18/11/2007

Essere recensiti a New York

Il mio rapporto con la pagina stampata in narrativa può migliorare. Fino ad ora ho pubblicato un racconto che è uscito a fine 2005 nella raccolta Vedi Napoli e poi scrivi (Kairòs). Non che nel frattempo abbia sottoposto tomi e tomi agli editori. Tengo le pagine del libro per me senza pensare che il tempo passa e devo sbrigarmi. Tirarle fuori dal cassetto. Tirare fuori le cosiddette. Intanto ho avuto una notizia che, scusate l’autoreferenzialità, mi ha riempito di orgoglio. Vedi Napoli è stato recensito su Oggi 7, supplemento domenicale di America Oggi, il più importante tabloid statunitense per la comunità italiana. Autore della illustre recensione il Professor Franco Zangrilli, ordinario di Letteratura Comparata al Baruch College di New York, che ringrazio per l’apertura mentale (chissà come ci ha scoperto!).
La recensione a distanza di tempo dalla pubblicazione e in un luogo che sento molto vicino al mio modo di essere ha confermato due quasi ossessioni. I libri NON SCADONO e sarebbe ora che lo capissero editori e librai pronti a fare posto alle pile di bruni vespe e presunti bestseller che occupano spazi anche quando non hanno alcunché da dire. Devo andare a New York. Poi torno ma devo andarci.
Il racconto che ho scritto per Vedi Napoli si intitola Il primo giorno dell’anno. Ecco l’incipit in versione ampia.

Quattro Aperol e qualche manciata di nocciole e olive snocciolate sono sufficienti per una sbronza di buon livello, penso a letto mentre Gatto mi passa sopra, fa freddo, sono nuda.
La Deb invece non la freghi, parlava e parlava e svuotava il bicchiere nella pianta che mi ha regalato mamma a Natale. La Deb è un’integralista, no food no alcool e talvolta niente sesso, ma su questo i vent’anni la rendono debole.
L’argomento di ieri sera era la realizzazione di sé, proposto dalla Deb e svolto sul mio divano di pelle, che detto così fa molto star del cinema, in realtà cade a pezzi come la faccia da quando mi sono ammalata di acne neurovegetativo.
La Deb ha parlato e io ho ascoltato e bevuto raggiungendo felice l’annebbiamento che mi conferisce qualsiasi bevanda diversa dalla coca. Non avevo novità di rilievo se non che ho preso un chilo ma la Deb , e qualsiasi conoscente, fugge al primo accenno di “sono ingrassata” stante la frequenza con la quale aumento e riduco il peso corporeo.
Non si sente realizzata, la facoltà di legge scelta su suggerimento della famiglia le fa schifo ma non c’è nessuna facoltà, nessuna a Napoli, che le sembra interessante, e hai voglia a farle notare che gli avvocati donna vestono benissimo, tailleurini e tacchi dieci, e che a Napoli c’è il mare e si mangia bene. Lei odia i tailleurini, ha ragione, piuttosto si fa suora, esagera, è allergica al sole e sempre a dieta.
L’ho convinta a raggiungere gli amici in un locale del centro, non distante da dove ci trovavamo, promettendole un’altra seduta analitica prima di appendere al chiodo il codice civile, che la Deb non ha mai aperto con una media di zero esami in due anni.
Del resto della serata non ricordo niente se non che Gatto, sulle mie ginocchia, aveva un odore penetrante e andrebbe lavato.

di annarita at 12:50:00 Commenta: