16/02/2008

Madonna (sui sogni)

Madonna nella sua parte migliore e peggiore è la madeleine dei miei quindici anni. Cercavo una visione del mondo, delle cose. Una madeleine piuttosto inquieta pensando ad allora.
Ha presentato al festival cinematografico di Berlino Filth & wisdom (più o meno Sporcizia e saggezza), diretto da lei o da chissà chi dicono i critici stupiti di quanto sia riuscito. Un immigrato ucraino con aspirazioni canore, una ballerina classica, un’infermiera ossessionata dall’Africa e un poeta cieco. Il cantante cerca il successo con una canzone tratta dai versi del poeta e nel frattempo soddisfa fantasie erotiche  (volete essere cavalcati come un cavallo o sgridati come uno scolaretto? basta pagare!). La ballerina fa la casta lapdancer. L’infermiera ruba medicinali per i bambini africani. I compromessi sono necessari per realizzare i sogni? Conosciamo la risposta (e se non aveste capito, sì!). Un film autobiografico ispirato agli inizi della carriera. Madonna non smentisce: “Sono cresciuta come danzatrice, miglia di ragazze volevano fare lo stesso mestiere. Ho raccontato tre diverse personalità obbligate ad avere un lavoro solo per tirare avanti con la speranza di realizzare un giorno i loro sogni. Ho raccontato che la vita è una battaglia. Il dualismo fa parte della mia vita. Sono cresciuta nel Mid West, mentalità ristretta, non ti incoraggiano ad essere differente. Ho conosciuto un maestro gay, mi ha fatto capire cosa voglia dire accettarsi, mi sono sentita a casa. Se mi aveste chiesto cos’era la felicità trent’anni fa avrei risposto la possibilità di sopravvivere a New York e l’idea che la mia voce potesse essere ascoltata. Oggi la felicità per me è la riconoscenza.”    


Fonte www.corriere.it

di annarita at 17:22:00 Commenta: