11/06/2008
Booktrailer/L'Unità 2
Nel sito dell’Unità lo speciale sui booktrailer http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76160 è stato farcito con due belle interviste a Monica Mazzitelli http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76061 e a me http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76059 Annarita Briganti, giornalista: «Coinvolge di più i non-lettori»
Ringrazio molto Roberto Arduini che ha fatto un gran lavoro, interessante e utile. E sì, stiamo pensando a qualche iniziativa romana. Restate in ascolto.
di Roberto Arduini
Annarita Briganti è giornalista e grande appassionata di book trailer. Organizza da anni incontri in libreria e sarà la curatrice della sezione Booktrailer del Trailers FilmFest di Catania. Come stanno reagendo le case editrici Italiane a questa nuova proposta di marketing?
Gli editori italiani stanno valutando le potenzialità commerciali del nuovo strumento. Per ora prevale una comprensibile cautela. Bisogna però distinguere i grandi editori, che già attuano un marketing aggressivo e probabilmente hanno meno bisogno di cercare nuovi canali di comunicazione, dagli altri attori del mercato. Non c´è dubbio che la pubblicità tradizionale sui quotidiani più venduti, un premio importante o un passaparola ben gestito determinino notevoli incrementi delle vendite. Tuttavia non credo si possa negare che esista un segmento dello stesso mercato che non legge o non si fa influenzare dalle pagine culturali dei giornali, è attirato soprattutto dai progetti innovativi, naviga molto in Internet. E non penso solo ai cosiddetti giovani. E´ una fetta di mercato molto trasversale. A loro si rivolgono per necessità e tendenza al cambiamento i piccoli editori sfruttando appunto la Rete e la tecnologia digitale che consente di realizzare booktrailer low cost e nei casi migliori di un certo valore artistico. I grandi editori per ora investono in booktrailer solo per i nomi di punta come nel caso di Niccolò Ammaniti per il quale la Mondadori ha commissionato un filmato dopo la vittoria dello Strega 2007.
Perché una casa editrice dovrebbe promuoversi con un booktrailer piuttosto che con una presentazione in libreria?
Booktrailer e presentazioni in libreria non sono alternativi, anzi. Considerando che nella maggior parte dei casi le presentazioni classiche con l´autore che parla della sua opera spesso intervistato da amici e conoscenti rischiano di essere noiose, proiettare il filmato del libro potrebbe aumentarne l´interesse. Attirare clienti che passavano di lì. Incuriosire. Per non parlare della diversità del costo di booktrailer e giro promozionale.
Che rilevanza hanno i booktrailer negli altri Paesi?
I booktrailer all´estero sono diffusi da molti anni. Uno dei primi booktrailer è stato prodotto in Gran Bretagna da un editore indipendente per il libro di Yann Martel "Vita di Pi" (in Italia edito da Piemme) che ha poi vinto, anche grazie al filmato, il prestigioso The Man Booker Prize (2002). In Italia il primo booktrailer è stato prodotto da Marsilio per il noir "Baciami Giuda" di Will Baer (2005). Nel 2004 la rivista Ciak ha organizzato il premio "Ciak si legge" invitando i lettori a girare filmati dai libri. Ha vinto il video tratto da "Seta" di Alessandro Baricco. Attualmente le realtà più interessanti si trovano in America, Gran Bretagna e Olanda. In quest´ultima le librerie hanno già adottato apposite postazioni video per trasmettere i booktrailer.
Internet può essere un buon alleato... Come si può sfruttare?
Il canale principale dove vedere booktrailer è YouTube ma come tutte le mode un domani potrebbe essere un altro luogo virtuale. In particolare segnalo la sezione booktrailer del Trailers FilmFest di Catania, il sito della Keitai (principale produttore italiano di booktrailer) e la televisione Internet diretta da Alessandra Casella. Inoltre, i filmati dei libri sono ospitati nelle pagine web degli editori (mediamente piuttosto brutte!) e nei siti personali degli autori. Se poi lo scrittore fosse anche un membro della blogosfera il video del libro potrebbe avere un effetto maggiore di una buona recensione.
