09/04/2008

Premi Pulitzer 1/Junot Díaz

Non credo che i Premi Letterari siano sempre trasparenti e meritocratici e che vadano ai libri migliori però fanno scoprire nuovi autori.
Quest’anno il Pulitzer per la Narrativa è stato assegnato a Junot Díaz per La breve favolosa vita di Oscar Wao (Mondadori). Díaz, quarantenne, nato a Santo Domingo emigrato da bambino nel New Jersey, ha cercato con determinazione e impegno di trasformare l’America nel Paese che realizzi ogni sogno. Nel suo caso la salvezza passa per leggere, tanto e di tutto usando i testi della biblioteca a quattro miglia a piedi da casa, e scrivere. Il percorso di formazione e fuga dalla miseria non privo di costi è narrato con non rinnegati accenti autobiografici e realistica crudezza nel romanzo fresco di Pulitzer: "La breve e favolosa vita di Oscar Wao": già dal titolo si capisce che il romanzo non avrà un lieto fine classico. Ma non importa. Perché la vita di Oscar - ribattezzato Wao da un amico dominicano che storpia il nome di Wilde è davvero favolosa. Da favola. Da favola letteraria, magica e realistica al tempo stesso. Nasce e cresce nel New Jersey, il grasso, poco attraente, intelligente e parecchio eccitato Oscar. Sua madre Belicia è una ex reginetta di bellezza scappata da Santo Domingo perché perseguitata dal clan del dittatore Trujillo, la sorella, Lola, è una ragazza dolce, assennata e insieme spericolata come tutte le dominicane di Diaz. L'intero albero genealogico di Oscar, come quello di altre migliaia di dominicani, è composto da figure torturate, espropriate, martirizzate.
Ci sono voluti undici anni da una raccolta di racconti acclamata dalla critica (in italiano Drown, Bompiani, quasi introvabile), molto lavoro e la più potente agente del mercato editoriale americano, Nicole Aragi, per capire che la storia da raccontare non era solo quella della sua famiglia ma di tutto il popolo domenicano oppresso da un dittatore finanziato dallo stesso paese che poi regala la seconda opportunità. L’autore: “C’è quel momento in Blade runner quando il replicante dice ‘Ho visto cose che voi umani non potreste mai immaginarvi’. Io ho visto genitori infedeli, gente senza lavoro, bambini abbandonati, professori di quarant’anni andare a letto con allievi quattordicenni, poliziotti dormire in macchina mentre interi edifici andavano in fiamme a un isolato di distanza. Forse non è un mondo eccezionale ma è qualcosa che in televisione non si vede e che non trovavo neanche nei libri che leggevo. E mi uccideva il pensiero che se fossi morto nessuno avrebbe saputo del mondo in cui io e i miei amici eravamo cresciuti.”
E sì, mi è venuta una gran voglia di leggere questo libro.

 

http://www.pulitzer.org/

 

http://www.corriere.it/

 

http://www.internetbookshop.it/hmepge.asp?
di annarita at 07:00:00 Commenta: