31/03/2008
Tra Napoli e il resto del mondo
Di che colore sono le città? Napoli, scrive il grande Raffaele La Capria, una delle mie passioni letterarie, è blu-argento come il glorioso Teatro San Carlo prima dell’incendio e della ricostruzione in rosso-oro “più eclatante ma di gusto meno raffinato”. Quale idea di città si nasconde dietro i colori? “Certo, il blu-argento è elegante, severo ma è anche borbonico e fa nascere in molti la nostalgia di una Napoli Nobilissima, vagheggiata e lontana.”
E in anticipo sulle ridicole posizioni cinesi contro la mozzarella, un paese che calpesta con ogni mezzo i diritti umani e le regole si permette di vietare prodotti alimentari che non hanno alcun legame con la loro tradizione culinaria, come siamo diventati noi napoletani nelle splendide parole di La Capria emigrato tra gli emigranti e non cambia molto che la valigia sia di marca e non di cartone e le mete altisonanti (Roma, Milano, New York!). La napoletanità di questi tempi è una condizione pesante, quasi una colpa, quasi una vergogna.
“La Napoli di oggi sembra non appartenerci più e sono i napoletani stessi ad averla resa estranea a sé, a non riconoscerla, ad aver perso quell’identità che li sosteneva. Quella nostalgia cui accennavo è tanto più forte oggi che Napoli si sente disprezzata e avvilita, messa alla gogna senza pietà e a volte con sollazzo, davanti a tutto il mondo; e però con la sensazione che questo suo destino sia immeritato e ingiusto, e che spesso la esponga al calcio dell’asino dei media, quando la vera responsabilità è innanzitutto di chi l’ha mal governata. Che ne sanno veramente di Napoli tutti quegli italiani che la vedono come una palla al piede, e che l’hanno sempre sottovalutata e disprezzata? Vedono solo camorra e malcostume, niente della sua bellezza sepolta dalla monnezza, niente di quello spirito che da sempre la anima e che tanti napoletani ancora custodiscono. Ecco, il pericolo è questo, che Napoli offesa e troppo maltrattata si chiuda risentita in se stessa, e mandi al diavolo tutti. Che preferisca separarsi da tutti, che voglia leccarsi da sola le sue ferite. Ma la verità è che non può, perché da sola non potrebbe mai farcela, non ne ha la forza morale e la possibilità materiale. E dunque dilaniata dalla vergogna e da questi sentimenti contrastanti di rivalsa, vede desolata la monnezza che inesorabile s’accumula, confermandole per l’ennesima volta l’irrisolvibilità di tanti problemi che l’assillano.”
Dal blu-argento ai sentimenti di rivalsa!
Fonte Corriere della Sera www.corriere.it