31/08/2008
Stieg Larsson nel Mucchio
Nel Mucchio in edicola trovate molti articoli interessanti e anche la recensione del secondo romanzo di Stieg Larsson La ragazza che giocava con il fuoco (Marsilio). Buona lettura, è un bel libro.
Il secondo volume della Millennium Trilogy, dal nome del mensile svedese specializzato in scoop sui peccati dei potenti, arriva a poca distanza dal fortunato Uomini che odiano le donne. Il primo romanzo puntava sulla irresistibile commistione di fascino, talento e intraprendenza del giornalista Mikael Blomkvist che per risolvere il misterioso caso di una donna scomparsa si affida a Lisbeth Salander. Ventiseienne, fisico da adolescente, definita socialmente irrecuperabile, tendente alla bisessualità, hacker di quelle toste. Niente di più distante dalle donne belle e di successo che fanno la fila per passare nel letto di Mikael. Eppure Lisbeth gli salva la vita e tra un’indagine e l’altra non riesce a resistergli. Ma siamo dalle parti del thriller scandinavo. Evitando derive romantiche nel secondo romanzo questo splendido personaggio femminile sparisce, fugge all’estero per timore di essere delusa dal giornalista. I problemi inizieranno quando tornerà a Stoccolma. Millennium sta per pubblicare un’inchiesta sulla prostituzione e sulle attività illegali collaterali con nomi e cognomi dei clienti tra i quali poliziotti e politici pubblicamente impegnati a contrastare il fenomeno. Se fosse un giallo qualunque sarebbe pieno di morti ammazzati con cattura finale del serial killer. Qui bisogna aspettare pagina trecento. Un triplice omicidio legato al reportage sulla prostituzione e Lisbeth, unica indiziata, sarà costretta alla latitanza mentre tutti parleranno dell’assassina psicotica con fotografie che non la valorizzano e testimonianze artefatte su quanto fosse violenta e disadattata. Il suo vero segreto, il motivo che le fa odiare gli uomini che odiano le donne, nessuno sembra ancora conoscerlo. Mikael, propenso al rischio come pochi, cercherà di tirarla fuori dai guai ma non esistono innocenti, solo diversi gradi di responsabilità.
Larsson, prematuramente scomparso, ci regala una storia che funziona con un rispetto della psicologia dei protagonisti e della trama non usuale nel genere. In sottofondo l’apertura mentale del Nord Europa dove è normale che ognuno sia sempre se stesso o almeno ci provi anche trasgredendo le regole piccolo-borghesi. L’amante principale di Mikael è sposata e il marito approva la relazione. Lisbeth va con entrambi i sessi. La sua ‘amica’ è socia di un negozio erotico. E così via.
Restano molte domande. Non sapremo mai da quali esperienze, oltre che da una particolare sensibilità, nasca l’urgenza che lo ha portato attraverso la scrittura a difendere le donne maltrattate dagli uomini.
30/08/2008
ObamitÃ
Effetti collaterali della politica. Durante il discorso con il quale il Senatore Obama ha accettato di candidarsi alla Presidenza degli Stati Uniti d’America. “Mi sono commossa talmente tanto che ho perso le ciglia finte.” Lo ha detto Oprah Winfrey http://it.wikipedia.org/wiki/Oprah_Winfrey
Non è con le ciglia finte che si governa il mondo, piuttosto con un buon mascara.
29/08/2008
Letteratura d'inchiesta e narcotizzazione
Ecco qualche brano dell’intervista che Il Giornale www.ilgiornale.it ha fatto a Walter Siti. Confesso di non averlo ancora letto, non riesco a coprire TUTTA la produzione italiana e internazionale. L’ho ascoltato invece presentare il libro di un altro e mi aveva convinto. Le dichiarazioni che riporto confermano che bisogna scoprire, per chi non lo conoscesse, il Siti narratore. Buona lettura!
Da Il Giornale - “Letteratura d’inchiesta? Ormai ci ha narcotizzato”
di Francesca Amé
Un castoro. Per Walter Siti, critico e narratore italiano tra i più significativi degli ultimi anni, lo scrittore non è altro che questo. «Quando la diga costruita sul fiume non regge più, ogni castoro si danna finché non trova una soluzione e non tappa tutti i buchi - spiega -. Faccio così anch’io: quando sento che qualcosa del mio profondo è a rischio, mi invento parole che prima non pensavo di avere. La creatività è in fondo questione di sopravvivenza».
...
Walter Siti, perché in libreria si vendono solo docu-romanzi e al cinema si guardano solo docu-film?
«Premesso che esistono corsi e ricorsi storici e che dopo un eccesso di formalismo, che ha caratterizzato gli anni Novanta, era prevedibile un ritorno alla ricerca di contenuto, direi che negli ultimi anni si è rimessa in moto la storia. Dall’11 settembre al profilarsi di una nuova Guerra fredda, si sono moltiplicati i fatti che stimolano la narrazione. Mi preoccupa però che sul piano espressivo si confonda questo fenomeno con una sorta di neo-neorealismo».
Che cosa intende?
«Se è vero che c’è maggiore curiosità e necessità da parte del pubblico di comprendere l’attualità, molta della letteratura odierna mi pare investita dal cliché neo-realista che si muove per stereotipi. Come per un capolavoro quale Paisà abbiamo avuto tanti Poveri ma belli, mi sembra che oggi si assista al proliferare di una “scuola di mafia” in letteratura per cui, dopo il successo di Gomorra, i romanzieri intendono occuparsi solo di mafia, camorra e così via. Come se realismo volesse dire parlare della magagne della società...».
Si tratta, almeno nelle intenzioni, di letteratura civile.
«E invece, paradossalmente, si trasforma in qualcosa di rassicurante, funzione non certo propria di una letteratura che vorrebbe inquietare le coscienze».
Trova rassicuranti le descrizioni di Saviano o le scene di Gomorra girate da Garrone?
«Per certi versi sì, perché non mi colgono in contropiede, perché non sono completamente inaspettate. Se sto a Vicenza e leggo Gomorra, mi sento sicuro a sapere che nulla di ciò che è descritto accade sotto casa mia. Il vero realismo è quello che ti fa vedere ciò che non hai mai notato, ciò che nemmeno sospetti. Rimanendo a Gomorra, realistica non è l’uccisione spietata dei boss, ma l’innocenza della vecchia donnina che, nel film di Garrone, dona una cassetta di pesche ai camorristi e non sa che loro le getteranno via perché sono avvelenate».
C’è chi dice che il romanzo contemporaneo non può che avere una vocazione realista.
«Non so se sia questa l’unica strada. Rispetto alla poesia, che è il linguaggio degli dei, il romanzo si è qualificato da sempre come genere mediocre, un po’ da signorine. Ma io amo quel suo avere un piede nell’attualità e un piede nell’assoluto: trovo che sia uno straordinario strumento di conoscenza. Non a caso la scienza e il romanzo moderno nascono in contemporanea come due modi diversi e complementari di comprendere il reale. La prima si basa sul principio di non contraddizione, il secondo, come dimostra il Don Chisciotte, sull’obbligatorietà della contraddizione. Questo perché il romanzo ingloba tutto».
...
Che cosa rimane di Pasolini, oggi, nelle borgate romane?
«Poco. È diventato un’icona pop ed è letto pochissimo. Eppure fu lui ad anticipare il concetto di omologazione tra cultura alta e cultura bassa, a intuire quel pastone che oggi si è realizzato tra ideali borghesi e del sottoproletariato».
Il testo completo dell’intervista è qui
27/08/2008
Booktrailer a Parolario/2
Valentina Vezzali, trionfatrice alle Olimpiadi cinesi, ha citato nelle interviste, e sono state tante, la canzone di Eros Ramazzotti Per me per sempre (da Stile libero, 2000).
... Mi sembra adatta a come mi sento quando riesco a realizzare, non da sola, qualcosa di buono con il minimo di sbavature. Ieri la serata di Parolario a Como è stata così, una festa dei booktrailer con ospiti eterogeneamente creativi e stimolanti. Ringrazio molto l’organizzazione della manifestazione (non sapendo se vogliano che faccia nomi non ne farò), Maurizio alla parte tecnica che è stato bravissimo e tutti loro per la cultura e la classe: Alessio Brunialti, Francesco Carofiglio, Paolo Bianchi, Claudio Calzana http://claudiocalzana.blogspot.com/ Paolo Roversi, Domenico Moretti, Daniela Bricca e Erika Renai. Il gadget must have se andrete a Parolario che continuerà fino al 7 settembre http://www.parolario.it è la tshirt pressurizzata in forma di libro! Il prossimo appuntamento è al Trailers FilmFest di Catania (25-27 settembre) per la prima sezione booktrailer di un festival cinematografico http://www.trailersfilmfest.com/home-page.php
Quando la festa comincerà
tu sarai regina
tutta la gente si fermerà
a guardarti stupita
Per i miei occhi tu splenderai
bella come il sole
infiniti voli del cuore
infinita felicità
quando penso che tu sei per me... per sempre
...
Quando la festa poi finirà
torneremo a terra
tutta la gente si ricorderà
d'aver visto una stella
...
Quando la festa comincerà
tu sarai regina
tutta la gente si fermerà
a guardarti stupita
26/08/2008
Un racconto per United We Stand
Ora che è tardi ma è presto se tu te ne vai è un racconto per United We Stand, il romanzo grafico di Simone Sarasso e Daniele Rudoni http://www.unitedwestand.it/
Per leggerlo, qui http://www.unitedwestand.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=43&Itemid=1
Ringrazio molto lui http://confinedistato.blogspot.com/
26/08/2008
Booktrailer a Parolario
Questa sera vi aspettiamo a Nuovo Cinema Booktrailer
Como Piazza Cavour ore 21,30
Conversazione-happening sulla commistione dei linguaggi con proiezione di booktrailer, video e in anteprima il backstage del nuovo film di Daniele Vicari Il passato è una terra straniera dall’omonimo libro di Gianrico Carofiglio.
Intervengono: Francesco Carofiglio (scrittore), Paolo Bianchi (scrittore, giornalista, traduttore), Paolo Roversi (scrittore, giornalista), Lorenzo Beccati (scrittore, autore televisivo), Claudio Calzana (scrittore), Domenico Moretti (Keitai, primo produttore italiano di booktrailer), Daniela Bricca e Erika Renai (Cult Book, Rai Educational). Coordina il giornalista Alessio Brunialti. Ingesso gratuito.
Un altra tappa della bella estate culturale!
25/08/2008
Festival della mente
Dal 29 agosto al 31 agosto a Sarzana si terrà la quinta edizione del Festival della mente http://www.festivaldellamente.it/
Tra gli ospiti la pensatrice Laura Boella, docente di Storia della filosofia morale all'Università Statale di Milano. Ecco cosa pensa dell’empatia e di empatia (considerata ‘fredda’) vs compassione (considerata ‘calda’): “L’empatia è la precondizione della compassione. Non posso partecipare alla gioia o al dolore di un altro se prima non ho stabilito un contatto con lui. Ci vuole prima questa capacità di sentirlo, di mettersi al suo posto. Di immaginarsi nel luogo dell’altro. Poi semmai nasce la compassione, ma non obbligatoriamente. Nell’empatia ci sono momenti sia affettivi sia cognitivi. Al principio di tutto c’è l’incontro tra i corpi. Il mio corpo entra in risonanza immediata con quello dell’altro. Ne leggo i segnali, vedo il suo guardo cupo o gioioso, ed entro istantaneamente in contatto. Quasi un automatismo che le neuroscienze hanno spiegato con la recente scoperta dei neuroni-specchio.”
Per saperne di più e cercare di percepirci in relazione agli altri e di percepire empaticamente gli altri pur conservando un sano e moderno e inevitabile individualismo appuntamento con la Prof. Bollea e molti altri a Sarzana. Una delle tappe della bella estate culturale tra Parolario a Como www.parolario.it e Festivaletteratura a Mantova www.festivaletteratura.it