23/01/2008

Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer? / Simone Sarasso

In tanti mi hanno chiesto di raccontare Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer? L’ho fatto brevemente qui. Troppo dentro e appassionata per riuscire a spiegare le sensazioni che sto provando. Esempio n. 1: dopo l’intervista in diretta con Marino Sinibaldi a Fahrenheit (grazie e grazie alla redazione!) mi sono dovuta chiudere in bagno (tendo ad avere reazioni emotive!) e la stessa intervista l’ho fatta un po’ bloccata, intimidita, ridendo in sottofondo per le brillanti considerazioni di Tommaso Labranca collegato in contemporanea. Esempio n. 2: per alcuni giorni non dormivo non mangiavo non avevo sonno e fame poi sono andata a letto alle dieci tra un biscotto e l’altro e relativi sensi di colpa.
Leggendo il racconto che lo scrittore Simone Sarasso ha pubblicato nel suo blog sono tornata alla prima ‘serata booktrailer’ italiana quando ho riscattato, in parte, l’adolescenza schifa dedita allo studio di pareti e tappezzeria delle case dove si svolgevano feste al suono di “dreams are my reality” con l’incubo che nessuno mi invitasse a ballare, come poi accadeva. La sera del 17 gennaio sono stata la regina della festa almeno finché non ho tolto le scarpette e l’abito da ballo.
Ecco la prima edizione di Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer? secondo Simone Sarasso (grazie!) con il quale avrei voluto parlare di più. Dovevo selezionare i booktrailer per la proiezione e non potevo distrarmi!

Giovedì 17 gennaio, Serata Booktrailer alla Sherlockiana http://www.gialloandco.it/home.htm
di Simone Sarasso da http://confinedistato.blogspot.com/

Inizio serata previsto per le 21.00, un sacco di ospiti in cartellone, solita ansia da ritardo: per non saper né leggere né scrivere, il gruppo “dalla provincia con furore” preferisce la partenza intelligente.
Ore 18.50 siamo già in strada. Gruppo monco, formato soltanto dal sottoscritto e da Matteo Bellizzi (Daniele Rudoni non pervenuto: ancora in viaggio da Shangai), ma ricco di determinazione.
Determinazione già smorzata dieci chilometri prima della barriera: traffico allucinante, coda chilometrica.
Nonostante il navigatore riusciamo a perderci nei meandri di Corso Sempione, ma alla fine un parcheggino lo troviamo.
Due passi a piedi ed eccoci alla Libreria del Giallo.
Colpo d’occhio impressionante, folla inumana. Il numero 1 di via Peschiera non è mai stato così imballato di gente. In realtà non è del tutto vero, mi svelerà la Tecla a fine serata. In altre due occasione ci fu un’affluenza comparabile: per Guccini e per Camilleri. Come a dire che la serata è veramente delle grandi occasioni.
La ressa è importante, ma è quasi ora di cena, e nulla può fermare gli indomiti e affamati Sarasso e Bellizzi.
Sgomitando sgomitando riusciamo ad accaparrarci un piattino di zampone e lenticchie e una porzioncina di riso giallo.
A pancia piena (oddio, proprio piena…) si ragiona meglio e c’è tempo per le chiacchiere.
Accorsi per l’occasione ci sono un sacco di amici che non vedo da tempo: uno su tutti, un vecchio compagno di fatiche dei tempi dell’Eco della Stampa (ebbene sì, cari lettori, tempo addietro avevo un lavoro onesto e facevo il pendolare Vercelli-Milano sei giorni alla settimana. Abbandonai – ormai quasi cinque anni fa – il posto fisso nella più prestigiosa agenzia di stampa milanese per mettervi a scrivere. Ma, come dice il maestro Lucarelli, questa è un’altra storia…). Anche lui, come me, ha rinunciato da tempo al ruolo di lettore per passare dall’altra parte. Ora scrive per www.wuz.it. Baci, abbracci, ricordi e un sacco di cazzate sparate tra una Marlboro e un bicchiere di skipper all’arancia (la folla assetata aveva già prosciugato tutte le riserve alcoliche di madame Dozio).
Inizia la proiezione dei booktrailer ma la calca è tanta che non riesco a entrare. Fuori con me restano parecchi amici conosciuti su www.anobii.com e una troupe di Sky. Ne approfitto per un’intervista e per conoscere finalmente le facce che si celano dietro ai nick con cui interagisco da settimane sullo splendido sito libresco.
Arriva Gianni Fantoni, vera star della serata, e da autentico VIP sfoggia un look super-understatement: cappello da baseball, occhiali e barba lunga. Vien da pensare che impersonerà il “suo” Micheal Moore.
Ma il gran magma della libreria lo fagocita in fretta e se ne perdono le tracce quasi subito.
Non lo ritroverò più, con grande rammarico non riuscirò a chiedergli la tanto sospirata imitazione del pomodoro…
A un tratto sento la padrona di casa che sbraita “SARASSO! SARASSO!” dal microfono: è il nostro momento.
Insieme a Matteo ci facciamo largo sino al palco improvvisato, a due metri dal video proiettore e dal telo bianco. Due parole due e parte la musica del trailer di CONFINE DI STATO, accompagnata dalle immagini d’epoca e dalle esplosioni (che siamo dei tamarri l’avete capito, no? Chi non si fosse ancora fatto un’idea di quanto siamo maranza, può dare un’occhiata al video, qui).
Il pubblico applaude, sembra gradire davvero.
Il resto della serata, va detto, Matteo è stato molto più disciplinato del sottoscritto. Io mi sono un po’ perso tra le chiacchiere con amici scrittori (Massimo Rainer, Paolino Roversi; ecc..) e non (l’anobiano Mauro, la leggenda vivente Tommaso Labranca, il giornalista Serino). Di booktrailer non ne ho visti molti, vuoi per le chiacchiere, vuoi per la calca, vuoi perché, in un modo o nell’altro, i filmati in concorso li avevo già adocchiati in rete. Il contest è stato vinto dallo spettacolare video di Montezuma Airbag Your Pardon, realizzato da Antonello Schioppa e Davide Catallo. Il premio, che io e Matteo abbiamo invidiato con bramosia, consisteva in due fichissime t-shirt commemorative della serata. Pezzi unici di straordinaria fattura, creati appositamente. Fortunatamente il premio non ci è stato assegnato perché avremmo avuto qualche difficoltà a indossarlo. Non tanto per l’orgoglio (ne saremmo stati fieri), quanto per la misura: entrambe le T-shirt erano taglia M…
Fine della serata in compagnia dell’ottimo tiramisù di casa Roversi, del Cuba Libre spuntato da chissà dove e dell’ottimo Biondillo (manifestatosi a sorpresa verso le nove e mezzo e mimetizzatosi nella calca fino alla fine della bagarre…). 
Tanto divertimento e tanta buona compagnia.
Se mi sono dimenticato di citare qualcuno, non vogliatemene: non è davvero mancanza di tatto ma è l’Alzheimer che galoppa a briglia sciolta.

di annarita at 21:20:00 Commenta: