30/06/2008
Letture alte da ombrellone/Andrea De Carlo
Tutti sanno che lo adoro, è vero. Gratitudine per gli effetti positivi di un suo libro e per molto altro. Il nuovo romanzo funziona e come le migliori produzioni letterarie non è affatto rassicurante. La recensione uscirà nel Mucchio www.ilmucchio.it
Buona lettura!
Andrea De Carlo Durante (Bompiani)
Ci sono uomini, non sempre i più belli, che entrano in una stanza e attirano gli sguardi delle donne, parlano e le zittiscono, le trattano da dee per pochi momenti e le fanno innamorare. Poi spariscono lasciando dietro tradimenti, sospiri e quando la situazione sfugge di mano famiglie parallele. Le colline marchigiane devono essere posti splendidi ma tranquilli. Colui che si chiama o si fa chiamare Durante, è o dice di essere un medico, sussurra ai cavalli, guarisce gli ammalati e molto altro avrà campo libero con le mogli/compagne insoddisfatte della zona. Arrivato per ristrutturare un maneggio nessuno resisterà al suo fascino. Neanche Pietro. Con la compagna Astrid tessono prodotti artigianali che vendono in giro per il mondo. Apparentemente tutto bene ma in realtà è innamorato di Ingrid, sorella di Astrid. Durante ci prova con entrambe e Pietro invece di spaccargli la faccia decide, per solitudine e noia, di accompagnarlo in un viaggio verso Nord pieno di sorprese che non sveliamo. Il romanzo narra l’importanza di essere se stessi, provare sentimenti autentici e trarre armonia dal rispetto della Natura. Temi dominanti nell’opera dell’autore dei quali c’è bisogno.
Anche qui www.andreadecarlo.com
28/06/2008
Vikram Seth
Non credete a chi dice che sia facile. Se per voi la scrittura è sudore e passione e tenacia sta arrivando a Milano Vikram Seth (Milanesiana, serata del 6 luglio). Uno che ha scritto il suo libro più famoso in otto anni http://www.ibs.it/code/9788850207077/seth-vikram/ragazzo-giusto.html Pubblicato nella versione di 1600 pagine sembra fosse ancora più lungo e ci sia voluto un anno per l’editing. Che traduce dall’hindi e dal mandarino. Che si riconosce solo nella poesia dopo aver studiato Economia a Stanford. Fonte dichiarazione Seth: Io Donna
“L’intolleranza religiosa è la piaga maggiore in India. Il fatto che gente nata in una comunità e in una fede pensi che la propria sia l’unica degna non ha nessun senso. Anche per questo avevo deciso di non studiare letteratura ma economia e filosofia. Perché volevo fare qualcosa di pratico per l’India. Ho inutilmente passato anni sui libri di economia finché mi sono reso conto che non sono un politico e che non avrei mai combinato niente di buono. Sono felice che la poesia mi abbia distratto: ho trovato il mio vero mestiere.”
26/06/2008
Il mood sarebbe stato/Murakami
Il mood sarebbe stato romantico. Una pagina dall’Aciman di Chiamami col tuo nome ma non sapevo quale scegliere. Giornalistico. Remo http://www.remobassini.it/ che un giornale lo dirige, ricorda la prima regola. Se devi dire cazz…te non dirle. Ormai tutti, con poche ma buone eccezioni, la applicano al contrario. Se devi dire cazz…te dille! Venderemo più copie! Un famoso quotidiano pubblica un fondo sulla Bonino che dice di essere innamorata ma in realtà era uno scherzo per sbeffeggiare, che risate, l’informazione. Intimista ma Internet ti restituisce frammenti di esistenze che non credevi aver vissuto. Si è piacevolmente parlato di Murakami. Ecco in anteprima (dedicated to) la recensione che uscirà nel Mucchio www.ilmucchio.it Non proprio una lettura da ombrellone!
Murakami Haruki Kafka sulla spiaggia (Einaudi)
Tutto dipende dal patto con i lettori, fin dove si spingono nella narrazione, quali limiti del reale vogliono superare. Con Murakami sanno che non devono farsi troppe domande su cosa sia o non sia possibile. Kafka (non è il vero nome) scappa di casa a quindici anni senza che nessuno lo trovi. Personalità difficile con tendenza all’aggressività soffre per l’emarginazione nella scuola snob del quartiere snob di Tokyo. Nakata, da bambino vittima di un misterioso incidente, parla con i gatti e commette un omicidio contro la propria volontà in una profezia edipica che si autoavvera. Saeki, da giovane una specie di pop star con la canzone Kafka sulla spiaggia, lavora in una biblioteca di Takamatsu nel sud del Giappone con Òshima dalla sessualità incerta, né uomo né donna. Lì Kafka troverà rifugio e Nakata quel che cerca. Sullo sfondo di un romanzo visionario si narra di tempo e del rapporto tra passato e futuro. Di spiriti viventi e mondi nei quali è meglio non entrare prima del tempo. Essendo una storia corposa giocata su piani spazio temporali paralleli convergenti divergenti astrusi insomma un magma capirete solo alla fine che il vero tema sono i ricordi. Kafka è stato abbandonato dalla madre che ha portato con sé sua sorella crescendo con il padre, scultore folle e anaffettivo. Qualsiasi donna sulla cinquantina potrebbe essere la madre, ogni ragazza sulla ventina la sorella. Il passato per lui non esiste. Saeki ricorda ma cerca di dimenticare. Nakata non sa come sia diventato ‘stupido’. In un percorso che porterà i personaggi a individuare il proprio destino. Forse non diventerà il nuovo L’uccello che girava le viti del mondo o Norwegian wood, i preferiti dagli appassionati di Murakami, ma è un bel libro non minimalista sui Grandi Temi. Per chi ci crede (il patto con i lettori!). “Qualche volta il destino assomiglia ad una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia l’andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. E’ qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.”
