23/08/2008

Siri Hustvedt

Adoro i femminili, se scritti bene, e adoro i femminili stranieri in tutte le lingue. Quando ho passato qualche giorno con giornali tedeschi mi sono divertita a non capire! L’estate sta finendo ma non è finita. E anche se l’ombrellone è lontano scegliamo una rivista e prendiamoci mezz’ora. Ecco un assaggio.

 

 

Siri Hustvedt, scrittrice, è la moglie di Paul Auster. In un’intervista pubblicata da Grazia conferma, casomai avessimo dubbi, l’importanza di condividere le passioni con il proprio uomo ma senza svelarsi del tutto. I segreti restino tali, ho scritto in un racconto del quale vi parlerò.

 

 

Un brano dell’intervista. Fonte Grazia http://grazia.blog.it/

 

 

Grazia: Essere sposata a uno scrittore famoso l’ha aiutata a diventare scrittrice? Il suo primo romanzo La benda sugli occhi (Marsilio) è uscito nel ’92, dieci anni dopo il matrimonio…

 

Siri Hustvedt: Prima ho dovuto conseguire il dottorato in Letteratura inglese, poi mi è venuta l’idea per una storia e per finire il libro ho impiegato quattro anni. Questo è il mio ritmo, quattro-sei anni per ogni romanzo. Sono lenta ma costante…

 

G.: Come funziona lo scambio reciproco di opinioni sul lavoro?

 

S.H.: Fin dall’inizio, quando io avevo pubblicato solo poche poesie, siamo stati molto interessati l’uno al lavoro dell’altro. Io sono la prima lettrice di Paul e lui è il primo lettore e critico per me. Pual mi mostra ciò che scrive circa una volta al mese. Io aspetto di avere un po’ di materiale. Siamo molto franchi nei nostri commenti e li prendiamo molto seriamente. Una volta non mi piaceva il finale di un romanzo di Paul: l’ha riscritto quattro volte! Mi ha letto l’ultima versione mentre ero nella vasca da bagno e finalmente gli ho dato l’ok.

 

G.: Come prende le osservazioni di suo marito?

 

S.H.: Qualche tempo fa mi ha detto di togliere quattro pagine perché rallentavano il ritmo. Io ero molto affezionata a quelle quattro pagine ma ho accettato perché ogni critica conferma un dubbio che avevamo già dentro di noi. Inoltre ci amiamo e ammiriamo reciprocamente: Paul vuole il meglio per il mio lavoro e lo stesso vale per me.

 

G.: Dove e come lavorate?

 

S.H.: Per anni Paul ha lavorato in una stanza piccola e buia al piano più basso della casa. Io ho lo studio in quello più alto e quando l’ho ristrutturato forse lui ha provato un po’ di invidia per come era bello e luminoso e si è spostato in cima a una casa qui vicino.

 

 

G.: Siete sposati da 27 anni, qaul è il segreto?

 

S.H.: Non devi mai credere di conoscere davvero l’altra persona. Una certa distanza… è anche vagamente erotica.

 

di annarita at 08:59:00 Commenta: