07/06/2008

07/06/2008

Fuori dai cassetti/1 Sahar Khalifa

Ecco la recensione, in anteprima, del romanzo di Sahar Khalifa sugli scontri israelo-palestinesi del 2002 dal punto di vista di questi ultimi. Utile a capire un po’ di più il Medioriente, qualsiasi cosa sia. Conferma dell’odio tra questi popoli anche per fiction.
Buona lettura!

Sahar Khalifa, Una primavera di fuoco (Giunti Editore)

Cosa facevate nella primavera del 2002? Per molti di noi è un tempo come un altro. A Nablus no, Allora ci fu la ‘seconda Intifada’, attacchi ai territori palestinesi da parte delle forze armate israeliane che sfociarono nella costruzione di un muro. Una lamiera ondulata come il mare recentemente squarciata dai palestinesi in cerca nel confinante Egitto di beni di prima necessità. Ricorderete le immagini di persone ridotte alla fame che rientravano a Gaza portando bestie da macello, medicine e roba. Fadel al-Qassam è un libraio giornalista di modeste origini dedito alla causa palestinese. Vive nel campo profughi Ein al-Murgian vicino Nablus con moglie e figli. All’inizio del romanzo sembrerebbero adolescenti come tanti. Magid, nato dalla prima moglie di al-Qassam, una cantante di strada dal fascino magnetico, tenta di ripercorrerne le orme in chiave rock. Sogna il successo e la fuga, magari a Roma dove vorrebbe completare gli studi con l’aiuto di un dubbio politico locale la cui figlia è una delle tante ragazzine innamorate della sua voce e del suo aspetto occidentale. Il fratello Ahmad è l’opposto. Gira nascosto dietro occhiali da sole. In palestra preferisce leggere al farsi i muscoli. Nelle manifestazioni scappa e si nasconde spaventato dal lancio di pietre. In famiglia lo considerano troppo debole per quella società (si sbagliano). Questo è l’inizio del romanzo poi scoppia la seconda Intifada e i sogni diventano un altro lusso. Magid sarà arruolato dalle guardie di Arafat e combatterà nell’assedio di Musqata’a, sede dell’autorità palestinese a Ramallah. Ahmad farà l’infermiere e il guerrigliero passando dal liceo, dove era il migliore, e dalle fotografie a Mira, ebrea bellissima che lo rovinerà, alla prigione, ai posti di blocco, alle bombe.
L’autrice, nata a Nablus, è una delle più famose scrittrici palestinesi impegnata nella denuncia della condizione femminile nel mondo arabo. Il romanzo appartiene al genere docufiction. Con uno schema narrativo e invenzioni letterarie Khalifa ricostruisce una pagina di Storia dal punto di vista del suo popolo. Gli scrittori israeliani racconterebbero lo stesso periodo in modo opposto.

di annarita at 15:10:00 Commenta: