una puttana che professionalmente detesta fare conversazione e si concede a chi offre di più quindi non al protagonista che invece la vorrebbe in esclusiva. E un conduttore radiofonico fissato con argomenti satanici. Sarà lui a suggerire la via per trovare i colpevoli. Queste vie, lo sappiamo dalla letteratura e dal cinema, sono sempre pericolose.
Scritto con minimalismo ipnotico, basato su documenti autentici, le fonti sono citate nel testo, e sulla cronaca (dalla Banda della Uno bianca alla Bestie di Satana), il romanzo ruota attorno al tema della Legge deviata. I mostri servono ai poteri forti per distrarre le masse dai loro crimini. Chi dovrebbe difenderci sembra più colpevole dei colpevoli. Non uno scenario confortante e il rischio di complottismo c’è ma non può essere un caso che negli ultimi anni giornalisti, scrittori e registi si siano dedicati a reinterpretare