Letteratura, costume e racconti intimi
11/11/2007
Norman Mailer
Norman Mailer non ha bisogno di presentazioni. Mi piace ricordalo, per quanto poco lo conosca e debba leggerlo, come uno dei migliori esponenti del ‘new journalism’, il trasformare la realtà in narrazione che in America ha prodotto capolavori della Letteratura (oltre Mailer, Tom Wolfe e il Truman Capote di A sangue freddo, un testo fondamentale per chi aspiri al mestiere giornalistico). Utilizzare il magma del reale per farne romanzo riesce se si ha una buona se non eccelsa scrittura. Negli altri casi siamo al chiacchiericcio. Un esempio. Mohammed Alì e George Foreman nel novembre del ’74 si giocano il titolo di campione del mondo nei pesi massimi a Kinshasa (Zaire). Vinse Alì. Il grande Mailer va lì, segue i campioni, li osserva, si diverte come un pazzo tra il pubblico esagitato del match, assorbe l’energia del momento. Poi torna a Brooklyn e ci scrive un libro ripubblicato da noi nel 2002, Il combattimento (Baldini Castaldi Dalai). Su quel match consiglio il documentario Premio Oscar Quando eravamo re diretto da Leon Gast (1996). C’è anche una bella intervista a Mailer.
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