07/01/2008
L’odore del liquame
Il primo premio della lotteria è stato venduto a pochi metri da casa (no, non abbiamo rischiato di vincere).
Per il resto sembra che la città odori di pomodori marci, verdura rancida, arance ammuffite, rifiuti tossici. Calcutta, dicono. E’ peggio di Calcutta, dicono. Si deve essere veramente bastardi per ridurre così uno dei luoghi più belli del mondo (e gli amministratori locali che fanno? minimizzano, si palleggiano le responsabilità, fanno spallucce). Quando avevo vent’anni gli amici andavano spesso a mangiare in una piazza tra le più inquinate della città, situata proprio allo sbocco di uno dei tunnel più inquinati della città. In inverno si stava all’interno del locale. Dopo, i vestiti andavano direttamente in lavanderia, odoravano di crocchette e olio per friggere. D’estate il locale metteva dei tavolini nella piazza vicina al tunnel. Dopo, i vestiti andavano direttamente in lavanderia, odoravano di smog. Cercavo di non frequentare quel ristorante per questo problema dei vestiti (ci ho sempre tenuto molto). Qualche volta ho ceduto ma non ricordo attorno a me cumuli di spazzatura. Aromi culinari e monossido di carbonio ma non rifiuti tossici tra una mozzarella e un calamaro. I giovani napoletani racconteranno tra dieci anni che giocavano nella monnezza, che si nascondevano dietro i cassonetti incendiati per dare i primi baci. E scriveranno libri che venderanno molto perché a parlare di Napoli non si sbaglia. E comunque l’odore del liquame si sente anche a mille chilometri di distanza (gli amministratori locali minimizzano).