Qual è la differenza tra un booktrailer come "proiezione di video tratto da un libro" e i cortometraggi, magari tratti da libri?
La durata. Un buon booktrailer non dovrebbe superare i due minuti per essere fruibile meglio. I costi. Come detto i booktrailer sono spesso realizzati a basso costo il che non è scontato per i cortometraggi. E lo scopo. Un booktrailer ha chiaramente una finalità commerciale. Aumentare le vendite, creare il caso editoriale. Il cortometraggio potrebbe prescindere da queste considerazioni. Privilegiare l´aspetto artistico del passaggio dalle parole alle immagini. Ovviamente i booktrailer più riusciti e quindi efficaci per le vendite sono quelli che utilizzano le tecniche dei cortometraggi e dei lungometraggi, cercano di carpirne il fascino. Il che potrebbe richiedere regista e attori professionisti, location, luci, montaggio ecc. Oltre molto talento, ma quello va sempre bene.
Il booktrailer serve davvero? Aiuta veramente nelle vendite?
È presto per dire che sia determinante per un successo editoriale. Moccia è Moccia senza booktrailer ma intanto hanno girato vari film dai suoi libri e lui stesso ne ha diretto uno. Qualcosa vorrà dire sulla commistione parole immagini. Per quelli che non hanno le possibilità e lo spazio riservato a Moccia il booktrailer può essere lo strumento ideale per sperimentare nuovi linguaggi, raggiungere nuovi lettori. Di certo non danneggia le vendite. Ovviamente parliamo di filmati con un livello artistico accettabile. Come effetto collaterale della Rete ne girano anche di orrendi ma non farò mai nomi.
Un libro lascia la possibilità al lettore di viaggiare con la sua immaginazione. Con il booktrailer, in cui ci possono essere attori in carne ossa o paesaggi ben delineati, non si limita proprio l’immaginazione dei lettori?
No! I film tratti da Espiazione di Ian McEwan e Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy hanno vinto l’Oscar. Da libri e racconti di Stephen King sono stati realizzati non so quanti film e molti hanno copiato da questo autore senza dirlo. Potrei fare esempi per ore. I lettori generalmente hanno molta più immaginazione e fantasia dei non lettori. Non sarà un booktrailer a impedire loro di sognare. Come si può sintetizzare un romanzo in due minuti?
Con talento, molto talento, e un buon libro alla base. Senza il libro altro che booktrailer.
Quali sviluppi futuri ci potranno essere?
È presto per dirlo. Certo, sarebbe un eccesso di protezionismo non aprirsi a nuovi linguaggi anche come frutto della commistione di linguaggi preesistenti. In Giappone spopolano i romanzi scritti con gli sms. Non dico di arrivare a quei livelli ma cosa ci impedisce di sperimentare? Ovviamente potremo inventare modi sempre più innovativi, utili e divertenti di fare Cultura solo finché si pubblicheranno buoni libri da tenere sul comodino.
In Italia si muove già qualcosa?
Il 17 gennaio scorso a Milano ho organizzato Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer? Si è trattato della ‘presentazione ufficiale´ dello strumento con ottimo riscontro di pubblico e addetti ai lavori. La formula è stata replicata con qualche variazione a Piacenza e alla Fiera del Libro di Torino (in questo caso in collaborazione con WUZ/Ibs). Prossimamente ci sarà Nuovo Cinema Booktrailer il 26 agosto a Como nell´ambito di Parolario e dal 25 al 27 settembre prossimo il Trailers FilmFest di Catania, per la prima volta in una manifestazione cinematografica, ospiterà una sezione booktrailer curata da me e da Jacopo De Michelis. Inoltre sto lavorando al primo Booktrailer Festival ma è presto per il se e il quando. Mi interessa fare Cultura coinvolgendo quanti più lettori possibile, innovando e trascorrendo del tempo piacevolmente. I modi si adegueranno alle mode e al mercato e alle esigenze di autori e editori. L’importante è avere creatività.