31/05/2008

Books!

Consigli di lettura per un ponte. E sì, mi sento romantica.

Storia d’amore/1 André Aciman Chiamami col tuo nome (Guanda) 
Storia d’amore/2 Luis Leante Guarda come ti amo (Feltrinelli)
Romanzo storico + storia d’amore Alessandro Bertante Al Diavul (Marsilio)

di annarita at 09:37:00 Commenta:

31/05/2008

Il Sesso e la Città

Sex & The City ha cambiato il rapporto donne uomini. Difficile assomigliare alle newyorkesi del serial e del film. E non è questione di scarpe! Uno vede Carrie che a piedi nudi d’inverno, notte fonda, esce da un club e cerca un taxi. Gli uomini si convincono che non ci sia più bisogno di accompagnarci a casa. Poi arriva una macchina di lusso, finestrino abbassato, c’è il faccione di Mr Big. Sali, le dice. Lei sale. Mr Big, come molti uomini, non è perfetto e la farà penare. Allora le donne si convincono che soffrire per amore sia glamour cool hot. Intanto ognuna di quelle che hanno la mia età ha provato ad essere ognuna di loro. Samantha che scopa per scopare però sembra molto sola. Miranda che si comporta da dura ma poi frequenta uno più da pannolini che da club. Charlotte che prova ad avere un figlio e cerca la sua strada. E ovviamente Carrie quando alle due di notte aggiorniamo il blog, balliamo sole, rifiutiamo un passaggio, beviamo troppi aperitivi, andiamo alle feste con un copricostume nero. Continuando a mostrarci newyorkesi per piacere agli uomini soprattutto a quelli imperfetti.

di annarita at 09:22:00 2 Commenti

30/05/2008

Sulle scuole di scrittura creativa

Hanif Kureishi, romanziere, sceneggiatore, autore teatrale (“Se lavori per il teatro sei costretto ad uscire di casa e inizi ad odiare le persone. Poi riesci a tornare indietro e sederti in una stanza e scrivere), regista nonché docente di Creative Writing alla Kingston University, london-pakistano e come tale candidato a piacermi da matti, va al festival letterario più famoso del mondo http://www.hayfestival.com/wales/default.aspx e dice: “Una delle cose che noti quando accendi la televisione e al tg c’è la notizia di un allievo impazzito che ha impugnato un mitra nel un campus di una università americana è che è sempre uno studente di scrittura. E in particolare, quando questi corsi sono anche ‘creativi’ diventano i nuovi manicomi però gli alunni sono ben educati e ben vestiti... Gli studenti fantasticano di diventare autori di successo e non si riesce a convincerli che è un’illusione. In qualche modo usando la parola ‘creativa’ con la parola ‘corso’ li si inganna.”
Per chi è passato da queste parti http://www.scuolaholden.it/ e gli è piaciuto è una rivelazione! Andrea De Carlo, visto nella presentazione napoletana, e il giornalista scrittore Mark Sarvas da Los Angeles http://marksarvas.blogs.com/ sono d’accordo con Kureishi.

Fonti: Corriere della Sera www.corriere.it e The Guardian http://books.guardian.co.uk/story/0,,2282285,00.html

di annarita at 07:00:00 Commenta:

29/05/2008

Hyde Park Corner

Nell’Hyde Park Corner del Foglio trovate questo http://www.ilfoglio.it/hydepark/#speech574

e giuro che è vero. Ero a casa con andata/ritorno in giornata. La città sembrava Ginevra, un po’ più calda.

A Napoli non c'è spazzatura

So che mi dareste più credito dicendo di aver avvistato un ufo nel cielo di Napoli ma ieri sul mio percorso non ho trovato neanche un sacchetto, un cornicione di pizza solidificato, un topo! Certo, sembrava ci fossero cinquanta gradi ma potrebbe essere colpa dello smog e non della monnezza indifferenziata. Bisogna avvertire qualcuno, il Sindaco, l’Ufficio del Turismo, di rimettere i cumuli di spazzatura al loro posto altrimenti la CNN cosa riprende?

di annarita at 07:00:00 Commenta:

27/05/2008

Stato della musica in Italia

Un programma che dovrebbe lanciare cantanti li fa cantare in playback.
di annarita at 23:30:00 Commenta:

27/05/2008

Ancora Napoli

So che non ne potete più ma da quando ho visto Gomorra, e i giornali le televisioni ecc. si sono accorti che a Napoli c’è ancora la monnezza e non sono spuntati termovalorizzatori dal nulla, non riesco a pensare ad altro. Mi vergogno, costretta a dimostrare di non essere napoletana pur essendolo.
Il film di Matteo Garrone è sottotitolato. Direte, per i non napoletani. Però anche io avevo difficoltà a seguire i dialoghi. Direte. Certo, sono anni che sei lontana, hai dimenticato la tua lingua. Spiega tutto Raffele La Capria e, come sempre, ha ragione:Io che pure lo conosco non lo capivo. C’era dentro un’approssimazione orrenda, qualcosa di incompiuto, di sporco, di trogloditico, un sentore di violenza e di fogna. Eppure sono napoletani come me solo che trafficano di monnezza, con la camorra che li protegge e li soccorre come il generale Petraeus fa in Iraq.”
Sulla situazione della città: “I napoletani sono stati abbandonati a se stessi, sono refrattari alla distinzione tra bene e male.”
Le cause: Napoli non è una città, è una conurbazione ininterrotta, che invece di trovarsi in un vasto continente dagli spazi infiniti si trova nella regione più popolosa del mondo. E’ una megalopoli per la speculazione schifosa di una classe dirigente che non sapeva far altro che costruire un palazzo dietro l’altro, senza servizi, senza strade. Una periferia inimmaginabile dove si può vedere di tutto, un uomo nudo sul motoscooter, un ponte costruito a metà, ferraglia di vecchie auto disseminate come qualcosa di ornamentale… e che si aspettavano? Che tutta questa gente buttata in vicoli e favelas schifose si mettesse a fare la raccolta differenziata, come bravi americani nelle loro casette ben costruite?”
Non è vero che non se ne parli: “I napoletani di questo ne hanno parlato eccome. La descrizione dei granigli fatta dall’Ortese in ‘Il mare non bagna Napoli’ che è del 1953 non poteva essere più terribile. E dopo che hai letto ‘sto libro vai a costruire le Vele di Secondigliano? La colpa non è solo di Napoli e dei napoletani ma della classe dirigente italiana.
Prima o poi cambio argomento o chiamo la redazione del Foglio e ne parlo con loro!

Fonte Il Foglio www.ilfoglio.it

di annarita at 23:11:00 Commenta:

26/05/2008

Essere persone normali a Napoli

Non riesco quasi a pensare ad altro. Vedere Gomorra mi ha turbato. Questo articolo avrei voluto scriverlo io. Intanto ho raccolto l’invito del Direttore.
Eppure è l'intelligenza fatta città
Napoli, fatti viva sennò sei molto morta
Cercasi napoletano in grado di spiegare come mai quella è l’unica area urbana al mondo in cui non si riesce a smaltire la spazzatura
di Giuliano Ferrara dal Foglio www.ilfoglio.it

Se fossi napoletano mi vergognerei di me. Non tanto per i rifiuti, per la trasandatezza fatale della città, per la brutta figura eccetera. Napoli ha sempre scambiato con il resto del mondo, che la voleva scioccamente sorridente, un suo ghigno indecoroso che mi piace, che affascina ed è regale anche quando è laido, puzzolente. Mi vergognerei piuttosto per la totale assenza di una classe dirigente e per l’indulgenza con cui la città accetta di essere trattata, in mancanza di alternative, come una appendice coloniale fastidiosa e riottosa. I ministri arrivano in pullman, il governo è in visita all’estero, la conferenza stampa si farà nel palazzo dei Borboni, i proconsoli di lingua endogena abitano i loro appartamenti regionali e municipali ma sono virtualmente esclusi dalla vita pubblica, inabilitati anche alle campagne elettorali, il governo decide per via commissariale da dieci, quindici anni, e non risolve alcunché, adesso si è lodevolmente messo in testa di farla finita, attrezza soluzioni che deve militarizzare, le tiene segrete fin che può, poi giù un po’ di botte contro la ribellione della monnezza.
Uno si domanda: ma c’è a buon bisogno un napoletano di grido, uno straccio di scrittore, di professionista, di magistrato, di accademico, un capopopolo, un filosofo, un armatore, un poliziotto, un magistrato, un calciatore, un bandito, un giornale, un ex prefetto, una lega di donne, un sindacato, una comunità religiosa, un prete, un cristiano come tanti che sappia prendere in mano, non la città, certo, che è fuori controllo da secoli, ma almeno il discorso sulla città? C’è qualcuno che sia in grado di dare un qualunque significato a quello che succede? Questo è l’impudico disastro di Napoli, inquietante e osceno, non il fatto che non si risolvano i problemi, bensì il fatto che la città ha perso la voce, non fa più nemmeno rumore, trasmette l’onda piatta e decerebrata della morte urbana, della fine della fantasia, pure quella in discarica come tutto.
Eppure Napoli è l’intelligenza fatta città. Da sempre è così che ne conosciamo e onoriamo la bellezza, la prestanza culturale, l’ambizione piena di smagata capacità di affabulazione, di persuasione, tutti sempre convinti, edotti, fatti furbi e anche fessi dal Gran Signore Napoletano charmant capace di spiegare l’inspiegabile. Napoli è una delle grandi anime di questo paese, un suo profilo liberale e borghese e giacobino ma anche aristocratico e schiettamente reazionario, ma sempre ben intagliato nel fiume della parola napoletana, e davvero se quell’anima dovesse rivelarsi mortale il declino del corpo nazionale che la contiene e nutre sarebbe senza speranza.
Cercasi napoletano o gruppo napoletano in grado di spiegare come mai quella è l’unica area urbana al mondo in cui non si riesce a smaltire la spazzatura. Accettasi ogni tipo di spiegazione, anche irridente, surreale, provocatoria, purché si interrompa un lungo e sinistro silenzio. Non tollerasi che tutto finisca con grevi scazzottate con la polizia di don Silvio Berlusconi intorno a dei buchi dove ricoverare le deiezioni della città. Napoli si faccia viva, sennò è molto morta.

di annarita at 07:00:00 Commenta: