18/06/2008
La maturità di Montale
Se avessi 18 anni e stessi facendo l’esame di maturità, al quale mi preparai con disciplina e calma olimpiche e una ingenua speranza nel futuro, avrei scelto di commentare i versi del grande Eugenio Montale. Va bene il post postmoderno, Internet, l’Iphone, la realtà più virtuale del reale, la coppia aperta, la destrutturazione della famiglia tradizionale, l’emancipazione femminile, il glamour ecc. ma sentiamo il bisogno di uomini che (ri)pensino il nostro sorriso “come ad un'acqua limpida scorta per avventura tra le petraie d'un greto, esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi; e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto....” E lo dicano con queste parole.
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Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d'una giovinetta palma...
Eugenio Montale Ossi di seppia
18/06/2008
Mario Rigoni Stern
Il più bel ritratto del grande Mario Rigoni Stern appartiene allo scrittore Ferdinando Camon che da presidente del Pen Club italiano lo propose come candidato al Nobel forse proprio per questo: “aveva un carattere buono e mite, se ne fregava dei convegni e delle società letterarie.” Il miglior modo per ricordarlo è rileggere Il sergente nella neve (Einaudi).