25/06/2008
Letture alte da ombrellone/Nick Hornby
Continuiamo la serie ‘letture alte da ombrellone’ con l’anteprima di una recensione che uscirà nel Mucchio www.ilmucchio.it Il nuovo Hornby è un bel libro adatto anche alla spiaggia. Una volta iniziato non ci sarà bagnino, gelato, onda anomala o altra distrazione che ne impedisca il godimento. Curiosità n. 1: contrariamente a quanto vado scrivendo non sono in spiaggia sotto l’ombrellone e in costume bensì sotto le pale di un ventilatore che comunque non evita l’effetto Sahara, ottimo se non si avesse il tempo di fare un salto in sauna, della casa nella quale sono ben contenta di passare per la prima volta l’estate. Curiosità n. 2: ho letto questo libro nella sala stampa della Fiera del Libro di Torino aspettando uno scrittore che avrei voluto intervistare. Il fatto che lo abbia finito e che l’articolo dalla Fiera sia uscito senza accenni allo scrittore potrebbe suggerirvi la risposta: ma lui si è mai recato nel luogo dell’appuntamento per due domande anche facili? Meno male che c’è Hornby.
Nick Hornby Tutto per una ragazza (Guanda)
Sam vive nella periferia di Londra con la madre che lo ha concepito a sedici anni. Il padre se l’è data a gambe levate. L’Eroe è il famoso skater Tony Hawk o per meglio dire il suo poster. L’unico libro che ha letto ma bene tanto da saperlo a memoria è la sua autobiografia. Giovane campione conosce una donna, hanno un figlio, ci provano ma non funziona. In un gioco di trame ripetute nel tempo e nello spazio dopo le gravidanze della mamma di Sam e di Hawk e lo sfascio che ne è seguito tocca al protagonista. Fino al giorno prima adolescente interessato solo allo skateboard e agli amici poi innamorato, o convinto di esserlo, di Alicia. Sam e Alicia avranno un figlio e non ne saranno entusiasti. Il nuovo romanzo di Hornby, premiato da ottime vendite pur lontano dalla sua vena migliore, non è la versione maschile del film Juno o un’opera antiaborista. I personaggi passivi e velleitari, Alicia voleva fare la modella, cresciuti da genitori non meno passivi e velleitari accettano la gravidanza come un prezzo da pagare dopo una scopata. Il sesso è un obbligo perché poi a scuola che figura. E dell’amore non importa quasi niente a nessuno.
24/06/2008
Siamo tutti hipster
Dopo aver letto nel Foglio degli hipster di Brooklyn ho capito di aver trovato un agglomerato umano d’appartenenza. Oltre aspetti marginali quali aspirare alle arti, portare capelli sciolti + vestiti corti e non considerare un uomo che in un locale affollato ti abbia fissato in adorazione per meno di un quarto d’ora, mi sento hipster nell’anima per il lavoro. Niente di più bello che dichiarare invece del mestiere alimentare quello dei sogni. Nell’articolo si narra di giornalisti che si comportano da scrittori, editor da giornalisti e comunque nessuno che sia quel che dice di essere.
22/06/2008
Michelle Obama
“Riesco a fare del mio meglio quando posso essere il più possibile me stessa” (Io Donna). Siamo d’accordo e non solo perché Michelle Obama è à la page.
21/06/2008
Letture alte da ombrellone/Daniel Pennac
Iniziamo la serie ‘letture alte da ombrellone’ con l’anteprima di una recensione che uscirà nel Mucchio www.ilmucchio.it Il nuovo Pennac è un bel libro adatto anche alla spiaggia. Una volta iniziato non ci sarà bagnino, gelato, onda anomala o altra distrazione che ne impedisca il godimento.
Daniel Pennac Diario di scuola (Feltrinelli)
“Andavo male a scuola… Quando non ero l’ultimo della classe ero il penultimo. (Evviva!) Refrattario dapprima all’aritmetica, poi alla matematica, profondamente disortografico, poco incline alla memorizzazione delle date e alla localizzazione dei luoghi geografici, inadatto all’apprendimento delle lingue straniere, ritenuto pigro (lezioni non studiate, compiti non fatti), portavo a casa risultati pessimi che non erano riscattati né dalla musica, né dallo sport né da alcuna attività parascolastica.”
Il somaro in questione (asino, scaldabanco ecc.) è Daniel Pennacchioni ovvero Pennac. Nel nuovo libo racconta