04/12/2007
Minipost/3 (traslocare facendo un corso)
Sono alle prese con il decimo trasloco circa. E sì, non ne posso più. Per alleviare l’impacchettamento delle cose accumulate dopo qualche anno qui, da dove sto scrivendo (quante ore su questo divano a mangiare yogurt e biscotti!), ho seguito un corso con il regista americano Todd Rohal. Ovviamente il dovere mi chiama e sono dovuta andar via prima della fine. Il corso mi è piaciuto e Rohal, alla prima esperienza come insegnante, se l’è cavata bene a parte un inglese veloce e per me a tratti incomprensibile! Prima lezione. Rohal parla continuamente di un amico che è scomparso. Dice di essersi ispirato a lui per il primo film. L’amico in realtà non è scomparso se non dalle scene dopo aver girato un film da due milioni di dollari che è stato un clamoroso flop. L’esordio cinematografico di Rohal, vincitore del Torino Film Festival dello scorso anno, si chiama The Guatemalan handshake e non ha niente a che fare con il titolo. Il protagonista scompare nel nulla nelle prime scene. Nessuno sa dove sia e nessuno sembra capace di cercarlo. Sullo sfondo le nevrosi della provincia americana e bizzarri personaggi. Se aspettaste un bambino riuscireste a vincere una gara d’autoscontro? Nel film di Rohal sì. Ne riparlerò.
04/12/2007
Minipost/2 (trasferimenti d’ufficio)
Non ho informazioni dirette sulla vicenda della D.ssa Forleo né mi interessa approfondirla. Però sono convinta che se la D.ssa Forleo fosse stata un uomo e non la donna grintosa che è, le alte sfere di magistratura, politica e giornalismo non si sarebbero permesse di denigrare le sue reazioni emotive ma comprensibili. Non l’avrebbero ritratta come una poveretta sull’orlo dell’esaurimento, c’è mancato poco che tirassero in ballo sbalzi umorali premestruali. Tantomeno si sarebbero affrettati a trasferirla d’ufficio. All’unanimità. La mia solidarietà alla D.ssa Forleo, per quel che vale.