30/11/2007
Nota a margine
Come ci sentiremmo soli senza computer, internet, you tube! Ieri mi ha fatto compagnia tutta la sera con i video di uno dei rari programmi televisivi che mi piacciono. E senza biscotti che poi bisogna correre e sudare. E lettere ai giornali, una mia specialità letteraria. Ne sa qualcosa il direttore di un famoso quotidiano d’opinione che potrebbe chiedermi di diradare la corrispondenza quasi unilaterale. In questi giorni leggendo lo sfogo di Gattostanco http://gattostanco.diludovico.it/ ho riflettuto sul ruolo della tecnologia. Ha facilitato i lavori creativi e migliorato i rapporti, non necessariamente sentimentali, a distanza ma ha portato una ventata d’aria gelida nelle camere da letto. Il computer si può spegnere. Ogni tanto.30/11/2007
Sulla scrittura/3 (impiegati)
In un certo senso anche gli scrittori sono impiegati e non c’è niente di male e tante dicotomie professionali sembrano meno misteriose (fonte Francesco Piccolo).
La scrittura è una combinazione di sacra devozione e mentalità da impiegato. Un equilibrio del genere non è necessario in nessun’altra espressione creativa. In tutte le altre espressioni artistiche c’è una percentuale impiegatizia variabile, ma è una percentuale minore e a volte anche, in modo miracoloso, non del tutto necessaria. Lo scrittore è invece una combinazione perfetta tra un creativo e un impiegato, senza alcuna gerarchia tra le due parti della combinazione: nessuna delle due può mancare.