08/01/2008

La citta del liquame/2

Il più bel libro sulla città lo ha scritto molti anni fa ma è sempre attuale, a parte la monnezza, Raffaele La Capria che dalle pagine del Corriere analizza la situazione spazzatura con il consueto acume. Copierei e incollerei tutto il testo ma sembra che su Internet si debba essere brevi e veloci. Eccone l’incipit. Trovate l’articolo qui www.corriere.it
Buona lettura.

Cari napoletani, colpa anche nostra
di Raffaele La Capria

Io so. Così iniziava un famoso articolo di Pasolini. Lui sapeva o presumeva di sapere, insomma aveva un'idea precisa nella testa di quel che era il Palazzo del potere. Ma io come posso cominciare questo articolo sulla monnezza a Napoli, come posso se non con un accorato: Io non so. Io non so, non capisco, eppure vorrei sapere, per scrivere, per far sentire il mio cordoglio per quel che avviene a Napoli, perché, pur non vivendo a Napoli da più di mezzo secolo, Napoli fa parte di me, della mia memoria, e dunque tutto ciò che avviene a Napoli, nel bene e nel male, mi riguarda. Tempo fa, più di dieci anni fa, avevo scritto: «Napoli è una città intellettualmente vivace, dicono. Mostre, convegni... poi esci dalla mostra e dal convegno e ti ritrovi con sdegno in una strada così lontana dalla cultura a causa della lordura, che inevitabilmente sei portato a pensare: Ma non sarebbe meglio, in nome della cultura, cominciare prima a pulire il vico (vicolo) e poi occuparsi del Vico (autore de " La Scienza Nuova ")? » Ma questi sarcasmi che allora compensavano la mia indignazione oggi non bastano più, torna meglio quel detto di Nietzsche: «Nessuno mente più dell'indignato».
Allora per non assumere la parte dell'indignato riprendo il discorso da dove lo avevo lasciato e ricomincio: Io non so. Io vorrei sapere, ma non so. Io non so perché a Napoli si sia arrivati al punto in cui si è, non so come è potuto avvenire, per quali meccanismi perversi si è potuto arrivare, sotto lo sguardo del sindaco, dei commissari, degli amministratori e dei circa due milioni di abitanti che conta la città, fino al punto in cui si è. Com'è stato possibile? Qualcuno avrebbe dovuto spiegarcelo.

di annarita at 22:16:00 Commenta: