10/12/2007
Donne e carriera (sul fallimento del femminismo)
Scrive Maria Luisa Agnese sul Corriere: “E adesso il Censis annuncia che sono in aumento le ragazze giovani che preferiscono stare a casa piuttosto che sobbarcarsi il famoso ed estenuante doppio lavoro: famiglia/azienda. E’ la scoperta dell’acqua calda, potrebbe dire qualcuno, però è già una buona notizia che anche i grandi saggi si rendano conto di quello che alcune donne più avvertite denunciano da un po’ di tempo (ultima e con grande scandalo la britannica India Knight): e cioè che la famosa mistica della carriera prima dei figli, imposta nel mondo dal femminismo del ‘900, si è rivelata una bella fregatura per un’intera generazione di donne che ha talmente rimandato l’appuntamento con la maternità da trovarsi costretta poi alla rinuncia o alla provetta tardiva. E così, più saggiamente, le figlie (pochine, per la verità) di quella generazione hanno capito che l’orologio biologico non aspetta, che i bambini bisogna farli da giovani, e che se si ha la sfortuna di doverli fare in Italia dove scarseggiano gli asili nido, dove gli orari di lavoro sono penalizzanti e dove tutto costa troppo alla donna che lavora, tanto vale rimanere a casa, fare subito i figli e intanto pensare alla salvaguardia della specie. E poi, per quanto riguarda la carriera, si vedrà.”
Sono d’accordo su tutto. Vi consiglio anche di leggere l’articolo della Knight citato dalla Agnese, The lie of late motherhood (La menzogna della maternità tardiva). Cercatelo qui:
http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/columnists/india_knight/article2983659.ece