30/01/2008

Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer? on tour/Anteprima

Dopo il successo dell’anteprima italiana del 17 gennaio a Milano arriva a Piacenza martedì 18 marzo (dalle ore 21) al caffé letterario/pub Baciccia (V. Dionigi Carli 7) la prima tappa del Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer? on tour. Una serata happening con la proiezione dei video tratti dai libri commentati da scrittori, registi e esperti del fenomeno ‘booktrailer’.  Scoprirete che i libri tradotti in immagini hanno il fascino di veri e propri corti cinematografici. Aspettando il primo BOOKTRAILER FESTIVAL che si terrà a Milano nel mese di settembre 2008.
La ‘serata booktrailer’ di Piacenza è organizzata da me con la scrittrice Barbara Garlaschelli e Lorella Demicheli (Librerie.coop). Il loro entusiasmo è contagioso!

Ecco i primi nomi:

Arianna Giorgia Bonazzi (scrittrice); Paolo Bianchi (giornalista, scrittore, traduttore); Nicoletta Vallorani (scrittrice); Elisabetta Bucciarelli (scrittrice); Monica Viola (scrittrice); Alessandro Golinelli (scrittore); Maurizio Matrone (scrittore); Paolo Roversi (scrittore); Giancarlo Pagani (scrittore); Patrick Fogli (scrittore); Giulio Mozzi (scrittore, talent scout narrativo) e Demetrio Paolin (scrittore); Paolo Colagrande (scrittore); Vittorio Curtoni (traduttore, scrittore, giornalista); Peter James (scrittore), Silvio Mason (autore), David Zampieri e William Angiuli (attori); Marco Candida (scrittore); Keitai (produttore di booktrailer); Roberto Valentini (scrittore); Andrea Villani (scrittore e artista per ‘intervocazione’); Dimitri Sardini (scrittore); Angelo Calvisi (scrittore); Giovanni Zucca (scrittore, traduttore); Daniela Losini (web journalist) e molti altri.

Per informazioni contattate me e Barbara Garlaschelli, qui http://barbara-garlaschelli.splinder.com/

di annarita at 21:35:00 2 Commenti

28/01/2008

La prima volta (da intervistata in diretta sul web)

Emilia è una bella ventenne molto più brillante di come vorrebbero farci credere siano i ventenni. Abbiamo bevuto un tè e un caffé americano in un elegante bar di Viale Regina Margherita. Poi invece di parlare tra noi di uomini, scarpe e cellulite, che infatti non ci riguarda, Emilia ha tirato fuori un computer con Internet e mi ha intervistato per c6 tv www.c6.tv su Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer? e sul Booktrailer Festival.
Grazie a lei e a Paola e Francesca!
Uno degli aspetti belli di queste esperienze è la collaborazione femminile. La serata del 17 gennaio è stata fatta alla Libreria del Giallo di Tecla e le case editrici che hanno aderito con più entusiasmo sono dirette da donne.
E’ divertente e emozionante ogni tanto trovarsi nella posizione di chi in diretta e mettendoci la faccia debba rispondere alle domande invece di farle.

di annarita at 19:58:00 2 Commenti

28/01/2008

Roba

Sono alle prese con gli ennesimi trasbordi di roba. Scatoloni ti osservano nel buio come predatori. Le persone, gli oggetti, vogliono spazio ma lo spazio non basta mai. Anche per me a volte sembra non esserci posto. Uno tra tanti che cercano la terra promessa, uno tra tanti nomadi globalizzati con il computer sottobraccio.

di annarita at 19:39:00 Commenta:

27/01/2008

Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer?/ TG1 Bejamin

Nella rubrica di libri del TG1, Benjamin, ci sarà un servizio su Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer? (Rai1 ore 01.00).

 

Grazie molte a Dario Biagi e alla troupe. Sul comodino ho il suo ultimo libro,  Il dio di carta. Vita di Erich Linder (Avagliano).

 

 

Questa è la trama (fonte www.ibs.it):

 

Erich Linder (Leopoli 1924 -Milano 1983) è stato il più potente agente letterario italiano ed europeo del dopoguerra e, con ogni probabilità, il più grande agente letterario di sempre. Per oltre trent'anni, a capo dell'Ali, Agenzia letteraria internazionale, ha dominato il mercato editoriale arrivando a gestire diecimila autori: i più importanti del mondo, da Brecht a Thomas Mann, da Salinger a Roth, e i più importanti in Italia, star del giornalismo comprese. Partito dal nulla diventò arbitro assoluto del mercato dei bestseller, tanto da guadagnarsi il soprannome di Metternich dell'editoria. Ebreo polacco, ma austriaco per formazione e cittadinanza, tanto duro e determinato nel lavoro quanto generoso e vulnerabile negli affetti privati, Linder si stabilì negli anni Trenta a Milano dove mise a frutto le sue straordinarie doti linguistiche (padroneggiava quattro, cinque lingue) traducendo vari romanzi. Partecipò all'avventura delle Nuove Edizioni Ivrea, la casa editrice fondata da Adriano Olivetti. E poi, dopo rocambolesche peripezie per sfuggire ai nazifascisti, entrò all'ufficio estero della Bompiani. Questa biografia, basata su materiali assolutamente inediti (carteggi, archivi, testimonianze), ricostruisce per la prima volta il lavoro del traduttore e promotore culturale, le romanzesche vicissitudini del periodo bellico e i rapporti d'odio e d'amore intercorsi tra Linder e i maggiori scrittori ed editori italiani: Arbasino e Calvino, Feltrinelli e Garzanti.

 

di annarita at 12:15:00 1 Commento

26/01/2008

Sul Mucchio

Sul Mucchio di gennaio c’è anche la recensione del nuovo romanzo di Michael Chabon, Il sindacato dei poliziotti yiddish (Rizzoli), uno strano thriller ambientato in Alaska. L’ingarbugliamento finale delle vicende narrate è attutito da talento e bella scrittura di Chabon. Il titolo del libro non è spiegabile senza rivelare troppo, per saperne di più leggete o scrivetemi!

“Landsman parcheggia la Super Sport nello spazio dietro i cassonetti della spazzatura che col tempo ha finito per considerare suo anche se qualcosa gli dice che un uomo non dovrebbe arrivare a provare sentimenti di affetto nei confronti di un parcheggio”.
Tempi strani per essere ebrei a Sitka (Alaska) dove confluirono i sopravvissuti all’Olocausto e alla fantomatica devastazione di Israele nel 1948 ad opera dei paesi arabi. Nel romanzo siamo prossimi alla Restituzione. Le terre occupate dagli ebrei devono tornare all’Alaska e più di tre milioni di persone, tranne pochi che resteranno, devono mettersi in cammino. Per dove non si sa.
Nell’Alyeska di Chabon si parla yiddish (americano, tedesco, russo, polacco, ungherese…) e il freddo non impedisce di violare ripetutamente la legge. Meyer Landsman, poliziotto e ex marito di Bina suo attuale capo alla Sezione Omicidi, non si è ripreso da una mancata maternità che ha mandato all’aria il loro matrimonio e il suo equilibrio psichico. L’Hotel Zamenhof non è l’Hilton ma al detective va più che bene per sbronzarsi tutte le notti addormentandosi in mutande e calzini. E’ in una delle stanze dello Zamenhof che viene ucciso un ebreo registratosi come Emanuel Lasker poi rivelatosi il nome di un famoso scacchista. Zero indizi. Il caso è subito archiviato ma Landsman continua le indagini, sente che rappresentano la sua risalita dagli inferi.
Poiché il giallo inizia a svelarsi verso la duecentesima pagina possiamo anticipare solo che le coincidenze non sono tali se l’autore sa scrivere e Chabon è una garanzia. Cosa lega il detective, la vittima (chi era veramente?), la sorella del detective morta in un incidente aereo e gli scacchi? Sullo sfondo un improbabile Messia, gangster ortodossi, rabbini con attività equivoche, eschimesi per metà ebrei (Berko, cugino e collega di Landsman) e pietanze ipercaloriche per difendersi dal gelo del Golfo dell’Alaska. Non il solito serial killer con l’infanzia difficile.

di annarita at 12:04:00 2 Commenti

24/01/2008

Moratoria elettorale

Propongo la sospensione delle libere elezioni italiane per palese inutilità. In alternativa propongo la moratoria dei manifesti elettorali. Non inorridite al pensiero che le strade siano nuovamente coperte di volti fintamente sorridenti in cerca di voti?
Lo stato d’animo è di chi lavora night&day e ogni tanto è stanco.

di annarita at 23:07:00 Commenta:

23/01/2008

Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer? / Simone Sarasso

In tanti mi hanno chiesto di raccontare Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer? L’ho fatto brevemente qui. Troppo dentro e appassionata per riuscire a spiegare le sensazioni che sto provando. Esempio n. 1: dopo l’intervista in diretta con Marino Sinibaldi a Fahrenheit (grazie e grazie alla redazione!) mi sono dovuta chiudere in bagno (tendo ad avere reazioni emotive!) e la stessa intervista l’ho fatta un po’ bloccata, intimidita, ridendo in sottofondo per le brillanti considerazioni di Tommaso Labranca collegato in contemporanea. Esempio n. 2: per alcuni giorni non dormivo non mangiavo non avevo sonno e fame poi sono andata a letto alle dieci tra un biscotto e l’altro e relativi sensi di colpa.
Leggendo il racconto che lo scrittore Simone Sarasso ha pubblicato nel suo blog sono tornata alla prima ‘serata booktrailer’ italiana quando ho riscattato, in parte, l’adolescenza schifa dedita allo studio di pareti e tappezzeria delle case dove si svolgevano feste al suono di “dreams are my reality” con l’incubo che nessuno mi invitasse a ballare, come poi accadeva. La sera del 17 gennaio sono stata la regina della festa almeno finché non ho tolto le scarpette e l’abito da ballo.
Ecco la prima edizione di Di cosa parliamo quando parliamo di booktrailer? secondo Simone Sarasso (grazie!) con il quale avrei voluto parlare di più. Dovevo selezionare i booktrailer per la proiezione e non potevo distrarmi!

Giovedì 17 gennaio, Serata Booktrailer alla Sherlockiana http://www.gialloandco.it/home.htm
di Simone Sarasso da http://confinedistato.blogspot.com/

Inizio serata previsto per le 21.00, un sacco di ospiti in cartellone, solita ansia da ritardo: per non saper né leggere né scrivere, il gruppo “dalla provincia con furore” preferisce la partenza intelligente.
Ore 18.50 siamo già in strada. Gruppo monco, formato soltanto dal sottoscritto e da Matteo Bellizzi (Daniele Rudoni non pervenuto: ancora in viaggio da Shangai), ma ricco di determinazione.
Determinazione già smorzata dieci chilometri prima della barriera: traffico allucinante, coda chilometrica.
Nonostante il navigatore riusciamo a perderci nei meandri di Corso Sempione, ma alla fine un parcheggino lo troviamo.
Due passi a piedi ed eccoci alla Libreria del Giallo.
Colpo d’occhio impressionante, folla inumana. Il numero 1 di via Peschiera non è mai stato così imballato di gente. In realtà non è del tutto vero, mi svelerà la Tecla a fine serata. In altre due occasione ci fu un’affluenza comparabile: per Guccini e per Camilleri. Come a dire che la serata è veramente delle grandi occasioni.
La ressa è importante, ma è quasi ora di cena, e nulla può fermare gli indomiti e affamati Sarasso e Bellizzi.
Sgomitando sgomitando riusciamo ad accaparrarci un piattino di zampone e lenticchie e una porzioncina di riso giallo.
A pancia piena (oddio, proprio piena…) si ragiona meglio e c’è tempo per le chiacchiere.
Accorsi per l’occasione ci sono un sacco di amici che non vedo da tempo: uno su tutti, un vecchio compagno di fatiche dei tempi dell’Eco della Stampa (ebbene sì, cari lettori, tempo addietro avevo un lavoro onesto e facevo il pendolare Vercelli-Milano sei giorni alla settimana. Abbandonai – ormai quasi cinque anni fa – il posto fisso nella più prestigiosa agenzia di stampa milanese per mettervi a scrivere. Ma, come dice il maestro Lucarelli, questa è un’altra storia…). Anche lui, come me, ha rinunciato da tempo al ruolo di lettore per passare dall’altra parte. Ora scrive per www.wuz.it. Baci, abbracci, ricordi e un sacco di cazzate sparate tra una Marlboro e un bicchiere di skipper all’arancia (la folla assetata aveva già prosciugato tutte le riserve alcoliche di madame Dozio).
Inizia la proiezione dei booktrailer ma la calca è tanta che non riesco a entrare. Fuori con me restano parecchi amici conosciuti su www.anobii.com e una troupe di Sky. Ne approfitto per un’intervista e per conoscere finalmente le facce che si celano dietro ai nick con cui interagisco da settimane sullo splendido sito libresco.
Arriva Gianni Fantoni, vera star della serata, e da autentico VIP sfoggia un look super-understatement: cappello da baseball, occhiali e barba lunga. Vien da pensare che impersonerà il “suo” Micheal Moore.
Ma il gran magma della libreria lo fagocita in fretta e se ne perdono le tracce quasi subito.
Non lo ritroverò più, con grande rammarico non riuscirò a chiedergli la tanto sospirata imitazione del pomodoro…
A un tratto sento la padrona di casa che sbraita “SARASSO! SARASSO!” dal microfono: è il nostro momento.
Insieme a Matteo ci facciamo largo sino al palco improvvisato, a due metri dal video proiettore e dal telo bianco. Due parole due e parte la musica del trailer di CONFINE DI STATO, accompagnata dalle immagini d’epoca e dalle esplosioni (che siamo dei tamarri l’avete capito, no? Chi non si fosse ancora fatto un’idea di quanto siamo maranza, può dare un’occhiata al video, qui).
Il pubblico applaude, sembra gradire davvero.
Il resto della serata, va detto, Matteo è stato molto più disciplinato del sottoscritto. Io mi sono un po’ perso tra le chiacchiere con amici scrittori (Massimo Rainer, Paolino Roversi; ecc..) e non (l’anobiano Mauro, la leggenda vivente Tommaso Labranca, il giornalista Serino). Di booktrailer non ne ho visti molti, vuoi per le chiacchiere, vuoi per la calca, vuoi perché, in un modo o nell’altro, i filmati in concorso li avevo già adocchiati in rete. Il contest è stato vinto dallo spettacolare video di Montezuma Airbag Your Pardon, realizzato da Antonello Schioppa e Davide Catallo. Il premio, che io e Matteo abbiamo invidiato con bramosia, consisteva in due fichissime t-shirt commemorative della serata. Pezzi unici di straordinaria fattura, creati appositamente. Fortunatamente il premio non ci è stato assegnato perché avremmo avuto qualche difficoltà a indossarlo. Non tanto per l’orgoglio (ne saremmo stati fieri), quanto per la misura: entrambe le T-shirt erano taglia M…
Fine della serata in compagnia dell’ottimo tiramisù di casa Roversi, del Cuba Libre spuntato da chissà dove e dell’ottimo Biondillo (manifestatosi a sorpresa verso le nove e mezzo e mimetizzatosi nella calca fino alla fine della bagarre…). 
Tanto divertimento e tanta buona compagnia.
Se mi sono dimenticato di citare qualcuno, non vogliatemene: non è davvero mancanza di tatto ma è l’Alzheimer che galoppa a briglia sciolta.

di annarita at 21:20:00 Commenta: