05/08/2008
Booktrailer su MilanoNera
Il secondo numero di MilanoNera distribuito gratuitamente nelle migliori librerie o qui http://www.milanonera.com/ (scaricabile dal link nella colonna a destra) trovate anche questo articolo. Buona lettura!
Ndr: è il 600esimo post, chi l’avrebbe detto o forse sì.
Per fare un booktrailer ci vuole un buon libro
Con la diffusione dei booktrailer, filmati promozionali di un libro, l’editoria sta vivendo una nuova fase. La pubblicità tradizionale, un premio importante e il passaparola ben gestito determinano notevoli incrementi delle vendite ma c’è una parte di lettori che non legge i giornali e non va alle presentazioni. Entra nel megastore e compra il sensazionale best seller annunciato. Poi si lamenta che il sensazionale best seller faccia schifo. Se chiedi perchè lo abbia scelto la risposta è sempre la stessa. E’ quello che ho trovato. I lettori hanno voglia di prodotti innovativi. Navigano in Internet, vanno o vivono all’estero per un periodo (generazione Erasmus), si confrontano con americani, tedeschi, francesi. Non sono solo i giovani, è una tribù trasversale. A loro si rivolgono i piccoli editori sfruttando la Rete e la tecnologia digitale con booktrailer low cost nei casi migliori di valore artistico. Come effetto collaterale ne girano anche di orrendi. I grandi editori per ora investono sui nomi di punta. La Mondadori ha commissionato il video di Niccolò Ammaniti dopo lo Strega 2007.
Il booktrailer si è rivelato particolarmente adatto a tradurre in immagini romanzi gialli/noir. In Italia il primo filmato è stato prodotto nel 2005 da Marsilio per il noir Baciami Giuda di Will Baer. Tra i video più cliccati in YouTube e invitati alle manifestazioni letterarie quelli di Simone Sarasso, Susana Fortes, Teresa Moure, Lee Child, Richard Montanari, Peter James e il nostro Paolo Roversi. Fuori dal giallo/noir troviamo i filmati da Tiziano Terzani, Loretta Napoleoni, Gianrico e Francesco Carofiglio, Paolo Bianchi, Marco Buticchi, Paolo Colagrande, Lidia Ravera, Wu Ming, Mario Desiati, Joshua Ferris, Max Pezzali e molti altri.
E’ presto per dire se questo strumento crei successo e quindi ricchezza. Intanto serve a sperimentare linguaggi, attrarre più lettori, svelare talenti narrativi e cinematografici. Di certo non danneggia le vendite. Purché alla base ci sia un buon libro.