04/04/2008

Come si diventa scrittrici

A cosa servano i blog e come si diventi scrittrici lo spiega Diablo Cody, sceneggiatrice da Oscar con il film Juno (consigliato). La sua doppia vita prevedeva spogliarelli altro che letterati precari. E sì, anche a me sarebbe piaciuto!
Buona lettura.

Dal Giornale Juno, parla Diablo Cody “Così è nato il film delle polemiche”
di Claudia Laffranchi

...È lì che Brooke Busey si è trasformata in Diablo Cody?
«No, mi esibivo sotto altri nomi. Diablo Cody è un nomignolo che mi sono inventata per il mio blog. Visto che scrivevo cose provocatorie non volevo che qualche pazzoide conoscesse il mio vero nome e venisse a cercarmi a casa».
E invece il blog le ha cambiato la vita.
«Sì, perché un bel giorno mi chiamò Mason Novick, uno dei produttori del film, dicendo che era da sei mesi che leggeva le mie elucubrazioni e che le trovava molto divertenti. Mi chiese se per caso non scrivevo anche sceneggiature. Gli dissi che ci avevo pensato ma che non l’avevo mai fatto, ma che avevo scritto un libro ispirato alle mie esperienze nel mondo del sesso, Candy Girl. Lui lo lesse, lo mandò a un agente che mi trovò un editore, e mi propose di scrivere una sceneggiatura. Accettai e decisi di cercare una storia originale, che non avevo mai visto al cinema: così ho pensato all’adozione aperta. Sono partita con l’immagine di questa ragazzina che fa praticamente un provino agli aspiranti genitori del bambino che ha in grembo, e da lì ho scritto il copione da un punto di vista istintivo, parlando come la gente parla davvero, anche perché non avevo mai seguito un corso di sceneggiatura. L’ho finito in pochi mesi e sono stata fortunata perché Juno fu comperato e portato sullo schermo senza cambiamenti. Un miracolo».
Internet le ha portato fortuna.
«Sì, ho trovato il mio ex marito su internet e sono stata scoperta su internet. Non sarei qui se non fosse per il miracolo dei blog, che permette alla gente di scrivere anche senza editore. Adesso però voglio staccarmi dal web perché sono dipendente, spreco troppo tempo online mentre dovrei scrivere, e credo che la mia produttività ne abbia sofferto».
Pensa che avrebbe avuto lo stesso successo se avesse avuto un background diverso?
«No, forse non sarei nemmeno diventata una scrittrice se non avessi fatto la stripper. Mi è sempre piaciuto scrivere, ma non ho mai pensato potesse diventare una carriera, dalle mie parti nessuno vive di scrittura. E sicuramente non avrei avuto lo stesso successo. Per farti notare in questo business devi lanciare un razzo nel cielo, e il mio ex lavoro è stato il razzo. Il sesso vende»...

Fonte Il Giornale www.ilgiornale.it

 

 

di annarita at 07:00:00 Commenta: