03/03/2008
Psicohappyhour: nel territorio dell’anima bevendo prosecco
Tra addetti ai lavori è la lamentela preferita. Non si fanno inchieste. Dobbiamo fare più inchieste. In passato facevamo inchieste. Faremo inchieste. Ho pensato di colmare questa effettivamente esecrabile lacuna infiltrandomi al primo Psicohappyhour d’Italia, aperitivo con seduta di analisi collettiva, sotto le sembianze di bevitrice/soprattutto mangiatrice con amica cronista camuffata da bevitrice/mangiatrice. PS per Fabrizio Gatti, giornalista dell’Espresso, autore di famosi reportage realizzati fingendosi addetto alle pulizie, immigrato clandestino, raccoglitore di pomodori. Quando vuole le spiego i miei segreti. Scriva un commento e la contatterò.
Ecco cosa abbiamo visto e capito di noi stesse.
Buona lettura.
Psicohappyhour: nel territorio dell’anima bevendo prosecco
A Milano Chiara Baietto, Fausto Girone e Giorgia Notari, psicologi e psicoterapeuti, http://www.indivenire.it/index.html hanno lanciato lo Psicohappyhour, variante socialmente utile e non meno divertente dell’aperitivo rinforzato che da queste parti è un culto. Dopo aver mangiato e bevuto, molto e bene, si assiste ad una conferenza tenuta dagli ideatori della serata su un tema sensibile. Noi: le emozioni, lo stress, l’autostima e il rapporto con il proprio corpo. Noi verso gli altri: la comunicazione, l’ambiente di lavoro e il mobbing, settore nel quale Baietto Girone e Notari sono specializzati, il conflitto in ambito familiare, la dipendenza affettiva, il rapporto di coppia, l’innamoramento e la sessualità. Il tutto in un locale storico, La vecchia latteria, pochi tavoli e buona cucina (se siete a dieta arrivate direttamente per l’analisi di gruppo, eviterete di desiderare un centinaio di sfogliatine di mele o una ventina di mozzarelle mignon). Con un’amica, che ha scelto di farsi chiamare Dolores, siamo andate a vedere lo psicoaperitivo intitolato “Perché mi piaci?”, questione che in sé avrebbe bisogno di un intero festival della mente... In un paio d’ore, ammorbidite dal trionfo alimentare e alcolico, abbiamo avuto conferma di non sapere. Siamo delle principianti dei sentimenti! La parte ‘psico’ si è svolta in una piccola galleria d’arte confinante con il locale dell’happyhour. I terapeuti, interagendo con il pubblico, hanno cercato di approfondire cosa faccia provare attrazione e a volte innamoramento. Le conclusioni? Quelle di sempre. Lei/lui devono essere intelligenti ma anche dotati di bel culo/bel corpo/bel viso. Dolci ma intraprendenti (va bene non provarci alla prima uscita però alla seconda…). Protettivi e materni, dipende dal sesso. Spregiudicati ma educati (se uno ti invita a cena, ti porta a letto e poi sparisce come minimo si becca una pubblicità negativa che potrebbe rovinarlo!). Insomma, è di nuovo venuta fuori la creatura mitologica della donna-uomo: genere femminile, ostentata indipendenza dal maschio assassino salvo capitolare al primo che la chieda in moglie. Ovvero dell’uomo-donna: genere maschile, ostentata sensibilità a shopping, cellulite e moda salvo scegliere la prima che non lo costringa a dire continuamente no, non ti trovo ingrassata e che non gli faccia troppe domande. Insomma, non è che allo Psicohappyhour sia come dagli Alcolisti Anonimi. Dolores, pur avendomelo preannunciato, non si è alzata in piedi rivelando “amo solo uomini che assomigliano a mio padre!” Scena che dagli Alcolisti Anonimi sarebbe seguita da pianto liberatorio e abbraccio collettivo e confessione multipla di casi simili. Il clima non lo permetteva. Milano è pur sempre una città spietata e cinica. Mantenere il controllo, reprimere l’emotività, a qualunque costo.
Piuttosto l’iniziativa è sembrata la prova di quello che, in maniera meno semplificata, potrebbe essere un percorso dentro e fuori noi stessi. Tornati a casa vien voglia di chiamare Baietto Girone e Notari, i numeri sono sul sito dello studio professionale. Continuare a chiedere loro perché qualcuno ci piaccia, chi siamo, dove andiamo, cose così da Massimi Sistemi.
Il prossimo appuntamento è il 3 aprile, “Io sono, io voglio, io posso!”, su come superare le insicurezze. Vado ad iscrivermi.